news2 marzo 2026

Protezione dei beni culturali a rischio: la comunità PROCULTHER-NET verso la definizione di strumenti operativi condivisi a livello europeo

80 esperti provenienti da 20 Paesi hanno concorso al perfezionamento dei modelli per la valutazione del danno sul patrimonio culturale

Protezione dei beni culturali a rischio

Si è svolto a Bursa, in Turchia, il workshop “Advancing a European Damage and Impact Assessment Tool for Cultural Heritage at Risk”, organizzato nell’ambito del progetto PROCULTHER-NET 2-Protecting Cultural Heritage from the Consequences of Disasters-Network 2. L’iniziativa, dedicata al rafforzamento delle capacità di protezione del patrimonio culturale a rischio, è coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile e cofinanziata dalla DG ECHO nell’ambito del Meccanismo Unionale di Protezione Civile.

Organizzato in collaborazione con l’AFAD, partner del progetto nonché autorità turca per la gestione delle emergenze e dei disastri, e con le autorità locali, il workshop ha riunito circa ottanta esperti di altissimo livello provenienti dal mondo della cultura e della protezione civile, in rappresentanza di venti Paesi aderenti al Meccanismo. L’obiettivo era testare i modelli di rilievo del danno al patrimonio culturale tangibile e intangibile contenuti nella Metodologia sviluppata nelle fasi precedenti dell’iniziativa e che sarà aggiornata sulla base delle attività formative e degli scambi a livello europeo e internazionale intercorsi dalla sua pubblicazione.

Dopo un’introduzione sulle attività svolte e gli obiettivi del progetto, i lavori si sono concentrati sui modelli di valutazione del danno, alternando momenti di confronto in aula ad attività sul campo. Lo splendido complesso tombale di Muradiye, sito UNESCO, e la Romangal Silk Factory, esempio significativo di patrimonio industriale locale, hanno fornito la cornice agli scenari preparati per consentire ai partecipanti di testare le prestazioni di questi strumenti in condizioni reali. Gli esperti, suddivisi in undici squadre interdisciplinari e multinazionali, hanno compilato i modelli proposti per valutare il danno strutturale ai siti e documentare le condizioni del patrimonio mobile e immateriale in essi ospitati, definendo priorità e prime misure di protezione.

Il debriefing finale ha consentito un confronto strutturato tra le squadre e fornito gli elementi che contribuiranno all’aggiornamento dei modelli, con possibili ricadute anche a livello nazionale: alcuni Paesi hanno infatti manifestato l’intenzione di utilizzare i risultati di questa esperienza per sviluppare o adeguare i propri strumenti di rilievo del danno.

Questi risultati sono stati raggiunti grazie al contributo coordinato del personale del Dipartimento, in particolare il gruppo di esperti in beni culturali, nonché al supporto specialistico del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco che, insieme a tecnici esperti del Ministero della Cultura, della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, della Soprintendenza ABAP di Ancona, Pesaro e Urbino, ha messo a disposizione competenze tecniche per la definizione degli strumenti, la sperimentazione operativa e il loro perfezionamento. Ha contribuito inoltre un pool di esperti provenienti da Francia, Germania, Spagna e Turchia, impegnati nelle fasi preliminari e nel supporto operativo durante il workshop.

L’evento di Bursa ha confermato l’esigenza, condivisa dagli Stati del Meccanismo, di lavorare con un approccio condiviso a livello europeo per la protezione del patrimonio culturale a rischio. In questa prospettiva, dal 1° aprile 2026 il Dipartimento avvierà la nuova fase del progetto, denominata Protecting Cultural Heritage from the Consequences of Disasters for All - PROCULTHER-4ALL che consoliderà e amplierà i risultati fin qui acquisiti, promuovendo un approccio olistico basato sulla collaborazione tra enti pubblici, privati, comunità locali e società civile.

Fonte foto: AFAD