Modello di intervento

Giubileo dei Govani Comitato Operativo

Tra gli obiettivi più sfidanti di EXE PO 2026, c’è il coordinamento interistituzionale tra i molteplici soggetti coinvolti nel governo della piena. Oltre all’attivazione del sistema di allertamento nazionale e regionale, con il coinvolgimento dei centri di competenza, è prevista infatti anche l’attivazione e l’organizzazione dei centri di coordinamento ai diversi livelli territoriali delle quattro Regioni coinvolte, con il test relativo al flusso delle comunicazioni.

Durante l’esercitazione è prevista l’attivazione da parte del Dipartimento della Protezione Civile dell’Unità di crisi con le funzioni di supporto che si devono raccordare con i Centri di coordinamento attivi sul territorio. In questa occasione, viene convocato realmente il Comitato Operativo della protezione civile che si avvale della Sala Situazione Italia e Monitoraggio del Territorio, per l’acquisizione delle informazioni provenienti dall’area interessata dall’evento e per mantenere costanti collegamenti con le altre sale operative nazionali, regionali e locali. 

È presente, inoltre, il collegamento con il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze della Commissione europea, per la notifica dell’evento e lo scambio delle informazioni sulle risorse disponibili, ed eventuali richieste di intervento da parte degli altri stati membri, con l’impiego del sistema informativo protetto di comunicazione CECIS (Common Emergency Communication and Information Exchange System).

Nel caso di eventi di piena che coinvolgano bacini che interessano più Regioni, come nel caso di EXE PO 2026, il Dipartimento promuove e indirizza, anche attraverso la rete dei Centri Funzionali, l’interscambio e la condivisione delle informazioni tra tutti i soggetti interessati. L’evento viene gestito dall’Unità di Comando e Controllo (UCC) che rappresenta l’autorità di protezione civile per il governo delle piene. È un tavolo politico istituzionale costituito dai Presidenti delle Regioni, o dai loro delegati, dal Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica o da un suo delegato e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Capo del Dipartimento della protezione civile o suo delegato. L’UCC, sulla base delle informazioni fornite dai Centri regionali di coordinamento tecnico idraulico e con il supporto dell’AIPO, sulla base degli scenari in atto e previsti, ha il compito di assumere le decisioni sulle azioni necessarie a fronteggiare e, se possibile, ridurre gli effetti determinati dall’evento di piena, per tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente. L’UCC viene convocata dal Dipartimento su sua decisione o su richiesta di una o più regioni interessate.

Durante le attività esercitative il coordinamento è svolto dalle Sale Operative Regionali (SOR) di Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto, che comunicano con le Prefetture, con le proprie diramazioni territoriali ed i Comuni. Se istituiti, operano anche i Centri regionali di coordinamento tecnico idraulico, in collegamento con l’UCC e le SOR di appartenenza.

Nelle Prefetture-UTG vengono attivati i Centri di Coordinamento dei Soccorsi (CCS) e convocati, se ritenuto necessario, i rispettivi Comitati Operativi per la Viabilità (COV). Inoltre, le Province e la Città Metropolitana di Torino lungo l’asta del Fiume Po svolgono un ruolo di coordinamento, pianificazione e supporto logistico, agendo come enti intermedi tra Regione e Comuni.

Si attivano i COC dove sono previste attività esercitative sul campo o anche solo per posti di comando.