Procedura operativa per la gestione sanitaria dei casi di malattia da virus Ebola
Definizione delle modalità di gestione dei casi sospetti o confermati, del trasporto dei campioni biologici e dei trasferimenti in biocontenimento.

Il Dipartimento della Protezione Civile e il Ministero della Salute hanno definito la procedura operativa standard (SOP – Standard Operating Procedure) per la gestione sanitaria dei casi sospetti o confermati di malattia da virus Ebola, del trasporto dei campioni biologici e dei trasferimenti in biocontenimento.
Il documento costituisce il riferimento operativo nazionale per il coordinamento delle attività sanitarie, logistiche e di biocontenimento connesse alla gestione della malattia e individua ruoli, responsabilità e modalità di raccordo tra i soggetti coinvolti. La procedura è stata predisposta per garantire una gestione uniforme sul territorio nazionale e favorire il coordinamento tra il Servizio Sanitario Nazionale, le amministrazioni coinvolte e il Sistema Nazionale di Protezione Civile nelle attività che richiedono specifiche misure di prevenzione e sicurezza.
La malattia da virus Ebola è una malattia infettiva rara ma grave causata da virus appartenenti al genere Ebolavirus.
La trasmissione avviene attraverso il contatto diretto con sangue, secrezioni o altri fluidi biologici di persone o animali infetti. Non si trasmette per via aerea e, sulla base delle conoscenze attualmente disponibili, una persona infetta non è considerata contagiosa prima della comparsa dei sintomi.
Il rischio di infezione è considerato molto basso se vengono adottate le misure di prevenzione e controllo previste. Sono inoltre disponibili vaccini autorizzati per la variante virale denominata "Zaire".
Le persone provenienti dalle aree geografiche individuate dal Ministero della Salute devono effettuare una specifica comunicazione al Dipartimento di Prevenzione dell'Azienda Sanitaria territorialmente competente entro 24 ore dall’ingresso nel territorio nazionale.
A partire da questa segnalazione viene effettuata una valutazione epidemiologica e clinica del soggetto che consente di classificare il livello di rischio e di individuare le misure più appropriate. Il percorso prevede:
- Valutazione epidemiologica e clinica del caso;
- Classificazione del livello di rischio;
- Applicazione delle misure di sorveglianza sanitaria previste;
- Eventuali approfondimenti diagnostici;
- Attivazione del percorso in biocontenimento quando necessario.
Le Regioni e le Province autonome individuano una o più strutture sanitarie di riferimento per le malattie infettive e un referente infettivologo regionale.
I referenti assicurano il raccordo con l'Istituto Nazionale per le Malattie Infettive "Lazzaro Spallanzani" di Roma, Centro nazionale di riferimento, per garantire una gestione uniforme dei casi segnalati e supportare le valutazioni cliniche e diagnostiche più complesse.
Quando la valutazione clinica ed epidemiologica lo richiede, vengono attivate le procedure per il prelievo e il trasporto dei campioni biologici verso i laboratori autorizzati. Le attività vengono svolte secondo specifici protocolli di sicurezza e devono garantire tempi rapidi di trasferimento.
Qualora una Regione o Provincia autonoma non possa provvedere autonomamente al trasporto dei campioni, può richiedere il supporto del Servizio Nazionale della Protezione Civile attraverso la CROSS.
Nei casi previsti dalle procedure nazionali, il paziente può essere trasferito verso una struttura sanitaria autorizzata mediante sistemi di trasporto in alto biocontenimento. L'attivazione del trasferimento avviene sulla base di una valutazione specialistica che tiene conto del quadro clinico, epidemiologico e diagnostico del paziente.
La responsabilità clinica e sanitaria resta in capo al Servizio Sanitario Nazionale, mentre il Sistema Nazionale di Protezione Civile può fornire supporto logistico alle operazioni.
La procedura disciplina anche la gestione dei casi sospetti individuati a bordo di voli provenienti da aree interessate da focolai della malattia o che coinvolgano persone che vi abbiano soggiornato nei 21 giorni precedenti.
In queste situazioni, sul territorio nazionale, l'atterraggio avviene presso l'aeroporto sanitario di Roma Fiumicino, dove vengono attivate le procedure previste dal Ministero della Salute e il successivo trasferimento in biocontenimento verso le strutture sanitarie di riferimento.