Esercitazione

Esercitazione EXE Po 2026

L’esercitazione nazionale “EXE PO 2026” è finalizzata a verificare, sul campo e per “posti di comando”, la risposta del Servizio Nazionale della Protezione Civile a un evento di piena straordinaria del fiume Po. Lo scenario esercitativo si ispira alla storica alluvione che, nell’ottobre del 2000, colpì il Nord-Ovest del Paese.

Il coordinamento del Sistema. L’iniziativa rappresenta un’importante occasione per testare, a livello interregionale, la gestione del rischio idrogeologico e idraulico nell'intero bacino del fiume Po. Vengono quindi verificati flussi di comunicazione, l’allertamento e i modelli di intervento ai diversi livelli territoriali, analizzando anche l’aspetto di interoperabilità nelle attività di coordinamento tra le Regioni coinvolte (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto). L’esercitazione prevede anche l’attivazione di strutture di coordinamento specifiche per il governo delle piene, tra le quali, l’UCC - Unità di Comando e Controllo del bacino del fiume Po, testata in questa occasione per la prima volta.

Gli scenari operativi. Sul territorio, sono diversi gli scenari operativi “simulati”: dal coinvolgimento delle colonne mobili del volontariato di protezione civile all’attivazione di squadre di tecnici per le verifiche di potenziali danni su edifici, infrastrutture e reti strategiche. Per affrontare gli scenari più critici della piena, è previsto anche l’uso di idrovore e di droni per il monitoraggio degli argini. Il contesto esercitativo segna anche l’avvio di un percorso volto alla futura certificazione di un modulo ad elevata capacità di pompaggio (HPC) dell’Emilia-Romagna, la cui componente di mezzi e personale verrà testata in provincia di Piacenza (località Isola Giarola), con il contributo di Piemonte e Lombardia in qualità di Colonne Mobili Regionali.

Le attività di assistenza alla popolazione. Ulteriori test sono focalizzati al soccorso e all’assistenza della popolazione, con particolare attenzione alle fasce più vulnerabili. Tra questi, la stazione ferroviaria di Bologna e quella di Poggio Rusco (MN), costituiscono lo scenario per la movimentazione del treno sanitario che, tramite l’impiego di figuranti, permette il trasferimento in sicurezza dei pazienti evacuati dall’Ospedale di Pieve Coriano (MN). Durante “EXE PO 2026”, si sperimentano inoltre attività volte alla tutela degli animali.

Il test di IT-alert. L’esercitazione prevede l’attivazione del sistema nazionale di allarme pubblico IT-alert sul rischio specifico “collasso grandi dighe” che interessa, in due distinte giornate, l'area della diga di Porto della Torre (VA), situata lungo il corso del fiume Ticino al confine tra Piemonte e Lombardia, tra i comuni di Somma Lombardo (VA) e Varallo Pombia (NO); e l’area della diga di Salionze, che si trova lungo il corso del fiume Mincio, in Lombardia, nel comune di Valeggio sul Mincio, in provincia di Mantova.

Attività di diffusione della conoscenza sul rischio. Nell’ottica di promuovere una maggiore conoscenza del rischio specifico e una più diffusa consapevolezza del sistema di risposta a livello territoriale, sono stati organizzati, in collaborazione con l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), la Regione Lombardia e la Provincia di Cremona, incontri informativi rivolti alle comunità straniere presenti nelle aree golenali del territorio cremonese. E’ stato inoltre realizzato un libretto informativo, tradotto in 12 lingue a cura di un istituto scolastico del territorio, successivamente distribuito ai partecipanti.

 “EXE PO 2026” rappresenta infine un'importante occasione formativa per operatori, tecnici e volontari di protezione civile e per sensibilizzare la popolazione residente nelle aree limitrofe al fiume Po sui comportamenti corretti da adottare in caso di rischio alluvione, per proteggere sé stessi e la propria comunità.