{"componentChunkName":"component---src-templates-sezione-con-anticipazioni-template-it-jsx","path":"/it/aree-tematiche/esercitazioni-nazionali/","result":{"data":{"node":{"field_categoria_primaria":"sezione","title":"Esercitazioni nazionali","field_streaming_homepage":false,"field_agenda":false,"field_titolo_esteso":"Esercitazioni nazionali","field_data":"2026-09-21T16:37:07+02:00","drupal_internal__nid":900019867,"field_titolo_sezione_accordion":null,"field_id_contenuto_originale":900019868,"field_box_primo_piano_immagine":true,"fields":{"slug":"/aree-tematiche/esercitazioni-nazionali/"},"body":null,"field_abstract":{"value":"<p>Le esercitazioni di protezione civile sono uno strumento importante di <strong>prevenzione e verifica dei piani di protezione civile&nbsp;</strong>e hanno&nbsp;l’obiettivo di <strong>testare il modello di intervento, le conoscenze del territorio e l’adeguatezza delle risorse in caso di emergenza.</strong>&nbsp;Hanno inoltre lo scopo di <strong>preparare</strong>, sia i soggetti interessati alla gestione delle emergenze sia la popolazione, <strong>ai comportamenti corretti da adottare</strong>.</p>\r\n\r\n<p>Per le <strong>esercitazioni nazionali</strong>, la programmazione e l’organizzazione compete al Dipartimento della Protezione Civile in raccordo con le Regioni o le Province Autonome in cui si svolgono. Quelle <strong>regionali o locali</strong>, invece, sono promosse dalle Regioni o Province Autonome, dalle Prefetture Uffici Territoriali di Governo, dagli enti locali o da qualunque altra amministrazione del Servizio Nazionale, relativamente ai piani di competenza.</p>\r\n\r\n<p><em>Per approfondire l'argomento:&nbsp;</em><a href=\"https://servizio-nazionale.protezionecivile.gov.it/it/approfondimento/esercitazioni-di-protezione-civile/\" title=\"Esercitazioni di protezione civile\"><strong>esercitazioni di protezione civile</strong></a></p>\r\n","processed":"<p>Le esercitazioni di protezione civile sono uno strumento importante di <strong>prevenzione e verifica dei piani di protezione civile </strong>e hanno l’obiettivo di <strong>testare il modello di intervento, le conoscenze del territorio e l’adeguatezza delle risorse in caso di emergenza.</strong> Hanno inoltre lo scopo di <strong>preparare</strong>, sia i soggetti interessati alla gestione delle emergenze sia la popolazione, <strong>ai comportamenti corretti da adottare</strong>.</p>\n<p>Per le <strong>esercitazioni nazionali</strong>, la programmazione e l’organizzazione compete al Dipartimento della Protezione Civile in raccordo con le Regioni o le Province Autonome in cui si svolgono. Quelle <strong>regionali o locali</strong>, invece, sono promosse dalle Regioni o Province Autonome, dalle Prefetture Uffici Territoriali di Governo, dagli enti locali o da qualunque altra amministrazione del Servizio Nazionale, relativamente ai piani di competenza.</p>\n<p><em>Per approfondire l'argomento: </em><a href=\"https://servizio-nazionale.protezionecivile.gov.it/it/approfondimento/esercitazioni-di-protezione-civile/\" title=\"Esercitazioni di protezione civile\"><strong>esercitazioni di protezione civile</strong></a></p>\n"},"relationships":{"field_immagine_dettaglio":{"field_alt":"La delegazione dell'Arabia Saudita presso la sala del Comitato Operativo in occasione di EXE flegrei 2025","field_didascalia":"La delegazione dell'Arabia Saudita presso la sala del Comitato Operativo in occasione di EXE flegrei 2025","relationships":{"image":{"localFile":{"publicURL":"/static/f9f467b2d4a1a82dbba0629a440ab1f6/54903889753-6e7f704efe-c.jpg","childImageSharp":{"fluid":{"aspectRatio":1.5027322404371584,"src":"/static/f9f467b2d4a1a82dbba0629a440ab1f6/08045/54903889753-6e7f704efe-c.jpg","srcSet":"/static/f9f467b2d4a1a82dbba0629a440ab1f6/cf463/54903889753-6e7f704efe-c.jpg 275w,\n/static/f9f467b2d4a1a82dbba0629a440ab1f6/dee3b/54903889753-6e7f704efe-c.jpg 550w,\n/static/f9f467b2d4a1a82dbba0629a440ab1f6/08045/54903889753-6e7f704efe-c.jpg 799w","sizes":"(max-width: 799px) 100vw, 799px"}}}}}},"field_immagine_anteprima":{"field_alt":"esercitazione EXEPO","field_didascalia":"esercitazione EXEPO","relationships":{"image":{"localFile":{"publicURL":"/static/2636c95126fc4c5a11e46ce56bbabe4b/55359357264-0b14c63d1e-k.jpg","childImageSharp":{"fluid":{"aspectRatio":1.5027322404371584,"src":"/static/2636c95126fc4c5a11e46ce56bbabe4b/42364/55359357264-0b14c63d1e-k.jpg","srcSet":"/static/2636c95126fc4c5a11e46ce56bbabe4b/cf463/55359357264-0b14c63d1e-k.jpg 275w,\n/static/2636c95126fc4c5a11e46ce56bbabe4b/dee3b/55359357264-0b14c63d1e-k.jpg 550w,\n/static/2636c95126fc4c5a11e46ce56bbabe4b/42364/55359357264-0b14c63d1e-k.jpg 1100w,\n/static/2636c95126fc4c5a11e46ce56bbabe4b/eeda9/55359357264-0b14c63d1e-k.jpg 1650w,\n/static/2636c95126fc4c5a11e46ce56bbabe4b/69755/55359357264-0b14c63d1e-k.jpg 2048w","sizes":"(max-width: 1100px) 100vw, 1100px"}}}}}},"field_sottodominio":{"name":"Portale"},"field_riferimento_traduzione":null,"field_accordion":[],"field_box_1_riga_1":[{"__typename":"node__sezione_con_anticipazioni","field_categoria_primaria":"sezione","field_titolo_esteso":"EXE Po 2026","field_abstract":{"processed":"<p><em>25-27 giugno 2026 - Fiume Po - Rischio idro e idraulico</em></p>\n<p>Dal 25 al 27 giugno 2026 l'intero bacino del fiume Po è stato interessato da una esercitazione nazionale di protezione civile dedicata alla gestione del rischio idrogeologico e idraulico.</p>\n<p>“EXE PO 2026” è coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile, in collaborazione con l'AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po) e le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Lo scenario delle attività è ispirato alla storica alluvione che, <a href=\"https://www.protezionecivile.gov.it/it/approfondimento/levento-del-2000-1/\" title=\"L'alluvione di ottobre del 2000\">nell’ottobre del 2000</a>, colpì il Nord-Ovest del Paese.</p>\n<p>L’esercitazione prevede l’attivazione di strutture di coordinamento specifiche per il governo delle piene: per la prima volta, viene infatti testata l’UCC - Unità di Comando e Controllo del bacino del <a href=\"https://www.protezionecivile.gov.it/it/approfondimento/il-fiume-po-1/\" title=\"Fiume Po\">fiume Po</a>. Tra le varie attività di protezione civile in programma, “EXE PO 2026” è anche l’occasione per testare il sistema nazionale di allarme pubblico IT-alert sul rischio specifico “collasso grandi dighe”.</p>\n<p><strong><a href=\"https://www.protezionecivile.gov.it/it/pagina-base/partecipanti-2/\" target=\"_blank\">Partecipanti</a></strong></p>\n","value":"<p><em>25-27 giugno 2026 - Fiume Po - Rischio idro e idraulico</em></p>\r\n\r\n<p>Dal 25 al 27 giugno 2026 l'intero bacino del fiume Po è stato interessato da una esercitazione nazionale di protezione civile dedicata alla gestione del rischio idrogeologico e idraulico.<br />\r\n<br />\r\n“EXE PO 2026” è coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile, in collaborazione con l'AIPO (Agenzia Interregionale per il fiume Po) e le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto. Lo scenario delle attività è ispirato alla storica alluvione che, <a href=\"https://www.protezionecivile.gov.it/it/approfondimento/levento-del-2000-1/\" title=\"L'alluvione di ottobre del 2000\">nell’ottobre del 2000</a>, colpì il Nord-Ovest del Paese.</p>\r\n\r\n<p>L’esercitazione prevede l’attivazione di strutture di coordinamento specifiche per il governo delle piene: per la prima volta, viene infatti testata l’UCC - Unità di Comando e Controllo del bacino del <a href=\"https://www.protezionecivile.gov.it/it/approfondimento/il-fiume-po-1/\" title=\"Fiume Po\">fiume Po</a>. 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Il test era stato preceduto, il <strong>28 e 29 maggio 2025, da una due giorni \"di valutazione/discussione\", dedicata al tema del bradisismo</strong>, e in particolare alle procedure di sopralluogo tecnico nelle scuole.</p>\n<p>L'esercitazione di novembre 2025 rappresenta il completamento dell’esercitazione nazionale <strong>“Exe Flegrei 2024”</strong>, che si è svolta in Campania <strong>dal 9 al 12 ottobre 2024</strong>. In particolare, il programma esercitativo del 2024 aveva visto lo svolgimento di esercitazioni finalizzate alla verifica degli elementi contenuti nel Piano speditivo di emergenza per l’area del bradisismo (<strong>aprile, maggio e giugno 2024</strong>) e un test (<strong>ottobre 2024</strong>) dedicato alla pianificazione nazionale per il rischio vulcanico ai Campi Flegrei.</p>\n","value":"<p><em>5-6 novembre 2025 - Campi Flegrei - Rischio vulcanico e bradisismico</em></p>\r\n\r\n<p>Il <strong>5 e 6 novembre 2025</strong> <strong>si è svolta&nbsp;l’esercitazione nazionale sul rischio vulcanico “Exe Flegrei 2025”</strong>, organizzata dal Dipartimento della Protezione Civile, dalla Regione Campania e dalla Prefettura di Napoli&nbsp;in collaborazione con i Comuni della zona rossa dei Campi Flegrei, le strutture operative e l'INGV,&nbsp;con la partecipazione delle Regioni Sardegna e Sicilia. 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Rischio vulcanico e bradisismico</em></p>\n<p><span><span><span><span><span><span>Dal <strong>9 al 12 ottobre 2024</strong> si è svolta in Campania, <strong>“Exe Flegrei 2024”</strong>, l’<strong>esercitazione nazionale sul rischio vulcanico</strong> organizzata dal Dipartimento della Protezione Civile e dalla Regione Campania, in collaborazione con i Comuni della zona rossa, la Prefettura di Napoli, le strutture operative e i centri di competenza del Dipartimento. </span></span></span>Partecipano, inoltre, le Regioni e le Province Autonome gemellate con i Comuni coinvolti.</span></span></span></p>\n<p><span><span><span><span><span><span>Questo test si inserisce nel più ampio programma esercitativo, promosso nell’ambito del<strong> Decreto Legge 140/2023</strong>, che nel 2024 ha previsto la realizzazione di <strong>altre tre esercitazioni, dedicate in particolare al fenomeno bradisismico</strong> che interessa l'area:<br />\n- Il <a href=\"https://www.protezionecivile.gov.it/it/comunicato-stampa/conclusa-esercitazione-su-bradisismo-ai-campi-flegrei/\" title=\"Conclusa esercitazione su bradisismo ai Campi Flegrei\">22 aprile, si è svolto un test \"per posti di comando\", che ha avuto l'obiettivo di per testare la pianificazione speditiva</a> di emergenza;<br />\n- Il <a href=\"https://www.protezionecivile.gov.it/it/notizia/campi-flegrei-due-giornate-dedicate-allanalisi-delle-attivita-svolte-dopo-il-sisma-44/\" title=\"Campi Flegrei: due giornate dedicate all’analisi delle attività svolte dopo il sisma 4.4\">30 e 31 maggio, si è svolta una esercitazione \"di valutazione/discussione\"</a> nella quale i</span></span></span></span></span></span>l Sistema di protezione civile si è confrontato su come migliorare la capacità di risposta in caso di evento;<br /><span><span><span><span><span><span>- Il <a href=\"https://www.protezionecivile.gov.it/it/comunicato-stampa/esercitazione-bradisismo-ai-campi-flegrei/\" title=\"Esercitazione su rischio bradisismo ai Campi Flegrei\">25 e 26 giugno, si è svolto un nuovo test, sempre \"per posti di comando\", per testare ancora una volta la pianificazione speditiva</a> di emergenza.</span></span></span></span></span></span></p>\n","value":"<p><em>9-12 ottobre 2024&nbsp;- Campi Flegrei - Rischio vulcanico e bradisismico</em></p>\r\n\r\n<p><span><span><span><span><span><span>Dal <strong>9 al 12 ottobre 2024</strong> si è svolta&nbsp;in Campania, <strong>“Exe Flegrei 2024”</strong>, l’<strong>esercitazione nazionale sul rischio vulcanico</strong> organizzata dal Dipartimento della Protezione Civile e dalla Regione Campania, in collaborazione con i Comuni della zona rossa, la Prefettura di Napoli, le strutture operative e i centri di competenza del Dipartimento.&nbsp;</span></span></span>Partecipano, inoltre,&nbsp;le Regioni e le Province Autonome gemellate con i Comuni coinvolti.</span></span></span></p>\r\n\r\n<p><span><span><span><span><span><span>Questo test si inserisce nel più ampio programma esercitativo, promosso nell’ambito del<strong> Decreto Legge&nbsp;140/2023</strong>, che nel 2024 ha previsto la realizzazione di <strong>altre tre esercitazioni, dedicate in particolare al fenomeno bradisismico</strong> che interessa l'area:<br />\r\n-&nbsp;Il <a href=\"https://www.protezionecivile.gov.it/it/comunicato-stampa/conclusa-esercitazione-su-bradisismo-ai-campi-flegrei/\" title=\"Conclusa esercitazione su bradisismo ai Campi Flegrei\">22 aprile, si è svolto un test \"per posti di comando\", che ha avuto l'obiettivo di per testare la&nbsp;pianificazione speditiva</a> di emergenza;<br />\r\n- Il <a href=\"https://www.protezionecivile.gov.it/it/notizia/campi-flegrei-due-giornate-dedicate-allanalisi-delle-attivita-svolte-dopo-il-sisma-44/\" title=\"Campi Flegrei: due giornate dedicate all’analisi delle attività svolte dopo il sisma 4.4\">30 e 31 maggio, si è svolta una esercitazione \"di valutazione/discussione\"</a> nella quale i</span></span></span></span></span></span>l Sistema di protezione civile si è confrontato su come migliorare la capacità di risposta in caso di evento;<br />\r\n<span><span><span><span><span><span>- Il&nbsp;<a href=\"https://www.protezionecivile.gov.it/it/comunicato-stampa/esercitazione-bradisismo-ai-campi-flegrei/\" title=\"Esercitazione su rischio bradisismo ai Campi Flegrei\">25 e 26 giugno, si è svolto un nuovo test, sempre \"per posti di comando\", per testare ancora una volta la pianificazione speditiva</a> di emergenza.</span></span></span></span></span></span></p>\r\n"},"fields":{"slug":"/esercitazione-exe-flegrei-2024/"},"relationships":{"field_sottodominio":{"name":"Portale"},"field_immagine_anteprima":{"field_alt":"I partecipanti all'esercitazione Exe Flegrei 2024","field_didascalia":"I partecipanti all'esercitazione Exe Flegrei 2024","relationships":{"image":{"localFile":{"publicURL":"/static/fc722b7425ca514ec1330800ae406172/i-partecipanti-exe-flegrei.jpg","childImageSharp":{"fluid":{"aspectRatio":1.5037593984962405,"src":"/static/fc722b7425ca514ec1330800ae406172/08045/i-partecipanti-exe-flegrei.jpg","srcSet":"/static/fc722b7425ca514ec1330800ae406172/f836f/i-partecipanti-exe-flegrei.jpg 200w,\n/static/fc722b7425ca514ec1330800ae406172/2244e/i-partecipanti-exe-flegrei.jpg 400w,\n/static/fc722b7425ca514ec1330800ae406172/08045/i-partecipanti-exe-flegrei.jpg 799w","sizes":"(max-width: 799px) 100vw, 799px"}}}}}},"field_immagine_dettaglio":{"field_alt":"punti informativi su Exe Flegrei 2024","field_didascalia":"punti informativi su Exe Flegrei 2024","relationships":{"image":{"localFile":{"publicURL":"/static/fb828966a0b4de8daf776652568a2486/exe-flegrei-800x533.png","childImageSharp":{"fluid":{"aspectRatio":1.5037593984962405,"src":"/static/fb828966a0b4de8daf776652568a2486/ee604/exe-flegrei-800x533.png","srcSet":"/static/fb828966a0b4de8daf776652568a2486/69585/exe-flegrei-800x533.png 200w,\n/static/fb828966a0b4de8daf776652568a2486/497c6/exe-flegrei-800x533.png 400w,\n/static/fb828966a0b4de8daf776652568a2486/ee604/exe-flegrei-800x533.png 800w","sizes":"(max-width: 800px) 100vw, 800px"}}}}}}}}],"field_box_1_riga_2":[{"__typename":"node__approfondimento","title":"Sisma dello Stretto 2022 ","field_titolo_esteso":"Sisma dello Stretto 2022 ","body":{"processed":"<p><span><span><span>Dal 4 al 6 novembre le Regioni Calabria e Sicilia sono protagoniste dell’esercitazione “<strong>Sisma dello Stretto 2022</strong>” che ha l’obiettivo di testare la risposta operativa del Servizio Nazionale della protezione civile a un evento sismico, in un’area a elevata pericolosità. Il coordinamento dell’esercitazione è a cura del Dipartimento della protezione civile, d’intesa con le Regioni coinvolte e le Prefetture - UTG di <strong>Reggio Calabria</strong> e <strong>Messina</strong>. Sono numerose le componenti e le strutture operative che partecipano al test, tra questi rivestono un ruolo fondamentale i centri di competenza del Dipartimento per la loro attività di supporto tecnico e scientifico alle attività.</span></span></span></p>\n<p><span><span><span>L’evento storico di riferimento per lo scenario esercitativo è il terremoto che il 16 gennaio 1975, con epicentro nell’entroterra di Reggio Calabria, ha colpito l’area dello Stretto di Messina. Per rendere maggiormente significativa la risposta in termini di gestione dell’emergenza, nella simulazione è stata incrementata la magnitudo dell’evento (da ML=4.7 a ML= 6), capace di innescare anche frane e liquefazioni ed eventi di <strong>maremoto</strong>.<br />\nNegli scenari esercitativi sono coinvolti 37 comuni della Provincia di Reggio Calabria più Gioia Tauro, il cui porto è entry point per i soccorritori, e 19 comuni della Provincia di Messina.</span></span></span></p>\n<p>L’esercitazione si compone di una parte reale di “test” che prevede l’effettivo impiego di risorse a livello nazionale e locale in tutta una serie di attività di protezione civile e di una parte di attività da effettuare per “posti di comando”, ovvero da remoto, come la verifica della comunicazione tra centri operativi attivati ai diversi livelli territoriali. Osservatori speciali di queste attività sono i rappresentanti dei consolati stranieri in Italia in visita nei luoghi dell’esercitazione.  </p>\n<p><span><span><span>Durante “Sisma dello Stretto 2022” è prevista una nuova sperimentazione del <strong>sistema di allarme pubblico nazionale IT-alert</strong> per informare, tramite l’invio di notifiche istantanee sui cellulari, i cittadini che vivono, lavorano o transitano nei comuni costieri coinvolti nell’esercitazione rispetto al possibile arrivo di onde di maremoto per effetto del terremoto simulato.</span></span></span></p>\n","value":"<p><span><span><span>Dal 4 al 6 novembre le Regioni Calabria e Sicilia sono protagoniste dell’esercitazione “<strong>Sisma dello Stretto 2022</strong>” che ha l’obiettivo di testare la risposta operativa del Servizio Nazionale della protezione civile a un evento sismico, in un’area a elevata pericolosità. 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Il messaggio, che viene ricevuto da chiunque si trovi nella zona interessata dall’emergenza, è inviato con il sistema <em>cell broadcast </em>e<em> </em>contiene informazioni sullo scenario di rischio e le misure di autoprotezione da adottare.</p>\n","value":"<p>“Vulcano 2022” è un’esercitazione nazionale a scala reale, che si svolge sull’Isola di Vulcano dal <strong>7 al 9 aprile 2022, </strong>con l’obiettivo di verificare “sul campo” alcuni elementi del “<em><strong>Piano nazionale di protezione civile per il rischio vulcanico sull’isola di Vulcano</strong></em>” del 7 dicembre 2021.<br />\r\n<br />\r\nÈ organizzata dal Dipartimento della protezione civile d’intesa con il Dipartimento regionale della protezione civile della Regione Siciliana, la Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Messina e il Comune di Lipari (Me), in collaborazione con l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (INGV) e altri Centri di Competenza (CNR-IREA, CNR IGAG, Università di Firenze).<br />\r\n<br />\r\nL’esercitazione sarà l’occasione per sperimentare per la prima volta It-alert, il sistema di allarme pubblico per l’informazione diretta alla popolazione, attraverso il quale vengono inviati ai telefoni cellulari presenti in una determinata area geografica, messaggi utili in caso di gravi emergenze o catastrofi imminenti o in corso. 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Il percorso, iniziato da alcuni anni, ha portato  alla definizione dello scenario scientifico di riferimento e alla conseguente individuazione delle nuove zone rossa e gialla, attraverso il <em>decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri firmato del 26 giugno 2016</em>. </p>\n<p>“Exe Flegrei 2019” si svolgerà <strong>dal 16 al 20 ottobre</strong> in Campania e prevede, in particolare, il coinvolgimento dei comuni della zona rossa dei Campi Flegrei, della Prefettura di Napoli, della Regione Campania e dei Centri di Competenza del Dipartimento della Protezione Civile (INGV, Centro studi Plinivs-LUPT e CNR-IREA). Anche le Regioni e Province Autonome gemellate con i comuni della zona rossa parteciperanno in qualità di osservatori.</p>\n<p>Lo scenario esercitativo simula una variazione dei parametri di monitoraggio e il verificarsi di fenomeni tali da determinare un passaggio dallo stato attuale di allerta gialla del vulcano, ad una situazione di allerta arancione, fino ad arrivare ad uno stato di eruzione imminente, ovvero di livello di allerta rosso. I passaggi ai diversi livelli di allerta si presenteranno in maniera sequenziale e saranno caratterizzati da durate variabili.</p>\n<p>L’esercitazione rappresenta l’occasione per elaborare, testare e migliorare gli aspetti operativi, procedurali e metodologici delle pianificazioni territoriali e di settore e per elaborare un documento di sintesi che ne raccordi le strategie e le scelte operative. L’esigenza dell’esercitazione è quella di dare impulso alle attività di pianificazione per il rischio vulcanico, avviate da tempo sulla base degli<em> indirizzi del Capo del Dipartimento della protezione civile del 2 febbraio 2015</em>, con le  indicazioni inerenti l’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell’evacuazione cautelativa della popolazione della «Zona rossa» dell’area vesuviana, valide anche per l’area dei Campi Flegrei.</p>\n<p>E' possibile leggere una sintesi del <strong>Piano nazionale di protezione civile </strong>e<strong> navigare la mappa interattiva</strong> dell'area vulcanica dei Campi Flegrei.</p>\n","value":"<p>L’esercitazione “Exe Flegrei 2019” nasce con l’obiettivo di aggiornare la pianificazione per il rischio vulcanico dell’area flegrea. 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L’esigenza dell’esercitazione è quella di dare impulso alle attività di pianificazione per il rischio vulcanico, avviate da tempo sulla base degli<em>&nbsp;indirizzi del Capo del Dipartimento della protezione civile del 2 febbraio 2015</em>, con le &nbsp;indicazioni inerenti l’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell’evacuazione cautelativa della popolazione della «Zona rossa» dell’area vesuviana, valide anche per l’area dei Campi Flegrei.<br />\r\n<br />\r\nE' possibile leggere una sintesi del&nbsp;<strong>Piano nazionale di protezione civile </strong>e<strong> navigare la mappa interattiva</strong> dell'area vulcanica dei Campi Flegrei.</p>\r\n"},"field_abstract":{"processed":"<p><em>16-20 ottobre 2019 - Campi Flegrei - Rischio vulcanico</em></p>\n","value":"<p><em>16-20 ottobre 2019 - Campi Flegrei - Rischio vulcanico</em></p>\r\n"},"field_data":"2019-09-17T11:01:00+02:00","field_categoria_primaria":"approfondimento","field_codice_lingua":false,"fields":{"slug":"/approfondimento/exe-flegrei-2019-0/"},"relationships":{"field_sottodominio":{"name":"Portale"},"field_immagine_anteprima":null,"field_immagine_dettaglio":{"field_alt":"Exe Flegrei 2019","field_didascalia":"Exe Flegrei 2019","relationships":{"image":{"localFile":{"publicURL":"/static/026682ccfee261f53bc178a9917ff452/exe-flegrei-2029-evidenza.png","childImageSharp":{"fluid":{"aspectRatio":1.5037593984962405,"src":"/static/026682ccfee261f53bc178a9917ff452/ee604/exe-flegrei-2029-evidenza.png","srcSet":"/static/026682ccfee261f53bc178a9917ff452/69585/exe-flegrei-2029-evidenza.png 200w,\n/static/026682ccfee261f53bc178a9917ff452/497c6/exe-flegrei-2029-evidenza.png 400w,\n/static/026682ccfee261f53bc178a9917ff452/ee604/exe-flegrei-2029-evidenza.png 800w","sizes":"(max-width: 800px) 100vw, 800px"}}}}}}}}],"field_box_1_riga_3":[{"__typename":"node__approfondimento","title":"Neiflex 2018","field_titolo_esteso":"Neiflex 2018","body":{"processed":"<p>Neiflex - <em>North Eastern Italy Flood Exercise</em> - è un progetto europeo cofinanziato dalla Commissione Europea e dedicato alla gestione del rischio idraulico.</p>\n<p>Il Dipartimento della Protezione Civile coordina il Consorzio composto da Francia, Austria, Serbia, Slovenia, Montenegro. Alle attività esercitative partecipa anche la Federazione Russa.</p>\n<p>Il Programma mette in luce l’esigenza di contrastare il significativo aumento delle catastrofi naturali, sempre più frequenti e con conseguenze tali da richiedere una gestione complessa, anche a lungo termine.</p>\n<p>Per rispondere al quadro climatico ed emergenziale in continua evoluzione, è stato scelto uno scenario di riferimento caratterizzato da una forte vulnerabilità. L’attività esercitativa prevede l’esondazione dei principali sistemi fluviali che attraversano le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto: i fiumi Livenza e Tagliamento, la cui gestione è stata recentemente trasferita al progetto di Piano di Regolazione del Fiume Tagliamento approvato dall'ex Autorità di Bacino dell'Adriatico settentrionale, attuale Autorità distrettuale delle Alpi orientali.</p>\n<p>L’approccio integrato si riflette nel più ampio contesto internazionale con la partecipazione italiana al Meccanismo Unionale di protezione civile, lo strumento dell’Unione Europea nato per rispondere alle emergenze naturali e antropiche, attivabile su richiesta del paese interessato dall’evento emergenziale.</p>\n<p>Il Meccanismo è stato istituito con decisione del Consiglio del 23 ottobre 2001, e in vigore dal 1° gennaio 2014 nella veste riformata con atto del 17 dicembre del 2013, con la decisione 1313/2013/UE del Parlamento e del Consiglio Europeo.<br />\nUno dei propositi del progetto è anche il consolidamento di una metodologia di valutazione attuata nel corso del contesto esercitativo, con l’intervento di esperti internazionali.</p>\n<p>Tra gli obiettivi, il progetto Neiflex inserisce le attività a concorso delle amministrazioni e delle organizzazioni locali in un modello integrato, al fine di migliorare i flussi di comunicazione e della capacità di pianificazione.<br />\nTra gli appuntamenti anche un’edizione straordinaria di Io non rischio, campagna nazionale che promuove buone pratiche di protezione civile.</p>\n<p>L’intero progetto prevede i seguenti appuntamenti:<br />\n- 7-9 maggio 2018: primo workshop Io non rischio (Friuli Venezia Giulia e Veneto)<br />\n- 5-9 giugno 2018: settimana dedicata all’esercitazione e edizione speciale della campagna Io non rischio (Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia)<br />\n- novembre 2018: secondo workshop Io non rischio (Montenegro)<br />\n- dicembre 2018: debriefing di chiusura dell’intero progetto (Roma)</p>\n<p> </p>\n","value":"<p>Neiflex - <em>North Eastern Italy Flood Exercise</em> - è un progetto europeo cofinanziato dalla Commissione Europea e dedicato alla gestione del rischio idraulico.<br />\r\n<br />\r\nIl Dipartimento della Protezione Civile coordina il Consorzio composto da Francia, Austria, Serbia, Slovenia, Montenegro. Alle attività esercitative partecipa anche la Federazione Russa.<br />\r\n<br />\r\nIl Programma mette in luce l’esigenza di contrastare il significativo aumento delle catastrofi naturali, sempre più frequenti e con conseguenze tali da richiedere una gestione complessa, anche a lungo termine.<br />\r\n<br />\r\nPer rispondere al quadro climatico ed emergenziale in continua evoluzione, è stato scelto uno scenario di riferimento caratterizzato da una forte vulnerabilità. L’attività esercitativa prevede l’esondazione dei principali sistemi fluviali che attraversano le Regioni Friuli Venezia Giulia e Veneto: i fiumi Livenza e Tagliamento, la cui gestione è stata recentemente trasferita al progetto di Piano di Regolazione del Fiume Tagliamento approvato dall'ex Autorità di Bacino dell'Adriatico settentrionale, attuale Autorità distrettuale delle Alpi orientali.<br />\r\n<br />\r\nL’approccio integrato si riflette nel più ampio contesto internazionale con la partecipazione italiana al Meccanismo Unionale di protezione civile, lo strumento dell’Unione Europea nato per rispondere alle emergenze naturali e antropiche, attivabile su richiesta del paese interessato dall’evento emergenziale.<br />\r\n<br />\r\nIl Meccanismo è stato istituito con decisione del Consiglio del 23 ottobre 2001, e in vigore dal 1° gennaio 2014 nella veste riformata con atto del 17 dicembre del 2013, con la decisione 1313/2013/UE del Parlamento e del Consiglio Europeo.<br />\r\nUno dei propositi del progetto è anche il consolidamento di una metodologia di valutazione attuata nel corso del contesto esercitativo, con l’intervento di esperti internazionali.<br />\r\n<br />\r\nTra gli obiettivi, il progetto Neiflex inserisce le attività a concorso delle amministrazioni e delle organizzazioni locali in un modello integrato, al fine di migliorare i flussi di comunicazione e della capacità di pianificazione.<br />\r\nTra gli appuntamenti anche un’edizione straordinaria di Io non rischio, campagna nazionale che promuove buone pratiche di protezione civile.</p>\r\n\r\n<p>L’intero progetto prevede i seguenti appuntamenti:<br />\r\n- 7-9 maggio 2018: primo workshop Io non rischio (Friuli Venezia Giulia e Veneto)<br />\r\n- 5-9 giugno 2018: settimana dedicata all’esercitazione e edizione speciale della campagna Io non rischio (Regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia)<br />\r\n- novembre 2018: secondo workshop Io non rischio (Montenegro)<br />\r\n- dicembre 2018: debriefing di chiusura dell’intero progetto (Roma)</p>\r\n\r\n<p>&nbsp;</p>\r\n"},"field_abstract":{"processed":"<p><em>5-9 giugno 2018 - Rischio idraulico - Friuli Venezia Giulia e Veneto</em></p>\n","value":"<p><em>5-9 giugno 2018 - Rischio idraulico - Friuli Venezia Giulia e Veneto</em></p>\r\n"},"field_data":"2018-06-01T02:00:00+02:00","field_categoria_primaria":"approfondimento","field_codice_lingua":false,"fields":{"slug":"/approfondimento/esercitazione-neiflex-2018/"},"relationships":{"field_sottodominio":{"name":"Portale"},"field_immagine_anteprima":{"field_alt":"Esercitazione NEIFLEX / 2018","field_didascalia":"Esercitazione NEIFLEX / 2018","relationships":{"image":{"localFile":{"publicURL":"/static/e36d0c22443c742a63bf52fbeb878983/logo-neiflex2018_0.png","childImageSharp":{"fluid":{"aspectRatio":1.5037593984962405,"src":"/static/e36d0c22443c742a63bf52fbeb878983/ee604/logo-neiflex2018_0.png","srcSet":"/static/e36d0c22443c742a63bf52fbeb878983/69585/logo-neiflex2018_0.png 200w,\n/static/e36d0c22443c742a63bf52fbeb878983/497c6/logo-neiflex2018_0.png 400w,\n/static/e36d0c22443c742a63bf52fbeb878983/ee604/logo-neiflex2018_0.png 800w","sizes":"(max-width: 800px) 100vw, 800px"}}}}}},"field_immagine_dettaglio":{"field_alt":"Esercitazione NEIFLEX / 2018","field_didascalia":"Esercitazione NEIFLEX / 2018","relationships":{"image":{"localFile":{"publicURL":"/static/e36d0c22443c742a63bf52fbeb878983/logo-neiflex2018_0.png","childImageSharp":{"fluid":{"aspectRatio":1.5037593984962405,"src":"/static/e36d0c22443c742a63bf52fbeb878983/ee604/logo-neiflex2018_0.png","srcSet":"/static/e36d0c22443c742a63bf52fbeb878983/69585/logo-neiflex2018_0.png 200w,\n/static/e36d0c22443c742a63bf52fbeb878983/497c6/logo-neiflex2018_0.png 400w,\n/static/e36d0c22443c742a63bf52fbeb878983/ee604/logo-neiflex2018_0.png 800w","sizes":"(max-width: 800px) 100vw, 800px"}}}}}}}},{"__typename":"node__approfondimento","title":"Belice 2018","field_titolo_esteso":"Belice 2018","body":{"processed":"<p>Il 26 ottobre 2018 l’area occidentale della Sicilia ospita l’esercitazione Belice 2018, a 50 anni dalla sequenze sismica che si verificò nella stessa area tra il 1968 e il 1969.</p>\n<p>L’esercitazione prevede la simulazione di un evento sismico di magnitudo 6.4, il cui Comune epicentrale è Salaparuta (TP), analogo a quello verificatosi nella stessa zona il 15 gennaio del 1968.<br />\nL’area epicentrale interessa 116 Comuni, in cui si ipotizzano danni superiori al VI MCS, con una popolazione che ammonta a quasi 2 milioni di persone e 900mila abitazioni.</p>\n<p>Nel mese di gennaio del 1968 ebbe inizio nell’area un lungo periodo sismico che terminò nel mese di febbraio del 1969, caratterizzato da numerose scosse, le più forti delle quali si verificarono tra il 14 ed il 25 gennaio 1968.</p>\n<p>Frequentissime e forti repliche non diedero tregua. I morti accertati ufficialmente furono complessivamente 231 e i feriti oltre 600. Fonti indipendenti rittennero che il bilancio delle vittime fosse molto più alto.</p>\n<p>Il 25 gennaio alle 10.52 una replica inaspettata, dell’VIII grado MCS, travolse una squadra di soccorritori all’opera tra le macerie, provocando la morte di un vigile del fuoco. La scossa provocò inoltre danni a Sciacca ed a Palermo, dove si svuotarono le scuole, gli uffici, le abitazioni e si tornò a dormire all’aperto.</p>\n","value":"<p>Il 26 ottobre 2018 l’area occidentale della Sicilia ospita l’esercitazione Belice 2018, a 50 anni dalla sequenze sismica che si verificò nella stessa area tra il 1968 e il 1969.<br />\r\n<br />\r\nL’esercitazione prevede la simulazione di un evento sismico di magnitudo 6.4, il cui Comune epicentrale è Salaparuta (TP), analogo a quello verificatosi nella stessa zona il 15 gennaio del 1968.<br />\r\nL’area epicentrale interessa 116 Comuni, in cui si ipotizzano danni superiori al VI MCS, con una popolazione che ammonta a quasi 2 milioni di persone e 900mila abitazioni.<br />\r\n<br />\r\nNel mese di gennaio del 1968 ebbe inizio nell’area un lungo periodo sismico che terminò nel mese di febbraio del 1969, caratterizzato da numerose scosse, le più forti delle quali si verificarono tra il 14 ed il 25 gennaio 1968.<br />\r\n<br />\r\nFrequentissime e forti repliche non diedero tregua. 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90/641, 96/29 in materia di radiazioni ionizzanti, 2009/71 in materia di sicurezza nucleare degli impianti nucleari e 2011/70 in materia di gestione sicura del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi derivanti da attività civili</em>”;</p>\n<p><strong><span>VISTO</span></strong><span> il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante “<em>Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali</em>” e, in particolare,<span> gli articoli </span>17, 30, 31, 32 e 33;</span></p>\n<p><strong><span>VISTA</span></strong><span> la legge 21 novembre 2000, n. 353 recante “<em>Legge-quadro in materia di incendi boschivi</em>”;</span></p>\n<p><strong>VISTO </strong>il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 luglio 2002, recante “<em>Trasferimento alle regioni degli uffici periferici del Dipartimento dei servizi tecnici nazionali – Servizio idrografico e mareografico</em>” e, in particolare, l’articolo 9 relativo alla trasmissione dei dati delle Regioni al Dipartimento della protezione civile, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana dell’11 ottobre 2002, n. 239;</p>\n<p><strong>VISTO</strong><span> il decreto del Capo del Dipartimento della Protezione Civile 21 ottobre 2003 recante “<em>Disposizioni attuative dell’art. 2, commi 2, 3 e 4, dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, recante primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e normative tecniche per le costruzioni in zona sismica”</em>, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del<span> 29 ottobre 2003, n. 252;</span></p>\n<p><strong>VISTA</strong><span> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 27 febbraio 2004 e successive modifiche, concernente gli “<em>Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile</em>”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana dell’<span>11 marzo 2004, n. 59;</span></p>\n<p><strong>VISTO</strong><span> il decreto del Ministro dell’Interno 27 gennaio 2005, relativo all’“<em>Istituzione di un Centro di coordinamento nazionale per fronteggiare le situazioni di crisi in materia di viabilità</em>”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del<span> 2 febbraio 2005, n. 26;</span></p>\n<p><strong>VISTA </strong>la legge 11 febbraio 2005, n. 15, recante “<em><span>Modifiche ed integrazioni alla legge 7 agosto 1990, n. 241, concernenti norme generali sull'azione amministrativa</span></em>”;</p>\n<p><strong>VISTO</strong><span> il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 febbraio 2005, recante “<em>Linee Guida per la predisposizione del piano d'emergenza esterna”</em> di cui all'articolo 20, comma 4, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del<span> 6 marzo 2005, n. 62;</span></p>\n<p><strong><span>VISTO</span></strong><span> il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante “<em>Codice dell’Amministrazione digitale</em>”;</span></p>\n<p><strong><span>VISTO </span></strong><span>il </span><span>decreto del Presidente del Consiglio dei ministri</span><span> 10 febbraio 2006 recante “<em>Linee guida per la pianificazione di emergenza nelle aree portuali interessate dalla presenza di naviglio a propulsione nucleare</em>”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale </span>della Repubblica Italiana del<span> </span><span>22 febbraio 2006, n. 44;</span></p>\n<p><strong><span>VISTO </span></strong><span>il </span><span>decreto del Presidente del Consiglio dei ministri</span><span> 10 febbraio 2006 recante “<em>Linee guida per la pianificazione di emergenza per il trasporto di materie radioattive e fissili</em>”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale </span>della Repubblica Italiana del<span> </span><span>22 febbraio 2006, n. 44;</span></p>\n<p><strong><span>VISTO</span></strong><span> il decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, recante “<em>Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell'articolo 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229</em>” e, in particolare, gli articoli 1 e 24;</span></p>\n<p><strong>VISTO</strong> il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 recante “<em>Norme in materia ambientale</em>”;</p>\n<p><strong>VISTA</strong> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 6 aprile 2006, recante “<em>Coordinamento delle iniziative e delle misure finalizzate a disciplinare gli interventi di soccorso e di assistenza alla popolazione in occasione di incidenti stradali, ferroviari, aerei ed in mare, di esplosioni e crolli di strutture e di incidenti con presenza di sostanze pericolose</em>”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del<span> </span>13 aprile 2006, n. 87;</p>\n<p><strong>VISTA </strong>la direttiva del Capo del Dipartimento della protezione civile 2 maggio 2006, recante<em> “Indicazioni per il coordinamento operativo di emergenze dovute a incidenti stradali, ferroviari, aerei e in mare, ad esplosioni e crolli di strutture e ad incidenti con presenza di sostanze pericolose”,</em><span> </span>pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del<span> </span>3 maggio 2006, n. 101<span>;</span></p>\n<p><strong>VISTO </strong><span>il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 febbraio 2007, recante “<em>Linee guida per l'informazione alla popolazione sul rischio industriale</em>”,</span><span> pubblicato nella Gazzetta Ufficiale </span>della Repubblica Italiana <span>del 5 marzo 2007, n. 53</span><span>;</span></p>\n<p><strong>VISTO</strong><span> il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 dicembre 2008, relativo alla “<em>Organizzazione e funzionamento di Sistema presso la Sala Situazione Italia del Dipartimento della protezione civile</em>”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del<span> 19 febbraio 2009, n. 41;</span></p>\n<p><strong>VISTA</strong><span> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2008, recante “<em>Indirizzi operativi per la gestione delle emergenze</em>”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale </span>della Repubblica Italiana del<span> 13 febbraio 2009, n. 36;</span></p>\n<p><strong><span>VISTO</span></strong><span> il decreto legislativo del 27 gennaio 2010, n. 32 “<em>Attuazione della direttiva 2007/2/CE, che istituisce un’infrastruttura per l’informazione territoriale della Comunità europea (INSPIRE)</em>”;</span></p>\n<p><strong>VISTO</strong><em> </em>il decreto legislativo 23 febbraio 2010, n. 49 “<em>Attuazione della direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni</em>” e, in particolare, l’articolo 7;</p>\n<p><strong>VISTO </strong><span>il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 marzo 2010, recante “</span><em>Piano nazionale delle misure protettive contro le emergenze radiologiche</em>”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 24 maggio 2010, n. 119;</p>\n<p><strong>VISTO </strong><span>il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 novembre 2010, recante “</span><em>Piano di pronto intervento nazionale per la difesa da inquinamenti di idrocarburi o di altre sostanze nocive causati da incidenti marini</em>”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del<span> </span>19 novembre 2010, n. 271;</p>\n<p><strong>VISTA</strong> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 1 luglio 2011, in materia di <em>“Lotta attiva agli incendi boschivi”</em>, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 7 settembre 2011, n. 208;</p>\n<p><strong>VISTO</strong> il decreto interministeriale 10 novembre 2011, recante “<em>Adozione del sistema di riferimento geodetico nazionale</em>”,<span> pubblicato nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del<span> 27 febbraio 2012, n. 48;</span></p>\n<p><strong>VISTO</strong> il decreto interministeriale 10 novembre 2011, recante “<em>Regole tecniche per la definizione del contenuto del Repertorio nazionale dei dati territoriali, nonché delle modalità di prima costituzione e di aggiornamento dello stesso</em>”,<span> pubblicato nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del<span> 27 febbraio 2012, n. 48;</span></p>\n<p><strong>VISTO</strong><span> il decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile 12 gennaio 2012 in tema di tutela della salute e della sicurezza dei volontari di protezione civile, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale </span>della Repubblica Italiana del<span> 6 aprile 2012, n. 82;</span></p>\n<p><strong>VISTA</strong><span> l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 29 febbraio 2012, n. 4007, recante “<em>Attuazione dell’art. 11 del decreto legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77</em>”, in merito ai contributi per gli interventi di prevenzione del rischio sismico per l’anno 2011, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del<span> 7 marzo 2012, n. 56;</span></p>\n<p><strong>VISTA</strong><span> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 9 novembre 2012, inerente agli “<em>Indirizzi operativi volti ad assicurare l'unitaria partecipazione delle organizzazioni di volontariato all'attività di protezione civile</em>” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del <span>1 febbraio 2013, n. 27;</span></p>\n<p><strong>VISTA</strong><span> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 gennaio 2014, relativa al “<em>Programma nazionale di soccorso per il rischio sismico</em>” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 4 aprile 2014, n. 79;</span></p>\n<p><strong>VISTA</strong> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 febbraio 2014, recante “<em>Disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio</em>”,<span> pubblicata nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del<span> 12 maggio 2014, n. 108</span>;</p>\n<p><strong>VISTO</strong> il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 luglio 2014, recante l’“<em>Istituzione del Nucleo Tecnico Nazionale (NTN) per il rilievo del danno e la valutazione di agibilità nell'emergenza post-sismica e approvazione dell'aggiornamento del modello per il rilevamento dei danni, pronto intervento e agibilità per edifici ordinari nell'emergenza post-sismica e del relativo manuale di compilazione</em>”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del<span> </span>18 ottobre 2014, n. 243;</p>\n<p><strong>VISTA</strong><span> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 8 luglio 2014, recante gli “<em>Indirizzi operativi inerenti l’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe</em>”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del<span> 4 novembre 2014, n. 256;</span></p>\n<p><strong>VISTA</strong> <span>la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 24 febbraio 2015, inerente agli </span>“<em>Indirizzi operativi inerenti la predisposizione della parte dei piani di gestione relativa al sistema di allertamento nazionale, statale e regionale, per il rischio idraulico ai fini di protezione civile di cui al decreto legislativo 23 febbraio 2010, n. 49 di recepimento della Direttiva 2007/60/CE</em>”,<span> pubblicata nella Gazzetta Ufficiale </span>della Repubblica Italiana del<span> 31 marzo 2015, n. 75;</span></p>\n<p><strong>VISTO</strong> il decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile del 2 febbraio 2015, recante “<em>Indicazioni alle Componenti ed alle Strutture operative del Servizio nazionale di protezione civile inerenti l’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell’evacuazione cautelativa della popolazione della Zona rossa vesuviana</em>”,<span> pubblicato nella Gazzetta Ufficiale </span>della Repubblica Italiana del<span> 31 marzo 2015, n. 75</span>;</p>\n<p><strong>VISTE</strong> le indicazioni operative del Capo del Dipartimento della protezione civile, inerenti a “<em>La determinazione dei criteri generali per l’individuazione dei Centri operativi di Coordinamento e delle Aree di Emergenza</em>” del 31 marzo 2015;</p>\n<p><strong>VISTA</strong> la direttiva del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo 23 aprile 2015, relativa alle “<em>Procedure per la gestione delle attività di messa in sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale in caso di emergenze derivanti da calamità naturali</em>” <span>pubblicata nella Gazzetta Ufficiale </span>della Repubblica Italiana del<span> 23 luglio 2015, n. 169</span>;</p>\n<p><strong>VISTO</strong> il decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105, recante “<em>Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose</em>”;</p>\n<p><strong>VISTA</strong> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 novembre 2015 recante “<em>Disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio per le aree soggette a ricaduta di materiale piroclastico - Zona gialla</em>”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del<span> </span>18 gennaio 2016, n. 13;</p>\n<p><strong>VISTE</strong> le indicazioni operative del Capo del Dipartimento della protezione civile, recanti “<em>Metodi e criteri per l’omogeneizzazione dei messaggi del Sistema di allertamento nazionale per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico e della risposta del sistema di protezione civile</em>” del 10 febbraio 2016;</p>\n<p><strong>VISTO</strong> il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 giugno 2016, recante “<em>Disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico dei Campi Flegrei</em>”, p<span>ubblicato nella Gazzetta Ufficiale </span>della Repubblica Italiana del<span> </span><span>19 agosto 2016, n. 193</span>;</p>\n<p><strong>VISTA</strong> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 giugno 2016, recante “<em>Individuazione della Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario per il coordinamento dei soccorsi sanitari urgenti nonché dei Referenti Sanitari Regionali in caso di emergenza nazionale</em>”, p<span>ubblicata nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del<span> 20 agosto 2016, n. 194</span>;</p>\n<p><strong>VISTA</strong> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 17 febbraio 2017, recante “<em>Istituzione del Sistema d’Allertamento nazionale per i Maremoti generati da sisma - SIAM</em>” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 5 giugno 2017, n. 128;</p>\n<p><strong>VISTO </strong>il<strong> </strong>decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, recante “<em>Codice della protezione civile</em>” e, in particolare, gli articoli 3, 5, 6, 8, 10, 11, 12, 15, 17, 18, 23, 24, 25, 38, 39 e 40;</p>\n<p><strong>VISTO </strong>il decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile 2 ottobre 2018, recante “<em>Indicazioni alle Componenti ed alle Strutture operative del Servizio nazionale di protezione civile per l’aggiornamento delle pianificazioni di protezione civile per il rischio maremoto</em>” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 15 novembre 2018, n. 266;</p>\n<p><strong>VISTA</strong> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 7 gennaio 2019, recante “<em>Impiego dei medici delle Aziende sanitarie locali nei Centri operativi comunali ed intercomunali, degli infermieri ASL per l’assistenza alla popolazione e la scheda SVEI per la valutazione delle esigenze immediate della popolazione assistita”</em> pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 20 marzo 2019, n. 67;</p>\n<p><strong>VISTO</strong> il decreto legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito nella legge 14 giugno 2019, n. 55, recante “<em>Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l'accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici</em>” ed, in particolare, l’articolo 28 recante modifiche al decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, “<em>Codice delle comunicazioni elettroniche</em>”;</p>\n<p><strong>VISTA</strong> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 12 agosto 2019, recante “<em>Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale e regionale e per la pianificazione di protezione civile territoriale nell’ambito del rischio valanghe</em>”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 2 ottobre 2019, n. 231;</p>\n<p><strong>VISTO </strong>il decreto legislativo 6 febbraio 2020, n. 4, recante <em>“Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 2 gennaio 2018, recante “Codice della Protezione Civile”</em>;</p>\n<p><strong>VISTA</strong> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 24 febbraio 2020, inerente ai<strong><em><span> </span></em></strong><em>“Rimborsi spettanti ai datori di lavoro pubblici e privati dei volontari, ai volontari lavoratori autonomi/liberi professionisti e alle organizzazioni di volontariato per le attività di protezione civile<span> </span>autorizzate”</em> pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del<span> </span>18 maggio 2020, n.127;</p>\n<p><strong>VISTO</strong> il decreto del Segretario Generale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, n. 121 del 26 marzo 2020, recante \"<em>Disciplina la riorganizzazione della Unità di Crisi coordinamento Nazionale</em>\";</p>\n<p><strong>VISTA </strong>la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 23 ottobre 2020,<em> </em><span>recante “<em>Allertamento di protezione civile e sistema di allarme pubblico IT-Alert</em>”,</span> pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 12 febbraio 2021, n. 36;</p>\n<p><strong>CONSIDERATO</strong> che, ai sensi dell’articolo 18, comma 4, <span>del </span>decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1,<strong> </strong>le modalità di organizzazione e svolgimento dell’attività di pianificazione di protezione civile e del relativo monitoraggio, aggiornamento e valutazione sono disciplinate con direttiva da adottarsi ai sensi dell’articolo 15 del medesimo decreto, al fine di garantire un quadro coordinato in tutto il territorio nazionale e l’integrazione tra i sistemi di protezione civile dei diversi territori, nel rispetto dell'autonomia organizzativa delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano;</p>\n<p><strong>CONSIDERATO </strong><span>che, ai sensi </span>dell’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, l’articolazione di base dell’esercizio della funzione di protezione civile a livello territoriale è organizzata nell’ambito della pianificazione di cui all’articolo 18 del medesimo decreto che, nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, definisce gli ambiti territoriali e organizzativi ottimali individuati dalle Regioni, sulla base dei criteri generali fissati ai sensi dell’articolo 18, comma 4;</p>\n<p><strong>CONSIDERATO </strong><span>che, ai sensi </span>dell’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo n. 1 del 2 gennaio 2018, il Presidente del Consiglio di ministri, con direttiva di cui all’articolo 15 del medesimo decreto, predispone gli indirizzi per lo svolgimento, in forma coordinata, delle attività di protezione civile di cui all’articolo 2 del decreto, al fine di assicurarne l’unitarietà nel rispetto delle peculiarità dei territori;</p>\n<p><strong>CONSIDERATO </strong><span>che, ai sensi </span>dell’articolo 8, comma 1, lettere c) e d) del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, il Presidente del Consiglio dei ministri si avvale del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri per l’elaborazione delle proposte delle direttive di cui all’articolo 15, nonché per l’elaborazione ed il coordinamento dell’attuazione dei piani nazionali riferiti a specifici scenari di rischio di rilevanza nazionale e dei programmi nazionali di soccorso contenenti il modello di intervento per l’organizzazione della risposta operativa in caso o in vista di eventi calamitosi di rilievo nazionale;</p>\n<p><strong>CONSIDERATO </strong><span>che, ai sensi </span>dell’articolo 10, comma 4, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, con la direttiva di cui al successivo articolo 18, comma 4, sono individuati i contenuti tecnici minimi per l’efficace assolvimento, da parte del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, delle attribuzioni di cui al medesimo articolo 10;</p>\n<p><strong>CONSIDERATO </strong><span>che, ai sensi </span>dell’articolo 11, comma 3, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, le Regioni, sulla base dei criteri generali fissati ai sensi dell’articolo 18, comma 4, del medesimo decreto favoriscono l’individuazione del livello ottimale di organizzazione di protezione civile a livello territoriale al fine di garantire l’effettività delle funzioni di protezione civile, nonché l’organizzazione di modalità di supporto per gli interventi da porre in essere in occasione di emergenze di cui all’articolo 7, comma 1, lettera a), ivi inclusa l’organizzazione dei presidi territoriali;</p>\n<p><strong>CONSIDERATO </strong><span>che, ai sensi </span>dell’articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, i Comuni, anche in forma associata, nonché ai sensi dell’articolo 1, della legge 7 aprile 2014, n. 56, assicurano<span> </span>l’attuazione<span> </span>delle attività di protezione civile nei rispettivi territori, secondo quanto stabilito nella pianificazione di cui all’articolo 18, nel rispetto delle disposizioni contenute nel medesimo decreto legislativo, delle leggi regionali in materia di protezione civile e del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. <span>267;</span></p>\n<p><strong>CONSIDERATO</strong> che, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, su proposta del Capo del Dipartimento della protezione civile, possono essere adottate direttive del Presidente del Consiglio dei ministri al fine di assicurare, sul piano tecnico, l’indirizzo unitario, nel rispetto delle peculiarità dei territori, per l’esercizio della funzione e lo svolgimento delle attività di protezione civile, nell’ambito dei limiti e delle finalità delle quali, il Capo del Dipartimento della protezione civile, può adottare indicazioni operative volte all’attuazione di specifiche disposizioni in esse contenute da parte del Servizio nazionale della protezione civile, consultando preventivamente le componenti e le strutture operative nazionali interessate;</p>\n<p><strong>RAVVISATA</strong><span> la necessità di ottimizzare la capacità di pianificazione di protezione civile per favorire un’adeguata risposta alle emergenze locali dovute ad eventi calamitosi e di omogeneizzare il metodo di pianificazione ai diversi livelli territoriali; </span></p>\n<p><strong>SU PROPOSTA </strong><span>del Capo del Dipartimento<strong> </strong>della protezione civile;</span></p>\n<p><strong>ACQUISITA </strong><span>l’intesa della Conferenza unificata in data 25 marzo 2021;</span></p>\n<p><strong>EMANA</strong></p>\n<p>la seguente direttiva recante<strong> “<em>Indirizzi per la predisposizione dei piani di protezione civile ai diversi livelli territoriali</em></strong><em>”</em><span>.</span></p>\n<p><strong>1. Finalità e principi generali</strong></p>\n<p><span>La presente direttiva è emanata in attuazione dell’articolo 18 </span><span>del<strong> </strong></span>decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, recante “<em>Codice della protezione civile</em>” (di seguito “<em>Codice”</em>). In particolare, il comma 4 del suddetto articolo stabilisce che “<em>le modalità di organizzazione e svolgimento dell’attività di pianificazione di protezione civile e del relativo monitoraggio, aggiornamento e valutazione”</em> sono disciplinate con direttiva da adottarsi ai sensi dell’articolo 15 del Codice al fine di ”<em>garantire un quadro coordinato in tutto il territorio nazionale e l'integrazione tra i sistemi di protezione civile dei diversi territori, nel rispetto dell'autonomia organizzativa delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano”</em>.</p>\n<p><span>La pianificazione di protezione civile è un’attività di sistema che deve essere svolta congiuntamente da tutte le amministrazioni ai diversi livelli territoriali per la preparazione e la gestione delle attività di cui all’articolo 2 del Codice, nel rispetto dei principi di </span>sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.</p>\n<p><span>La finalità del presente provvedimento è quella di omogeneizzare il metodo di pianificazione di protezione civile ai diversi livelli territoriali per la gestione delle attività connesse ad eventi calamitosi di diversa natura e gravità, secondo quanto indicato nell’allegato tecnico che ne costituisce parte integrante e sostanziale.</span></p>\n<p><span>Come previsto dal Codice, i livelli di pianificazione sono:</span></p>\n<ul><li>nazionale;</li>\n<li>regionale;</li>\n<li>provinciale/Città metropolitana/area vasta;</li>\n<li>ambito territoriale e organizzativo ottimale;</li>\n<li>comunale.</li>\n</ul><p><strong><span>1.1 Livello nazionale </span></strong></p>\n<p><span>A livello nazionale, </span><span>in caso di eventi che si manifestino con particolare gravità, tali da richiedere l’intervento di risorse regionali e nazionali, in accordo con il principio di sussidiarietà, si applicano le disposizioni contenute nella direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 dicembre 2008 inerente agli “<em>Indirizzi operativi per la gestione delle emergenze</em>”. I</span><span>l Dipartimento della protezione civile provvede all’elaborazione ed al coordinamento dell’attuazione dei piani nazionali riferiti a specifici scenari di rischio di rilevanza nazionale e dei programmi nazionali di soccorso, contenenti la struttura organizzativa nazionale e gli elementi conoscitivi del territorio per l’organizzazione della risposta operativa in caso o in vista di eventi calamitosi di rilievo nazionale. I Programmi nazionali di soccorso di cui all’articolo 8 del Codice, integrati dagli allegati di competenza regionale, approvati d’intesa con il Dipartimento, sono da considerarsi quali piani nazionali di protezione civile. </span>Le Regioni concorrono alle attività di soccorso e di assistenza alle popolazioni colpite anche con la Colonna mobile nazionale delle Regioni, che viene coordinata nell’ambito del Comitato operativo della protezione civile o dal Dipartimento della protezione civile attraverso il supporto della <span>Commissione speciale Protezione civile</span> della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.</p>\n<p><span>Per quanto attiene alla pianificazione nazionale, ci si riferisce a determinati scenari di rischio, rientranti tra quelli indicati all’articolo 16 del Codice, il cui verificarsi può dar luogo ad una tipologia di evento emergenziale di cui alla lettera c), comma 1, dell’articolo 7 del Codice e, quindi, determinare la necessità di mobilitare e coordinare l’intervento dell’intero Servizio nazionale della protezione civile. Il piano nazionale, oltre a descrivere il territorio potenzialmente interessato, individua, altresì, le necessarie misure da attuare nonché le corrispondenti procedure operative finalizzate a garantire gli interventi di salvaguardia della popolazione.</span></p>\n<p><span>La presente direttiva non disciplina la struttura dei piani di protezione civile nazionali, per i quali si rinvia a quanto previsto dalle disposizioni normative e dalle indicazioni operative emanate per i rischi specifici e per gli scenari di rischio nazionali.</span></p>\n<p><strong><span>1.2 Livello regionale </span></strong></p>\n<p><span>A livello regionale, le Regioni provvedono all’adozione ed all’attuazione del piano regionale di protezione civile, che prevede criteri e modalità di intervento da seguire in caso di emergenza secondo quanto stabilito dalla lettera a), comma 1, dell’articolo 11 del Codice. In particolare, il piano definisce le modalità di coordinamento del concorso delle diverse strutture regionali alle attività di protezione civile. </span></p>\n<p><strong><span>1.3 Livello provinciale/</span></strong><strong><span>Città metropolitana/area vasta</span></strong></p>\n<p><span>A livello provinciale, le Regioni provvedono alla predisposizione dei piani provinciali di protezione civile, ove non diversamente disciplinato nelle leggi regionali, in raccordo con le Prefetture</span> - <span>Uffici territoriali del Governo sulla base degli indirizzi regionali di cui alla lettera b), comma 1, dell’articolo 11 del Codice.</span></p>\n<p><span>Il piano provinciale</span><span>/Città metropolitana/area vasta</span><span> deve essere elaborato riportando essenzialmente lo scenario di riferimento, le modalità per la diffusione eventuale delle allerte, gli aspetti connessi all’organizzazione del sistema di coordinamento di livello provinciale in emergenza, le modalità che garantiscano il flusso delle comunicazioni e le procedure operative di attivazione e raccordo tra gli enti coinvolti.</span></p>\n<p><span>Ai fini di economicità e semplificazione dell’iter di pianificazione, nel caso in cui il soggetto definito per la pianificazione provinciale e di ambito sia il medesimo, il piano provinciale include le pianificazioni di tutti gli ambiti di competenza.</span></p>\n<p><strong><span>1.4 Livello d’ambito</span></strong></p>\n<p>Il<span> Codice prevede, agli articoli 3, 11 e 18, la necessità di definire a cura delle Regioni gli “<em>ambiti territoriali e organizzativi ottimali</em>” (di seguito “<em>ambiti</em>”) che devono essere “<em>costituiti da uno o più comuni</em>” per assicurare lo svolgimento delle attività di protezione civile.</span></p>\n<p><span>A livello provinciale, gli </span>ambiti<strong> </strong>rappresentano, pertanto, il livello territoriale in cui si esplicita l’articolazione di base dell’esercizio della funzione di protezione civile. <span>Il piano di protezione civile d’ambito deve essere redatto dalla Regione, ove non diversamente previsto nelle leggi regionali, ai sensi della lettera o), comma 1, dell’articolo 11 del Codice.</span></p>\n<p><span>Lo scopo del piano di ambito è quello di garantire l’ottimizzazione delle risorse disponibili, supportando i Comuni nella gestione delle risorse in emergenza, nonché di garantire il necessario raccordo informativo tra il livello comunale e quello provinciale/regionale. La pianificazione di protezione civile di ambito non è, quindi, sostitutiva di quella comunale, ma è parte integrante della pianificazione di livello provinciale o con essa coordinata in base a quanto stabilito dalle norme regionali. </span></p>\n<p><strong><span>1.5 Livello comunale</span></strong></p>\n<p><span>A livello comunale, si provvede alla predisposizione dei piani comunali di protezione civile sulla base degli indirizzi regionali di cui alla lettera b), comma 1, dell’articolo 11 del </span><span>Codice, </span>ferme restando le disposizioni specifiche riferite a Roma capitale di cui al comma 7, articolo 12, <span>del medesimo Codice</span>.</p>\n<p>I contenuti della pianificazione di protezione civile comunale indicati nella presente direttiva devono essere commisurati all’effettiva capacità di pianificazione da parte dei Comuni di piccole dimensioni.</p>\n<p>Alla definizione dei piani di protezione civile comunale, al loro aggiornamento ed alla relativa attuazione devono concorrere tutte le aree/settori dell’amministrazione (ad esempio: urbanistica, settori tecnici, viabilità) sotto il coordinamento del Servizio di protezione civile comunale ove esistente.</p>\n<p><strong><span>1.6 Attuazione dell’articolo 10, comma 4, del Codice </span></strong></p>\n<p>Il presente provvedimento ha, inoltre, la finalità di definire, in attuazione <span>dell’articolo 10, comma 4, del Codice, </span>gli elementi fondamentali della pianificazione di protezione civile ai diversi livelli territoriali, da intendersi come i contenuti tecnici minimi per l’intervento del Corpo nazionale dei vigili del fuoco ai fini dell’assolvimento dei compiti loro affidati. Gli elementi di pianificazione forniti dalla presente direttiva costituiscono <span>il</span> riferimento per consentire che l’intervento del Corpo nazionale dei vigili del fuoco sia<span> </span><span>uniforme sul territorio nazionale, sulla base delle indicazioni che verranno fornite dal Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile alle articolazioni territoriali del </span>Corpo nazionale dei vigili del fuoco<span>.</span></p>\n<p>L’allegato alla presente direttiva disciplina, pertanto, l’individuazione di elementi strategici minimi ed indispensabili per i contenuti dei piani di protezione civile ai diversi livelli territoriali, tra cui:</p>\n<ul><li><span>la rappresentazione uniforme dei dati territoriali, consultabili e confrontabili tra loro per l’intero territorio nazionale e</span> <span>accessibili a beneficio di tutti i soggetti del Servizio nazionale di protezione civile, attraverso il “<em>Catalogo nazionale dei piani di protezione civile</em>” di cui al capitolo 6 dell’allegato;</span><span> </span></li>\n<li><span>la descrizione dell’organizzazione delle strutture di protezione civile ai diversi livelli territoriali, sia in ordinario che in emergenza, in modo da consentire un’agevole individuazione dei responsabili degli Enti e delle Amministrazioni di riferimento sia nelle attività di pianificazione che in quelle di gestione dell’emergenza, di cui al paragrafo 2.4.1. dell’allegato;</span></li>\n<li><span>l’inquadramento territoriale e gli scenari di pericolosità e di rischio, che devono essere definiti per ciascun livello territoriale di cui ai paragrafi 2.2 e 2.3 dell’allegato; </span></li>\n<li><span>l’individuazione dei Centri di coordinamento di cui al successivo paragrafo 2.4.2. lettera b) dell’allegato.</span></li>\n</ul><p><strong>1.7 Partecipazione del volontariato organizzato alla pianificazione di protezione civile</strong></p>\n<p>In attuazione dell’articolo 38, comma 3, del Codice, il volontariato organizzato di protezione civile prende parte alle attività di redazione ed aggiornamento della pianificazione partecipando secondo le forme e le modalità che saranno concordate con l’Autorità competente. Per tale attività può essere prevista l’applicazione dei benefici di cui agli articoli 39 e 40 del Codice.</p>\n<p><strong><span>2. </span>Disposizioni finali</strong></p>\n<p><span>Per le Province autonome di Trento e di Bolzano restano ferme le competenze loro affidate dai relativi statuti e dalle relative norme di attuazione, ai sensi dei quali provvedono alle finalità della presente direttiva. </span></p>\n<p><span>Il Dipartimento della protezione civile provvede a:</span></p>\n<ol type=\"a\"><li><span>emanare le indicazioni operative del Capo del Dipartimento della protezione civile ai sensi dell’articolo 15, comma 3, del Codice, condivise con le Regioni, inerenti all’organizzazione informativa dei dati territoriali, entro </span>sei mesi dalla <span>pubblicazione della presente direttiva nella </span>Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana<span>;</span></li>\n<li><span>emanare la mosaicatura nazionale degli ambiti territoriali e organizzativi ottimali, così come individuati dai provvedimenti normativi regionali, con indicazioni operative del Capo del Dipartimento della protezione civile, entro sei</span><span> </span><span>mesi dall’individuazione formale degli ambiti da parte di tutte le Regioni.</span></li>\n</ol><p><span>Le Regioni provvedono a:</span></p>\n<ol type=\"a\"><li>definire, <span>quale elemento preliminare del piano regionale di protezione civile,<strong> </strong></span>in condivisione con le Prefetture - Uffici Territoriali del Governo, le Province, le Città metropolitane e i Comuni, i confini geografici, con il supporto del Dipartimento della protezione civile, ed i criteri organizzativi degli ambiti territoriali ottimali entro dodici mesi dalla data di pubblicazione del presente provvedimento<span> nella </span>Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana;</li>\n<li>emanare o aggiornare gli indirizzi regionali per la pianificazione provinciale/Città metropolitana, di ambito e comunale di protezione civile per i diversi tipi di rischio, entro<strong> </strong><span>dodici<strong> </strong></span>mesi dalla data di pubblicazione<strong><span> </span></strong>della presente direttiva<span> nella </span>Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, <span>dandone comunicazione al<strong> </strong></span>Dipartimento della protezione civile;</li>\n<li>emanare o aggiornare il piano regionale di protezione civile entro <span>dodici mesi<strong> </strong></span>dalla data di pubblicazione delle <span>indicazioni operative del Capo del Dipartimento della protezione civile</span><strong><span> </span></strong><span>inerenti all’organizzazione informativa dei dati territoriali.</span></li>\n</ol><p><span>I Comuni provvedono ad aggiornare i piani comunali di protezione civile in ottemperanza alla presente direttiva ed agli indirizzi regionali, entro dodici mesi dall’emanazione di questi ultimi.</span></p>\n<p><span>Nell’ipotesi di mancata attuazione da parte delle Regioni di quanto previsto alla lettera b), entro diciotto mesi dalla pubblicazione della presente direttiva </span><span>nella </span>Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana<span>, i Comuni possono procedere alla pianificazione di protezione civile secondo gli indirizzi regionali vigenti, nonché gli indirizzi di cui alla presente direttiva, laddove compatibili.</span></p>\n<p><span>All’attuazione del presente provvedimento si provvede nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.</span></p>\n<p><span>La presente direttiva sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.</span></p>\n<p>Roma, 30 aprile 2021 <span>                                                </span></p>\n<p>IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI<br />\n </p>\n","value":"<p><strong>IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI</strong></p>\r\n\r\n<p><strong>VISTI</strong> gli articoli 116 e 117 della Costituzione;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTA </strong>la legge 31 dicembre 1982, n. 979, recante “<em>Disposizioni per la difesa del mare”</em>, in particolare, gli articoli 10 e 11;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO </strong>il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230, recante “<em>Attuazione delle direttive Euratom 89/618, 90/641, 96/29 in materia di radiazioni ionizzanti, 2009/71 in materia di sicurezza nucleare degli impianti nucleari e 2011/70 in materia di gestione sicura del combustibile esaurito e dei rifiuti radioattivi derivanti da attività civili</em>”;</p>\r\n\r\n<p><strong><span>VISTO</span></strong><span> il decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, recante “<em>Testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali</em>” e, in particolare,<span> gli articoli </span>17, 30, 31, 32 e 33;</span></p>\r\n\r\n<p><strong><span>VISTA</span></strong><span> la legge 21 novembre 2000, n. 353 recante “<em>Legge-quadro in materia di incendi boschivi</em>”;</span></p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO </strong>il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 luglio 2002, recante “<em>Trasferimento alle regioni degli uffici periferici del Dipartimento dei servizi tecnici nazionali – Servizio idrografico e mareografico</em>” e, in particolare, l’articolo 9 relativo alla trasmissione dei dati delle Regioni al Dipartimento della protezione civile, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana dell’11 ottobre 2002, n. 239;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO</strong><span> il decreto del Capo del Dipartimento della Protezione Civile 21 ottobre 2003 recante “<em>Disposizioni attuative dell’art. 2, commi 2, 3 e 4, dell’Ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003, recante primi elementi in materia di criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e normative tecniche per le costruzioni in zona sismica”</em>, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del<span> 29 ottobre 2003, n. 252;</span></p>\r\n\r\n<p><strong>VISTA</strong><span> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 27 febbraio 2004 e successive modifiche, concernente gli “<em>Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile</em>”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana dell’<span>11 marzo 2004, n. 59;</span></p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO</strong><span> il decreto del Ministro dell’Interno 27 gennaio 2005, relativo all’“<em>Istituzione di un Centro di coordinamento nazionale per fronteggiare le situazioni di crisi in materia di viabilità</em>”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del<span> 2 febbraio 2005, n. 26;</span></p>\r\n\r\n<p><strong>VISTA </strong>la legge 11 febbraio 2005, n. 15, recante “<em><span>Modifiche ed integrazioni alla legge 7 agosto 1990, n. 241, concernenti norme generali sull'azione amministrativa</span></em>”;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO</strong><span> il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 25 febbraio 2005, recante “<em>Linee Guida per la predisposizione del piano d'emergenza esterna”</em> di cui all'articolo 20, comma 4, del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del<span> 6 marzo 2005, n. 62;</span></p>\r\n\r\n<p><strong><span>VISTO</span></strong><span> il decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, recante “<em>Codice dell’Amministrazione digitale</em>”;</span></p>\r\n\r\n<p><strong><span>VISTO </span></strong><span>il </span><span>decreto del Presidente del Consiglio dei ministri</span><span> 10 febbraio 2006 recante “<em>Linee guida per la pianificazione di emergenza nelle aree portuali interessate dalla presenza di naviglio a propulsione nucleare</em>”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale </span>della Repubblica Italiana del<span> </span><span>22 febbraio 2006, n. 44;</span></p>\r\n\r\n<p><strong><span>VISTO </span></strong><span>il </span><span>decreto del Presidente del Consiglio dei ministri</span><span> 10 febbraio 2006 recante “<em>Linee guida per la pianificazione di emergenza per il trasporto di materie radioattive e fissili</em>”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale </span>della Repubblica Italiana del<span> </span><span>22 febbraio 2006, n. 44;</span></p>\r\n\r\n<p><strong><span>VISTO</span></strong><span> il decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, recante “<em>Riassetto delle disposizioni relative alle funzioni ed ai compiti del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, a norma dell'articolo 11 della legge 29 luglio 2003, n. 229</em>” e, in particolare, gli articoli 1 e 24;</span></p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO</strong> il decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 recante “<em>Norme in materia ambientale</em>”;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTA</strong> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 6 aprile 2006, recante “<em>Coordinamento delle iniziative e delle misure finalizzate a disciplinare gli interventi di soccorso e di assistenza alla popolazione in occasione di incidenti stradali, ferroviari, aerei ed in mare, di esplosioni e crolli di strutture e di incidenti con presenza di sostanze pericolose</em>”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del<span> </span>13 aprile 2006, n. 87;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTA </strong>la direttiva del Capo del Dipartimento della protezione civile 2 maggio 2006, recante<em> “Indicazioni per il coordinamento operativo di emergenze dovute a incidenti stradali, ferroviari, aerei e in mare, ad esplosioni e crolli di strutture e ad incidenti con presenza di sostanze pericolose”,</em><span> </span>pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del<span> </span>3 maggio 2006, n. 101<span>;</span></p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO </strong><span>il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 16 febbraio 2007, recante “<em>Linee guida per l'informazione alla popolazione sul rischio industriale</em>”,</span><span> pubblicato nella Gazzetta Ufficiale </span>della Repubblica Italiana <span>del 5 marzo 2007, n. 53</span><span>;</span></p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO</strong><span> il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 dicembre 2008, relativo alla “<em>Organizzazione e funzionamento di Sistema presso la Sala Situazione Italia del Dipartimento della protezione civile</em>”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del<span> 19 febbraio 2009, n. 41;</span></p>\r\n\r\n<p><strong>VISTA</strong><span> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 3 dicembre 2008, recante “<em>Indirizzi operativi per la gestione delle emergenze</em>”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale </span>della Repubblica Italiana del<span> 13 febbraio 2009, n. 36;</span></p>\r\n\r\n<p><strong><span>VISTO</span></strong><span> il decreto legislativo del 27 gennaio 2010, n. 32 “<em>Attuazione della direttiva 2007/2/CE, che istituisce un’infrastruttura per l’informazione territoriale della Comunità europea (INSPIRE)</em>”;</span></p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO</strong><em> </em>il decreto legislativo 23 febbraio 2010, n. 49 “<em>Attuazione della direttiva 2007/60/CE relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni</em>” e, in particolare, l’articolo 7;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO </strong><span>il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 marzo 2010, recante “</span><em>Piano nazionale delle misure protettive contro le emergenze radiologiche</em>”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 24 maggio 2010, n. 119;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO </strong><span>il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 4 novembre 2010, recante “</span><em>Piano di pronto intervento nazionale per la difesa da inquinamenti di idrocarburi o di altre sostanze nocive causati da incidenti marini</em>”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del<span> </span>19 novembre 2010, n. 271;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTA</strong> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 1 luglio 2011, in materia di <em>“Lotta attiva agli incendi boschivi”</em>, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 7 settembre 2011, n. 208;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO</strong> il decreto interministeriale 10 novembre 2011, recante “<em>Adozione del sistema di riferimento geodetico nazionale</em>”,<span> pubblicato nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del<span> 27 febbraio 2012, n. 48;</span></p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO</strong> il decreto interministeriale 10 novembre 2011, recante “<em>Regole tecniche per la definizione del contenuto del Repertorio nazionale dei dati territoriali, nonché delle modalità di prima costituzione e di aggiornamento dello stesso</em>”,<span> pubblicato nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del<span> 27 febbraio 2012, n. 48;</span></p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO</strong><span> il decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile 12 gennaio 2012 in tema di tutela della salute e della sicurezza dei volontari di protezione civile, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale </span>della Repubblica Italiana del<span> 6 aprile 2012, n. 82;</span></p>\r\n\r\n<p><strong>VISTA</strong><span> l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri 29 febbraio 2012, n. 4007, recante “<em>Attuazione dell’art. 11 del decreto legge 28 aprile 2009, n. 39, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2009, n. 77</em>”, in merito ai contributi per gli interventi di prevenzione del rischio sismico per l’anno 2011, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del<span> 7 marzo 2012, n. 56;</span></p>\r\n\r\n<p><strong>VISTA</strong><span> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 9 novembre 2012, inerente agli “<em>Indirizzi operativi volti ad assicurare l'unitaria partecipazione delle organizzazioni di volontariato all'attività di protezione civile</em>” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del <span>1 febbraio 2013, n. 27;</span></p>\r\n\r\n<p><strong>VISTA</strong><span> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 gennaio 2014, relativa al “<em>Programma nazionale di soccorso per il rischio sismico</em>” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 4 aprile 2014, n. 79;</span></p>\r\n\r\n<p><strong>VISTA</strong> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 14 febbraio 2014, recante “<em>Disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio</em>”,<span> pubblicata nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del<span> 12 maggio 2014, n. 108</span>;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO</strong> il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 8 luglio 2014, recante l’“<em>Istituzione del Nucleo Tecnico Nazionale (NTN) per il rilievo del danno e la valutazione di agibilità nell'emergenza post-sismica e approvazione dell'aggiornamento del modello per il rilevamento dei danni, pronto intervento e agibilità per edifici ordinari nell'emergenza post-sismica e del relativo manuale di compilazione</em>”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del<span> </span>18 ottobre 2014, n. 243;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTA</strong><span> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 8 luglio 2014, recante gli “<em>Indirizzi operativi inerenti l’attività di protezione civile nell’ambito dei bacini in cui siano presenti grandi dighe</em>”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del<span> 4 novembre 2014, n. 256;</span></p>\r\n\r\n<p><strong>VISTA</strong> <span>la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 24 febbraio 2015, inerente agli </span>“<em>Indirizzi operativi inerenti la predisposizione della parte dei piani di gestione relativa al sistema di allertamento nazionale, statale e regionale, per il rischio idraulico ai fini di protezione civile di cui al decreto legislativo 23 febbraio 2010, n. 49 di recepimento della Direttiva 2007/60/CE</em>”,<span> pubblicata nella Gazzetta Ufficiale </span>della Repubblica Italiana del<span> 31 marzo 2015, n. 75;</span></p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO</strong> il decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile del 2 febbraio 2015, recante “<em>Indicazioni alle Componenti ed alle Strutture operative del Servizio nazionale di protezione civile inerenti l’aggiornamento delle pianificazioni di emergenza ai fini dell’evacuazione cautelativa della popolazione della Zona rossa vesuviana</em>”,<span> pubblicato nella Gazzetta Ufficiale </span>della Repubblica Italiana del<span> 31 marzo 2015, n. 75</span>;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTE</strong> le indicazioni operative del Capo del Dipartimento della protezione civile, inerenti a “<em>La determinazione dei criteri generali per l’individuazione dei Centri operativi di Coordinamento e delle Aree di Emergenza</em>” del 31 marzo 2015;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTA</strong> la direttiva del Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo 23 aprile 2015, relativa alle “<em>Procedure per la gestione delle attività di messa in sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale in caso di emergenze derivanti da calamità naturali</em>” <span>pubblicata nella Gazzetta Ufficiale </span>della Repubblica Italiana del<span> 23 luglio 2015, n. 169</span>;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO</strong> il decreto legislativo 26 giugno 2015, n. 105, recante “<em>Attuazione della direttiva 2012/18/UE relativa al controllo del pericolo di incidenti rilevanti connessi con sostanze pericolose</em>”;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTA</strong> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 16 novembre 2015 recante “<em>Disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico del Vesuvio per le aree soggette a ricaduta di materiale piroclastico - Zona gialla</em>”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del<span> </span>18 gennaio 2016, n. 13;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTE</strong> le indicazioni operative del Capo del Dipartimento della protezione civile, recanti “<em>Metodi e criteri per l’omogeneizzazione dei messaggi del Sistema di allertamento nazionale per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico e della risposta del sistema di protezione civile</em>” del 10 febbraio 2016;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO</strong> il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 giugno 2016, recante “<em>Disposizioni per l’aggiornamento della pianificazione di emergenza per il rischio vulcanico dei Campi Flegrei</em>”, p<span>ubblicato nella Gazzetta Ufficiale </span>della Repubblica Italiana del<span> </span><span>19 agosto 2016, n. 193</span>;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTA</strong> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 24 giugno 2016, recante “<em>Individuazione della Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario per il coordinamento dei soccorsi sanitari urgenti nonché dei Referenti Sanitari Regionali in caso di emergenza nazionale</em>”, p<span>ubblicata nella Gazzetta Ufficiale</span> della Repubblica Italiana del<span> 20 agosto 2016, n. 194</span>;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTA</strong> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 17 febbraio 2017, recante “<em>Istituzione del Sistema d’Allertamento nazionale per i Maremoti generati da sisma - SIAM</em>” pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 5 giugno 2017, n. 128;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO </strong>il<strong> </strong>decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, recante “<em>Codice della protezione civile</em>” e, in particolare, gli articoli 3, 5, 6, 8, 10, 11, 12, 15, 17, 18, 23, 24, 25, 38, 39 e 40;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO </strong>il decreto del Capo del Dipartimento della protezione civile 2 ottobre 2018, recante “<em>Indicazioni alle Componenti ed alle Strutture operative del Servizio nazionale di protezione civile per l’aggiornamento delle pianificazioni di protezione civile per il rischio maremoto</em>” pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 15 novembre 2018, n. 266;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTA</strong> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 7 gennaio 2019, recante “<em>Impiego dei medici delle Aziende sanitarie locali nei Centri operativi comunali ed intercomunali, degli infermieri ASL per l’assistenza alla popolazione e la scheda SVEI per la valutazione delle esigenze immediate della popolazione assistita”</em> pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 20 marzo 2019, n. 67;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO</strong> il decreto legge 18 aprile 2019, n. 32, convertito nella legge 14 giugno 2019, n. 55, recante “<em>Disposizioni urgenti per il rilancio del settore dei contratti pubblici, per l'accelerazione degli interventi infrastrutturali, di rigenerazione urbana e di ricostruzione a seguito di eventi sismici</em>” ed, in particolare, l’articolo 28 recante modifiche al decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, “<em>Codice delle comunicazioni elettroniche</em>”;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTA</strong> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 12 agosto 2019, recante “<em>Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale e regionale e per la pianificazione di protezione civile territoriale nell’ambito del rischio valanghe</em>”, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 2 ottobre 2019, n. 231;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO </strong>il decreto legislativo 6 febbraio 2020, n. 4, recante <em>“Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 2 gennaio 2018, recante “Codice della Protezione Civile”</em>;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTA</strong> la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 24 febbraio 2020, inerente ai<strong><em><span> </span></em></strong><em>“Rimborsi spettanti ai datori di lavoro pubblici e privati dei volontari, ai volontari lavoratori autonomi/liberi professionisti e alle organizzazioni di volontariato per le attività di protezione civile<span> </span>autorizzate”</em> pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del<span> </span>18 maggio 2020, n.127;</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTO</strong> il decreto del Segretario Generale del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, n. 121 del 26 marzo 2020, recante \"<em>Disciplina la riorganizzazione della Unità di Crisi coordinamento Nazionale</em>\";</p>\r\n\r\n<p><strong>VISTA </strong>la direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri 23 ottobre 2020,<em> </em><span>recante “<em>Allertamento di protezione civile e sistema di allarme pubblico IT-Alert</em>”,</span> pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana del 12 febbraio 2021, n. 36;</p>\r\n\r\n<p><strong>CONSIDERATO</strong> che, ai sensi dell’articolo 18, comma 4, <span>del </span>decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1,<strong> </strong>le modalità di organizzazione e svolgimento dell’attività di pianificazione di protezione civile e del relativo monitoraggio, aggiornamento e valutazione sono disciplinate con direttiva da adottarsi ai sensi dell’articolo 15 del medesimo decreto, al fine di garantire un quadro coordinato in tutto il territorio nazionale e l’integrazione tra i sistemi di protezione civile dei diversi territori, nel rispetto dell'autonomia organizzativa delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano;</p>\r\n\r\n<p><strong>CONSIDERATO </strong><span>che, ai sensi </span>dell’articolo 3, comma 3, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, l’articolazione di base dell’esercizio della funzione di protezione civile a livello territoriale è organizzata nell’ambito della pianificazione di cui all’articolo 18 del medesimo decreto che, nel rispetto dei principi di sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza, definisce gli ambiti territoriali e organizzativi ottimali individuati dalle Regioni, sulla base dei criteri generali fissati ai sensi dell’articolo 18, comma 4;</p>\r\n\r\n<p><strong>CONSIDERATO </strong><span>che, ai sensi </span>dell’articolo 5, comma 2, del decreto legislativo n. 1 del 2 gennaio 2018, il Presidente del Consiglio di ministri, con direttiva di cui all’articolo 15 del medesimo decreto, predispone gli indirizzi per lo svolgimento, in forma coordinata, delle attività di protezione civile di cui all’articolo 2 del decreto, al fine di assicurarne l’unitarietà nel rispetto delle peculiarità dei territori;</p>\r\n\r\n<p><strong>CONSIDERATO </strong><span>che, ai sensi </span>dell’articolo 8, comma 1, lettere c) e d) del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, il Presidente del Consiglio dei ministri si avvale del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri per l’elaborazione delle proposte delle direttive di cui all’articolo 15, nonché per l’elaborazione ed il coordinamento dell’attuazione dei piani nazionali riferiti a specifici scenari di rischio di rilevanza nazionale e dei programmi nazionali di soccorso contenenti il modello di intervento per l’organizzazione della risposta operativa in caso o in vista di eventi calamitosi di rilievo nazionale;</p>\r\n\r\n<p><strong>CONSIDERATO </strong><span>che, ai sensi </span>dell’articolo 10, comma 4, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, con la direttiva di cui al successivo articolo 18, comma 4, sono individuati i contenuti tecnici minimi per l’efficace assolvimento, da parte del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, delle attribuzioni di cui al medesimo articolo 10;</p>\r\n\r\n<p><strong>CONSIDERATO </strong><span>che, ai sensi </span>dell’articolo 11, comma 3, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, le Regioni, sulla base dei criteri generali fissati ai sensi dell’articolo 18, comma 4, del medesimo decreto favoriscono l’individuazione del livello ottimale di organizzazione di protezione civile a livello territoriale al fine di garantire l’effettività delle funzioni di protezione civile, nonché l’organizzazione di modalità di supporto per gli interventi da porre in essere in occasione di emergenze di cui all’articolo 7, comma 1, lettera a), ivi inclusa l’organizzazione dei presidi territoriali;</p>\r\n\r\n<p><strong>CONSIDERATO </strong><span>che, ai sensi </span>dell’articolo 12, comma 2, del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, i Comuni, anche in forma associata, nonché ai sensi dell’articolo 1, della legge 7 aprile 2014, n. 56, assicurano<span> </span>l’attuazione<span> </span>delle attività di protezione civile nei rispettivi territori, secondo quanto stabilito nella pianificazione di cui all’articolo 18, nel rispetto delle disposizioni contenute nel medesimo decreto legislativo, delle leggi regionali in materia di protezione civile e del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. <span>267;</span></p>\r\n\r\n<p><strong>CONSIDERATO</strong> che, ai sensi dell’articolo 15 del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, su proposta del Capo del Dipartimento della protezione civile, possono essere adottate direttive del Presidente del Consiglio dei ministri al fine di assicurare, sul piano tecnico, l’indirizzo unitario, nel rispetto delle peculiarità dei territori, per l’esercizio della funzione e lo svolgimento delle attività di protezione civile, nell’ambito dei limiti e delle finalità delle quali, il Capo del Dipartimento della protezione civile, può adottare indicazioni operative volte all’attuazione di specifiche disposizioni in esse contenute da parte del Servizio nazionale della protezione civile, consultando preventivamente le componenti e le strutture operative nazionali interessate;</p>\r\n\r\n<p><strong>RAVVISATA</strong><span> la necessità di ottimizzare la capacità di pianificazione di protezione civile per favorire un’adeguata risposta alle emergenze locali dovute ad eventi calamitosi e di omogeneizzare il metodo di pianificazione ai diversi livelli territoriali; </span></p>\r\n\r\n<p><strong>SU PROPOSTA </strong><span>del Capo del Dipartimento<strong> </strong>della protezione civile;</span></p>\r\n\r\n<p><strong>ACQUISITA </strong><span>l’intesa della Conferenza unificata in data 25 marzo 2021;</span></p>\r\n\r\n<p><strong>EMANA</strong></p>\r\n\r\n<p>la seguente direttiva recante<strong> “<em>Indirizzi per la predisposizione dei piani di protezione civile ai diversi livelli territoriali</em></strong><em>”</em><span>.</span></p>\r\n\r\n<p><strong>1. Finalità e principi generali</strong></p>\r\n\r\n<p><span>La presente direttiva è emanata in attuazione dell’articolo 18 </span><span>del<strong> </strong></span>decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1, recante “<em>Codice della protezione civile</em>” (di seguito “<em>Codice”</em>). In particolare, il comma 4 del suddetto articolo stabilisce che “<em>le modalità di organizzazione e svolgimento dell’attività di pianificazione di protezione civile e del relativo monitoraggio, aggiornamento e valutazione”</em> sono disciplinate con direttiva da adottarsi ai sensi dell’articolo 15 del Codice al fine di ”<em>garantire un quadro coordinato in tutto il territorio nazionale e l'integrazione tra i sistemi di protezione civile dei diversi territori, nel rispetto dell'autonomia organizzativa delle Regioni e delle Province autonome di Trento e di Bolzano”</em>.<br />\r\n<br />\r\n<span>La pianificazione di protezione civile è un’attività di sistema che deve essere svolta congiuntamente da tutte le amministrazioni ai diversi livelli territoriali per la preparazione e la gestione delle attività di cui all’articolo 2 del Codice, nel rispetto dei principi di </span>sussidiarietà, differenziazione e adeguatezza.<br />\r\n<br />\r\n<span>La finalità del presente provvedimento è quella di omogeneizzare il metodo di pianificazione di protezione civile ai diversi livelli territoriali per la gestione delle attività connesse ad eventi calamitosi di diversa natura e gravità, secondo quanto indicato nell’allegato tecnico che ne costituisce parte integrante e sostanziale.</span><br />\r\n<br />\r\n<span>Come previsto dal Codice, i livelli di pianificazione sono:</span></p>\r\n\r\n<ul>\r\n\t<li>nazionale;</li>\r\n\t<li>regionale;</li>\r\n\t<li>provinciale/Città metropolitana/area vasta;</li>\r\n\t<li>ambito territoriale e organizzativo ottimale;</li>\r\n\t<li>comunale.</li>\r\n</ul>\r\n\r\n<p><strong><span>1.1 Livello nazionale </span></strong></p>\r\n\r\n<p><span>A livello nazionale, </span><span>in caso di eventi che si manifestino con particolare gravità, tali da richiedere l’intervento di risorse regionali e nazionali, in accordo con il principio di sussidiarietà, si applicano le disposizioni contenute nella direttiva del Presidente del Consiglio dei ministri del 3 dicembre 2008 inerente agli “<em>Indirizzi operativi per la gestione delle emergenze</em>”. I</span><span>l Dipartimento della protezione civile provvede all’elaborazione ed al coordinamento dell’attuazione dei piani nazionali riferiti a specifici scenari di rischio di rilevanza nazionale e dei programmi nazionali di soccorso, contenenti la struttura organizzativa nazionale e gli elementi conoscitivi del territorio per l’organizzazione della risposta operativa in caso o in vista di eventi calamitosi di rilievo nazionale. I Programmi nazionali di soccorso di cui all’articolo 8 del Codice, integrati dagli allegati di competenza regionale, approvati d’intesa con il Dipartimento, sono da considerarsi quali piani nazionali di protezione civile. </span>Le Regioni concorrono alle attività di soccorso e di assistenza alle popolazioni colpite anche con la Colonna mobile nazionale delle Regioni, che viene coordinata nell’ambito del Comitato operativo della protezione civile o dal Dipartimento della protezione civile attraverso il supporto della <span>Commissione speciale Protezione civile</span> della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome.</p>\r\n\r\n<p><span>Per quanto attiene alla pianificazione nazionale, ci si riferisce a determinati scenari di rischio, rientranti tra quelli indicati all’articolo 16 del Codice, il cui verificarsi può dar luogo ad una tipologia di evento emergenziale di cui alla lettera c), comma 1, dell’articolo 7 del Codice e, quindi, determinare la necessità di mobilitare e coordinare l’intervento dell’intero Servizio nazionale della protezione civile. Il piano nazionale, oltre a descrivere il territorio potenzialmente interessato, individua, altresì, le necessarie misure da attuare nonché le corrispondenti procedure operative finalizzate a garantire gli interventi di salvaguardia della popolazione.</span></p>\r\n\r\n<p><span>La presente direttiva non disciplina la struttura dei piani di protezione civile nazionali, per i quali si rinvia a quanto previsto dalle disposizioni normative e dalle indicazioni operative emanate per i rischi specifici e per gli scenari di rischio nazionali.</span></p>\r\n\r\n<p><strong><span>1.2 Livello regionale </span></strong></p>\r\n\r\n<p><span>A livello regionale, le Regioni provvedono all’adozione ed all’attuazione del piano regionale di protezione civile, che prevede criteri e modalità di intervento da seguire in caso di emergenza secondo quanto stabilito dalla lettera a), comma 1, dell’articolo 11 del Codice. In particolare, il piano definisce le modalità di coordinamento del concorso delle diverse strutture regionali alle attività di protezione civile. </span></p>\r\n\r\n<p><strong><span>1.3 Livello provinciale/</span></strong><strong><span>Città metropolitana/area vasta</span></strong></p>\r\n\r\n<p><span>A livello provinciale, le Regioni provvedono alla predisposizione dei piani provinciali di protezione civile, ove non diversamente disciplinato nelle leggi regionali, in raccordo con le Prefetture</span> - <span>Uffici territoriali del Governo sulla base degli indirizzi regionali di cui alla lettera b), comma 1, dell’articolo 11 del Codice.</span></p>\r\n\r\n<p><span>Il piano provinciale</span><span>/Città metropolitana/area vasta</span><span> deve essere elaborato riportando essenzialmente lo scenario di riferimento, le modalità per la diffusione eventuale delle allerte, gli aspetti connessi all’organizzazione del sistema di coordinamento di livello provinciale in emergenza, le modalità che garantiscano il flusso delle comunicazioni e le procedure operative di attivazione e raccordo tra gli enti coinvolti.</span></p>\r\n\r\n<p><span>Ai fini di economicità e semplificazione dell’iter di pianificazione, nel caso in cui il soggetto definito per la pianificazione provinciale e di ambito sia il medesimo, il piano provinciale include le pianificazioni di tutti gli ambiti di competenza.</span></p>\r\n\r\n<p><strong><span>1.4 Livello d’ambito</span></strong></p>\r\n\r\n<p>Il<span> Codice prevede, agli articoli 3, 11 e 18, la necessità di definire a cura delle Regioni gli “<em>ambiti territoriali e organizzativi ottimali</em>” (di seguito “<em>ambiti</em>”) che devono essere “<em>costituiti da uno o più comuni</em>” per assicurare lo svolgimento delle attività di protezione civile.</span></p>\r\n\r\n<p><span>A livello provinciale, gli </span>ambiti<strong> </strong>rappresentano, pertanto, il livello territoriale in cui si esplicita l’articolazione di base dell’esercizio della funzione di protezione civile. <span>Il piano di protezione civile d’ambito deve essere redatto dalla Regione, ove non diversamente previsto nelle leggi regionali, ai sensi della lettera o), comma 1, dell’articolo 11 del Codice.</span></p>\r\n\r\n<p><span>Lo scopo del piano di ambito è quello di garantire l’ottimizzazione delle risorse disponibili, supportando i Comuni nella gestione delle risorse in emergenza, nonché di garantire il necessario raccordo informativo tra il livello comunale e quello provinciale/regionale. La pianificazione di protezione civile di ambito non è, quindi, sostitutiva di quella comunale, ma è parte integrante della pianificazione di livello provinciale o con essa coordinata in base a quanto stabilito dalle norme regionali. </span></p>\r\n\r\n<p><strong><span>1.5 Livello comunale</span></strong></p>\r\n\r\n<p><span>A livello comunale, si provvede alla predisposizione dei piani comunali di protezione civile sulla base degli indirizzi regionali di cui alla lettera b), comma 1, dell’articolo 11 del </span><span>Codice, </span>ferme restando le disposizioni specifiche riferite a Roma capitale di cui al comma 7, articolo 12, <span>del medesimo Codice</span>.</p>\r\n\r\n<p>I contenuti della pianificazione di protezione civile comunale indicati nella presente direttiva devono essere commisurati all’effettiva capacità di pianificazione da parte dei Comuni di piccole dimensioni.</p>\r\n\r\n<p>Alla definizione dei piani di protezione civile comunale, al loro aggiornamento ed alla relativa attuazione devono concorrere tutte le aree/settori dell’amministrazione (ad esempio: urbanistica, settori tecnici, viabilità) sotto il coordinamento del Servizio di protezione civile comunale ove esistente.</p>\r\n\r\n<p><strong><span>1.6 Attuazione dell’articolo 10, comma 4, del Codice </span></strong></p>\r\n\r\n<p>Il presente provvedimento ha, inoltre, la finalità di definire, in attuazione <span>dell’articolo 10, comma 4, del Codice, </span>gli elementi fondamentali della pianificazione di protezione civile ai diversi livelli territoriali, da intendersi come i contenuti tecnici minimi per l’intervento del Corpo nazionale dei vigili del fuoco ai fini dell’assolvimento dei compiti loro affidati. Gli elementi di pianificazione forniti dalla presente direttiva costituiscono <span>il</span> riferimento per consentire che l’intervento del Corpo nazionale dei vigili del fuoco sia<span> </span><span>uniforme sul territorio nazionale, sulla base delle indicazioni che verranno fornite dal Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile alle articolazioni territoriali del </span>Corpo nazionale dei vigili del fuoco<span>.</span></p>\r\n\r\n<p>L’allegato alla presente direttiva disciplina, pertanto, l’individuazione di elementi strategici minimi ed indispensabili per i contenuti dei piani di protezione civile ai diversi livelli territoriali, tra cui:</p>\r\n\r\n<ul>\r\n\t<li><span>la rappresentazione uniforme dei dati territoriali, consultabili e confrontabili tra loro per l’intero territorio nazionale e</span> <span>accessibili a beneficio di tutti i soggetti del Servizio nazionale di protezione civile, attraverso il “<em>Catalogo nazionale dei piani di protezione civile</em>” di cui al capitolo 6 dell’allegato;</span><span> </span></li>\r\n\t<li><span>la descrizione dell’organizzazione delle strutture di protezione civile ai diversi livelli territoriali, sia in ordinario che in emergenza, in modo da consentire un’agevole individuazione dei responsabili degli Enti e delle Amministrazioni di riferimento sia nelle attività di pianificazione che in quelle di gestione dell’emergenza, di cui al paragrafo 2.4.1. dell’allegato;</span></li>\r\n\t<li><span>l’inquadramento territoriale e gli scenari di pericolosità e di rischio, che devono essere definiti per ciascun livello territoriale di cui ai paragrafi 2.2 e 2.3 dell’allegato; </span></li>\r\n\t<li><span>l’individuazione dei Centri di coordinamento di cui al successivo paragrafo 2.4.2. lettera b) dell’allegato.</span></li>\r\n</ul>\r\n\r\n<p><strong>1.7 Partecipazione del volontariato organizzato alla pianificazione di protezione civile</strong></p>\r\n\r\n<p>In attuazione dell’articolo 38, comma 3, del Codice, il volontariato organizzato di protezione civile prende parte alle attività di redazione ed aggiornamento della pianificazione partecipando secondo le forme e le modalità che saranno concordate con l’Autorità competente. Per tale attività può essere prevista l’applicazione dei benefici di cui agli articoli 39 e 40 del Codice.</p>\r\n\r\n<p><!--[if !supportLists]--><strong><span>2.&nbsp;</span>Disposizioni finali</strong></p>\r\n\r\n<p><span>Per le Province autonome di Trento e di Bolzano restano ferme le competenze loro affidate dai relativi statuti e dalle relative norme di attuazione, ai sensi dei quali provvedono alle finalità della presente direttiva. </span></p>\r\n\r\n<p><span>Il Dipartimento della protezione civile provvede a:</span></p>\r\n\r\n<ol type=\"a\">\r\n\t<li><span>emanare le indicazioni operative del Capo del Dipartimento della protezione civile ai sensi dell’articolo 15, comma 3, del Codice, condivise con le Regioni, inerenti all’organizzazione informativa dei dati territoriali, entro </span>sei mesi dalla <span>pubblicazione della presente direttiva nella </span>Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana<span>;</span></li>\r\n\t<li><span>emanare la mosaicatura nazionale degli ambiti territoriali e organizzativi ottimali, così come individuati dai provvedimenti normativi regionali, con indicazioni operative del Capo del Dipartimento della protezione civile, entro sei</span><span> </span><span>mesi dall’individuazione formale degli ambiti da parte di tutte le Regioni.</span></li>\r\n</ol>\r\n\r\n<p><span>Le Regioni provvedono a:</span></p>\r\n\r\n<ol type=\"a\">\r\n\t<li>definire, <span>quale elemento preliminare del piano regionale di protezione civile,<strong> </strong></span>in condivisione con le Prefetture - Uffici Territoriali del Governo, le Province, le Città metropolitane e i Comuni, i confini geografici, con il supporto del Dipartimento della protezione civile, ed i criteri organizzativi degli ambiti territoriali ottimali entro dodici mesi dalla data di pubblicazione del presente provvedimento<span> nella </span>Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana;</li>\r\n\t<li>emanare o aggiornare gli indirizzi regionali per la pianificazione provinciale/Città metropolitana, di ambito e comunale di protezione civile per i diversi tipi di rischio, entro<strong> </strong><span>dodici<strong> </strong></span>mesi dalla data di pubblicazione<strong><span> </span></strong>della presente direttiva<span> nella </span>Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, <span>dandone comunicazione al<strong> </strong></span>Dipartimento della protezione civile;</li>\r\n\t<li>emanare o aggiornare il piano regionale di protezione civile entro <span>dodici mesi<strong> </strong></span>dalla data di pubblicazione delle <span>indicazioni operative del Capo del Dipartimento della protezione civile</span><strong><span> </span></strong><span>inerenti all’organizzazione informativa dei dati territoriali.</span></li>\r\n</ol>\r\n\r\n<p><span>I Comuni provvedono ad aggiornare i piani comunali di protezione civile in ottemperanza alla presente direttiva ed agli indirizzi regionali, entro dodici mesi dall’emanazione di questi ultimi.</span></p>\r\n\r\n<p><span>Nell’ipotesi di mancata attuazione da parte delle Regioni di quanto previsto alla lettera b), entro diciotto mesi dalla pubblicazione della presente direttiva </span><span>nella </span>Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana<span>, i Comuni possono procedere alla pianificazione di protezione civile secondo gli indirizzi regionali vigenti, nonché gli indirizzi di cui alla presente direttiva, laddove compatibili.</span></p>\r\n\r\n<p><span>All’attuazione del presente provvedimento si provvede nell’ambito delle risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica.</span></p>\r\n\r\n<p><span>La presente direttiva sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana.</span></p>\r\n\r\n<p>Roma, 30 aprile 2021&nbsp;<span>&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; </span></p>\r\n\r\n<p>IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI<br />\r\n&nbsp;</p>\r\n"},"field_abstract":{"processed":"<p>Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 160 del 6 luglio 2021</p>\n","value":"<p>Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 160 del 6 luglio 2021</p>\r\n"},"field_data":"2021-04-30T17:27:09+02:00","field_categoria_primaria":"normativa","field_codice_lingua":false,"fields":{"slug":"/normativa/direttiva-del-30-aprile-2021-0/"},"field_link":null,"relationships":{"field_sottodominio":{"name":"Portale"},"field_tipo_provvedimento":[{"drupal_internal__tid":458,"name":"Direttive, indirizzi operativi e raccomandazioni","field_etichetta_en":"Directives, operational addresses and recommendations"},{"drupal_internal__tid":460,"name":"Direttive del Presidente del Consiglio dei Ministri","field_etichetta_en":"President of the Council of Ministers directives"}],"field_immagine_anteprima":null,"field_immagine_dettaglio":null}}}}],"field_link_utili_2":[],"field_link_utili_3":[],"field_primo_piano_contenuto":null,"field_primo_piano_streaming":null}},"eventi":{"edges":[{"node":{"body":{"processed":"<p>Attività formativa rivolta ai sommozzatori di protezione civile organizzata dalla FIAS-Federazione Italiana Attività Subacquee</p>\n"},"field_link":null,"relationships":{"field_sottodominio":{"name":"Portale","id":"30317e12-d101-5a71-ad67-848e4eb63b38","drupal_id":"4893c8fe-e9c0-4a71-a6a9-904be71e5128","drupal_internal__tid":490},"field_link_interno":null,"field_allegati":[]},"field_link_esterno":false,"field_data_evento":"2021-10-16T15:40:17+02:00","title":"(Evento promosso dal territorio)","field_titolo_esteso":"(Evento promosso dal territorio)","field_luogo":"Malcesine - attività formativa sommozzatori FIAS"}},{"node":{"body":{"processed":"<p>Al centro del dibattito, l’organizzazione del Servizio Nazionale così come ridefinito dal Codice della protezione Civile. 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