19 giugno 2026

L'evento del 2000

Tra il 13 e il 16 ottobre 2000 il nord est del nostro Paese è stato interessato da una grande alluvione. L'evento ha interessato principalmente il bacino del Po e tutti i suoi affluenti, che esondarono in più punti soprattutto su Piemonte e Valle d'Aosta, con parziale interessamento anche di Lombardia e Liguria. A seguito di tale evento è stata istituita nel 2003 l’AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po) dalle Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

Descrizione dello scenario. Nel corso dell’evento alluvionale le precipitazioni furono particolarmente abbondanti nelle valli Chisone, Lanzo, Orco e Soana, nonché nelle valli del Verbano-Cusio-Ossola, in Piemonte; Lys e Ayasse in Valle d’Aosta. Alle precipitazioni abbondanti si aggiunse il grave effetto di fusione della neve presente anche in alta montagna (caduta pochi giorni prima fino alle quote medie), dovuta ad una imponente sciroccata (burrasca sollevata da vento di scirocco) che relegò la neve oltre i 2900-3000 m, con pioggia battente più sotto. Su tali aree si registrò una precipitazione media areale dell’ordine di 400 mm in 60 ore con punte diffuse di oltre 600 mm. Con minore intensità (arealmente dell’ordine di 150 - 160 mm), l’evento interessò anche i bacini meridionali dell’Alto Tanaro e della Bormida.

L’alluvione dell’ottobre 2000 quindi, è stata originata in massima parte dai contributi dell’Alto Po e degli affluenti nord occidentali, oltre che da un costante elevato apporto del lago Maggiore tramite il Ticino e del Lago di Como tramite l’Adda, e in forma minore dall’apporto degli affluenti emiliani.

Effetti al suolo. Le piogge intense produssero numerose frane, colate di detrito ed inondazioni in Valle d'Aosta, Piemonte e Liguria. I danni maggiori si ebbero in Valle d'Aosta.

Le colate di detrito causarono la morte di 6 persone a Pollein e 7 a Fenis. A Donnas la Dora Baltea inondò gran parte del fondovalle. Ad Ivrea, la Dora Baltea inondò una parte della città. A Torino, il livello idrometrico del Po arrivò a pochi centimetri dal superamento degli argini.

Al termine dell'evento, in tutta l'Italia nord-occidentale si contarono 37 morti e dispersi (18 in Valle d'Aosta, 5 in Piemonte, 3 in Liguria, 1 in Trentino-Altro Adige e 10 in Canton Ticino in Svizzera), oltre 40.000 persone evacuate, ed almeno 3000 persone che hanno temporaneamente perso il proprio lavoro. Il danno economico fu stimato in oltre 2.500 milioni di euro.