24 luglio 2016

Rischio sismico: gli effetti indotti del terremoto

Gli effetti secondari legati alla propagazione delle onde sismiche a distanza dall’area sorgente

Gli effetti di un terremoto sull’ambiente possono essere distinti in diretti, ovvero quelli che comportano la deformazione del suolo nella faglia che ha originato il sisma (fagliazione superficiale) e secondari, ossia quelli non direttamente causati dal movimento della faglia, ma indotti dalla propagazione delle onde sismiche a distanza dall’area sorgente, o ipocentro (frane, liquefazione e tsunami).

Gli effetti secondari
I terremoti producono delle onde elastiche che si propagano facendo “vibrare” i terreni e possono indurre delle variazioni permanenti nel paesaggio attraverso l’innesco di fenomeni franosi. Lo scuotimento può anche determinare un improvviso aumento della pressione dell’acqua con la perdita di resistenza del terreno, dando luogo a fenomeni di liquefazione. Tali eventi sono simili a ciò che accade nelle “sabbie mobili”: le costruzioni fondate su questi terreni subiscono uno sprofondamento o un ribaltamento.
Un altro effetto indotto dal terremoto è lo tsunami, o maremoto, che significa "onda di porto" e indica tutti quei fenomeni ondosi così violenti da sconvolgere le acque all'interno dei porti. Le cause più frequenti degli tsunami sono i terremoti con sorgente sottomarina, ma anche le eruzioni vulcaniche o le frane sottomarine. In Italia, i maremoti più distruttivi di questo secolo sono avvenuti in occasione del terremoto in Calabria del 1783 e a Messina del 1908.

Le condizioni locali al sito
Gli effetti di un terremoto sulle costruzioni sono influenzati, oltre che dalla qualità degli edifici, anche dalle caratteristiche geologiche e morfologiche locali, come lo spessore dei terreni superficiali, la presenza di aree dissestate, la successione dei terreni e i versanti ripidi. L’insieme di tali caratteristiche costituisce il quadro delle “condizioni locali al sito”, determinanti per il tipo e l’entità degli effetti provocati da un terremoto (risposta sismica).

In generale si osserva uno scuotimento più forte (amplificazione) nelle aree che hanno una copertura di terreni soffici (come i depositi recenti costituiti da alluvioni fluviali o lacustri), piuttosto che su roccia compatta. Inoltre, le onde sismiche sono onde elastiche che provocano l’oscillazione delle particelle di terreno con frequenze variabili. Le frequenze delle onde sismiche dipendono non solo dalle caratteristiche geologiche dei terreni, ma anche dalla morfologia della superficie che incontrano, un po’ come accade per le onde sonore che subiscono, in certe condizioni, fenomeni di eco.

Se si verifica un’oscillazione di intensità tale da entrare in “risonanza” con un edificio (ovvero tale da fare eco con esso), si possono verificare danni molto gravi o il crollo dell’edificio stesso. Questo è il motivo per cui si osservano spesso danni maggiori sugli edifici posti in cima a rilievi, lungo orli di scarpata, ma anche in quelle aree dove sono a contatto terreni con caratteristiche diverse di risposta sismica (terreni rigidi a contatto con terreni soffici).