notizia5 gennaio 2026

Incidente Crans-Montana: l’intervento italiano

Il Sistema Nazionale della Protezione Civile ha lavorato per garantire l'assistenza ai cittadini coinvolti e assicurare il coordinamento delle attività con le autorità elvetiche

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Sono giunte oggi nel nostro Paese, a bordo di un C130 dell’Aeronautica militare, le salme di 5 dei 6 ragazzi italiani che hanno perso la vita durante la notte di Capodanno, a causa del tragico incendio divampato all’interno di un locale a Crans-Montana, in Svizzera. Ad attendere i feretri all’Aeroporto di Milano Linate, oltre ai familiari delle vittime, anche diverse autorità in rappresentanza di enti locali, Regioni e Stato, tra cui il Capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano. Il trasferimento delle salme è proseguito, a cura delle Regioni, verso le città di provenienza delle vittime: Milano, Bologna, Genova mentre il feretro diretto a Roma ha raggiunto l’Aeroporto di Ciampino sempre a bordo del C130.

Dei 14 ragazzi italiani feriti, 11 sono stati trasferiti in Italia già nei giorni scorsi, con un intervento coordinato dalla Centrale Remota Operazioni di Soccorso Sanitario (CROSS), e stanno ricevendo l’assistenza necessaria all’Ospedale Niguarda di Milano. Due giovani hanno invece scelto di proseguire le cure in Svizzera mentre per un paziente le condizioni cliniche sono ancora tali da non consentire il trasferimento in Italia.

Con il rientro delle salme nel nostro Paese e il rimpatrio dei feriti, si avvia verso la chiusura la prima fase dell'intervento italiano in Svizzera. Il tragico evento di Crans-Montana, nel quale sono rimasti purtroppo coinvolti numerosi connazionali, ha reso necessaria l’immediata attivazione del Sistema Nazionale della Protezione Civile, per garantire la tempestiva assistenza ai cittadini coinvolti, italiani e stranieri, e assicurare il necessario coordinamento delle attività con le autorità elvetiche.

Subito dopo l’evento, è stato inviato un elicottero della Protezione Civile della Regione Valle d’Aosta, con a bordo personale sanitario e tecnici del Soccorso Alpino Valdostano, nell’ambito di una collaborazione transfrontaliera. A seguito della richiesta di supporto da parte della Confederazione Svizzera, pervenuta attraverso il Meccanismo Unionale di Protezione Civile, è stato inoltre tempestivamente firmato lo stato di mobilitazione del Servizio Nazionale della Protezione Civile.

L’intervento italiano in Svizzera di questi giorni è stato particolarmente complesso e articolato su diverse attività, coordinate da uno specifico team del Dipartimento della protezione civile, volte a garantire: supporto tecnico-operativo, a cura di specifiche squadre della Regione Piemonte; supporto all’identificazione delle vittime, assicurato da medici della Polizia di Stato; e supporto all’attività di analisi delle condizioni cliniche dei feriti, gestito da un team composto da sanitari della Regione Lombardia, tra cui medici, infermieri, psicologi. Sono stati inoltre inviati sul posto numerosi volontari di protezione civile per fornire supporto psicologico ai ragazzi coinvolti nell’incidente, ai loro familiari, e agli operatori che in questi giorni hanno lavorato in emergenza.