8 gennaio 2013

Progetto Vuelco: Volcanic Unrest in Europe and Latin America

Finanziato dalla Commissione europea per incrementare le capacità di gestione delle crisi vulcaniche attraverso la comprensione dell’unrest vulcanico

Incrementare le capacità di gestione delle crisi vulcaniche attraverso la comprensione dei processi che sottendono il fenomeno degli unrest vulcanici: è questo l'obiettivo principale di Vuelco - Volcanic Unrest in Europe and Latin America, progetto finanziato dalla Commissione europea nell'ambito del 7° programma quadro per la Ricerca e lo Sviluppo. L'iniziativa coinvolge un consorzio di dieci partner europei e latino americani tra cui università e istituti di ricerca scientifica, mentre l'unica struttura di protezione civile rappresentata è italiana ed è il Dipartimento della Protezione Civile.

Il progetto, avviato il 1° ottobre 2011, dura quattro anni e si focalizza sullo studio delle dinamiche dei processi che caratterizzano l'unrest vulcanico, ovvero il periodo di crisi che può precedere un'eruzione, sullo sviluppo di strumenti e protocolli per la stima delle incertezze e la valutazione della pericolosità e sullo sviluppo di programmi di mitigazione del rischio, protocolli di comunicazione e strumenti gestionali. Una parte di ricerche e attività si svolge su alcuni vulcani selezionati come "test site" localizzati in Italia (Campi Flegrei), Spagna (Teide), West Indies (Soufriere Hills, Morne aux Diables), Messico (Popocatepetl, Colima) ed Ecuador (Cotopaxi). Nelle aree di alcuni di questi vulcani sono state previste delle esercitazioni.

Le attività del progetto sono organizzate in dieci moduli di lavoro (WP - Work packages) a cui partecipano i dieci partner. Il Dipartimento della Protezione Civile è responsabile del WP9 "Processo decisionale e gestione dell'unrest", supportato dall'Università di Bristol e dall'Ingv - Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ed è coinvolto anche in altri moduli di lavoro.

Il dossier dedicato al progetto Vuelco si articola in sei pagine: dopo questa introduzione, nella seconda pagina è disponibile l'elenco dei partner coinvolti, sulla terza sono declinate le dieci linee di attività previste dal progetto con i relativi obiettivi e soggetto leader. La quarta pagina è dedicata al ruolo del Dipartimento, con particolare attenzione alle attività sviluppate nell'ambito del Wp9. La quinta pagina riguarda le attività seguite dal Dipartimento nel primo anno di progetto (2011/2012) e contiene un approfondimento sulla prima esercitazione che si è svolta, a un anno dall'avvio di Vuelco, sul Volcan de Fuego de Colima in Messico tra il 17 e il 24 novembre 2012. La sesta è infine dedicata alle attività seguite dal Dipartimento nel secondo anno di progetto (2012/2013).

Partners europei

- University of Bristol (Gran Bretagna), Coordinatore del progetto
- University of Leeds (Gran Bretagna)
- University of Munich (Germania)
- Csic, Consejo superior de investigaciones científicas (Spagna)
- Ingv, Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Italia)
- Cnrs, Centre national de la recherche scientifique (Francia)
- Dpc, Dipartimento della Protezione Civile (Italia)

Partners dell’America Latina

- Instituto Geofísico (Ecuador)
- Unam, Universidad national de Mexico (Messico)
- Seismic Research Unit (Trinidad and Tobago)

Le attività sono organizzate in 10 moduli di lavoro (Work Packages) con obiettivi specifici. Per ciascun WP è stato individuato un leader. Il WP1 e WP2 sono dedicati alle attività di gestione del progetto, i WP dal 3 al 9 sono dedicati alla ricerca, all’innovazione e alle attività tecnologiche, mentre il WP10 è dedicato ad attività di disseminazione.

Questo l’elenco dei WP:

WP 1: Gestione e coordinamento
Istituzione leader: Università di Bristol
Facilita la collaborazione tra i partner per tutta la durata del progetto, monitorando e coordinando il lavoro dei WP. Infatti, i prodotti di ogni WP devono essere integrati tra loro e, in alcuni casi, possono essere complementari.

WP 2: Conferenze, workshop e organizzazione delle Summer Schools
Istituzione leader: Università di Bristol
Ha l'obiettivo di organizzare conferenze, workshop tematici, corsi di formazione e più in generale di permettere la condivisione di informazioni ed esperienze tra tutti i partecipanti attraverso piattaforme interattive.

WP 3: Modelli matematici
Istituzione leader: Ingv
Altri enti partecipanti: Università di Leeds, Università di Bristol, Agencia Estatal Consejo Superior de Investigationes Cientificas.
Analizza e combina modelli fisico-matematici e simulazioni numeriche per comprendere le dinamiche dell'unrest e valutare il pericolo vulcanico nel breve periodo.

Work Package 4: Esperimenti
Istituzione leader: Università Ludwig-Maximilians
Altri enti coinvolti: Insituit des Sciences da la Terre d'Orleans, Agencia Estatal Consejo Superior de Investigationes Cientificas, Università di Bristol.
Studia i fenomeni più importanti che riguardano la fase di unrest vulcanico, come quelli legati al comportamento del magma, alla tipologia di esplosioni e agli aspetti legati ai movimenti tettonici.

Work Package 5: Rilevanza e interpretazione dell'unrest vulcanico
Istituzione leader: Universidad National Autonoma de Mexico
Studia l’incidenza della fase di unrest (come la frequenza, la natura, i prodotti) attraverso la costruzione di database, la valutazione statistica e a posteriori, l'interpretazione dei segnali di unrest degli eventi in corso e passati in America Latina e Europa. Attenzione è data anche alla definizione di concetti che sono fondamentali per la gestione delle crisi vulcaniche: fase di unrest, precursori e previsioni.

Work Package 6: Capacità di monitoraggio
Istituzione leader: Università di Leeds
Progetta sistemi di monitoraggio che integrano parametri legati alle caratteristiche fisiche del vulcano, all’attività vulcanica e alla previsione probabilistica dei fenomeni. Questi sistemi devono inoltre tener conto della localizzazione del vulcano, degli strumenti di monitoraggio locali, del budget finanziario e della cultura del luogo.

Work Package 7: Fattori di incertezza e modelli probabilistici per l'evoluzione nel breve periodo della fase di unrest vulcanico
Istituzione leader: Ingv
Identifica e quantifica i fattori di incertezza che caratterizzano gli episodi di unrest con l’obiettivo di costruire modelli probabilistici innovativi che possano tracciare in tempo reale l’evoluzione nel breve periodo dell'unrest vulcanico.

Work Package 8: Protocolli di comunicazione
Istituzione leader: Agencia Estatal Consejo Superior de Investigationes Cientificas
Altri enti partecipanti: Università di Bristol
Stabilisce buone pratiche per i protocolli di comunicazione tra gli attori nella fase di unrest focalizzandosi in particolare sul ruolo degli scienziati. Esplora i loro bisogni e i loro limiti per individuare le buone pratiche di comunicazione e informazione.

Work Package 9: Processo decisionale e gestione dell'unrest
Istituzione leader: Dipartimento della Protezione Civile
Altri enti partecipanti: Università di Bristol, Ingv
Individua chi ha le informazioni e chi prende le decisioni durante una crisi di unrest e ne stabilisce protocolli e procedure di comunicazione e scambio. Valuta gli schemi probabilistici per la previsione delle eruzioni e fornisce un’analisi costi-benefici a supporto del processo decisionale. Identifica anche le reti sociali delle comunità a rischio e le coinvolge in esercitazioni di unrest vulcanico per determinare le misure di mitigazione più idonee.

Work Package 10: Disseminazione e applicazione
Istituzione leader: Università di Bristol
Altri enti coinvolti: Agencia Estatal Consejo Superior de Investigationes Cientificas
Coordina i mezzi e gli strumenti per la disseminazione dei risultati e dei contenuti del progetto e si occupa della redazione di report scientifici sia durante sia alla fine del progetto.

Il Dipartimento è responsabile del WP9 (Processi decisionali e di gestione della fase di unrest), supportato dall’università di Bristol e dall’Ingv – Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia ed è coinvolto anche in altri moduli di lavoro.

Obiettivi principali:

- identificare i principali attori e le loro necessità durante una fase di unrest, come ad esempio la comunità scientifica e le autorità responsabili dell’assunzione di decisioni;
- valutare gli schemi probabilistici per la previsione delle eruzioni e le modalità di analisi costi-benefici e la loro possibilità di inserimento nel processo decisionale e nella catena operativa;
- realizzare esercitazioni che simulino situazioni di crisi vulcaniche su 4 vulcani scelti come test-site: Campi Flegrei, Colima, Cotopaxi e Morne aux Diables;
- sviluppare procedure e protocolli che favoriscano l’interazione tra comunità scientifica e autorità predisposte alla gestione delle crisi;
- individuare la metodologia più efficace per la gestione di una crisi vulcanica, tenendo anche conto delle esigenze delle comunità locali;
- individuare le pratiche di messa in sicurezza durante una crisi vulcanica.

Questionario. Uno degli obiettivi del Wp9 è identificare le necessità dei decision makers durante la fase di unrest vulcanico, in riferimento a quanto viene prodotto dalla comunità scientifica. Al fine di indagare questo aspetto è stato realizzato un questionario. Il questionario si articola in cinque sezioni in cui si analizzano, per ciascun decision maker individuato: bisogni, organizzazione delle diverse strutture di protezione civile, modalità di gestione del rischio vulcanico, con particolare riferimento al vulcano considerato come "test-site", e strategie di comunicazione. Tramite i partners del progetto, il questionario è stato indirizzato alle strutture dei Paesi-partner che, in caso di crisi vulcanica, hanno il ruolo di decidere cosa fare e come gestire la situazione. Una volta terminata la fase di identificazione dei bisogni, si cercherà di individuare delle possibili linee guida per la mitigazione del rischio.

Esercitazione e primo workshop di progetto - Messico, Colima. Altra attività gestita dal Dipartimento e secondo obiettivo del Wp9, è l'organizzazione di esercitazioni di progetto. Nell'ambito di questo task specifico, il Dipartimento ha elaborato il documento di impianto dell'esercitazione che è avvenuta tra il 17 e il 24 novembre 2012 sul Volcan de Fuego de Colima in Messico, in collaborazione con Unam - Universidad Nacional Autonoma de Mexico, il Cenapred-Centro Nacional Prevencion Disastres, l'Universidad de Colima e le strutture di Protezione Civile degli Stati di Colima e di Jalisco. Il 18 novembre a Colima si è svolto anche il primo workshop di progetto, per valutare lo stato dell'arte e le sfide future della ricerca sull'unrest vulcanico, a partire dai contributi delle scienze naturali e sociali e dei soggetti che non provengono dal mondo scientifico. Negli stessi giorni dell'esercitazione, a Colima si è svolta anche la settima edizione del congresso "Cities on Volcanoes", che ha visto un'ampia partecipazione dei partner del progetto di Vuelco.

Obiettivi dell'esercitazione. Il test sul Volcan de Fuego de Colima in Messico ha avuto lo scopo di osservare le modalità di gestione di una situazione di rischio vulcanico e di testare le possibilità di utilizzo dei modelli e delle procedure sviluppate nell'ambito del progetto.
L'esercitazione ha previsto la simulazione di una crisi di unrest del vulcano, dall'apparire delle prime anomalie all'aumentare delle occorrenze dei potenziali fenomeni precursori di eruzione, con lo scopo di testare le modalità di interpretazione dei segnali di monitoraggio vulcanico, la capacità di definire possibili scenari e l'efficace trasferimento delle risultanze scientifiche così determinate alle strutture di protezione civile responsabili dell'assunzione delle decisioni, tra cui quella di evacuare la popolazione più esposta al rischio.
Un'ulteriore fase ha inoltre previsto la verifica delle modalità di informazione della popolazione durante la crisi vulcanica. Le fasi delineate nell'esercitazione sono state: Analisi e interpretazione dei fenomeni precursori; elaborazione degli scenari di rischio; assunzione di decisioni; comunicazione alla popolazione; evacuazione di un villaggio esposto; debriefing.

Partecipanti. Hanno partecipato all'iniziativa diverse istituzioni e gruppi di ricerca scientifica messicani tra cui: il Sistema nazionale di protezione civile del Messico (Sinaproc), quelli dello Stato di Colima e di Jalisco, il Centro Nazionale per la Prevenzione dei Disastri (Cenapred), l'università nazionale autonoma del Messico (Unam) e quella di Colima, l'Osservatorio vulcanologico di Colima e il Comitato scientifico per il Colima Vulcano.Tra le istituzioni e gli enti internazionali, sono stati coinvolti nell'esercitazione per l'Italia il Dipartimento della protezione civile e l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, per la Spagna l'Agenzia statale Consiglio superiore per le investigazioni scientifiche (Csic corrispondente al CNR italiano), per la Germania l'Università di Monaco Ludwig Maximilian (Lmu), per la Francia il Centro nazionale di ricerca scientifica (Cnrs, analogo francese del CNR italiano), per l'Ecuador l'Istituto geofisico della Scuola nazionale politecnica (Igepn), per Trinità e Tobago il Centro di ricerca scientifica - Università del West indies (Src-uwi) e per il Regno Unito le Università di Bristol e Leeds.

Risultati. L'esercitazione è stata pensata per verificare metodi, modelli, protocolli e procedure, messe a punto nell'ambito del progetto. Essendo passato soltanto un anno dal suo avvio, è stato possibile testare solo alcuni prodotti di nuova realizzazione, tra cui l'applicazione di modelli previsionali probabilistici, parzialmente sviluppati all'interno del progetto.
Per la componente scientifica messicana e per quella europea, l'esercitazione è stata un'occasione importante per osservare le diverse modalità di analisi, valutazione e di interpretazione dei fenomeni e della percezione del rischio. Per la Protezione Civile locale è stata infine un'opportunità per testare il proprio Piano operativo e le relative procedure: dall'allertamento al trasferimento di una parte della popolazione in una struttura di accoglienza militare.
Al termine dell'esercitazione è stata avviata una raccolta di dati, informazioni, commenti e suggerimenti sulla gestione delle varie fasi della simulazione, che saranno sintetizzate e analizzate in un documento di debriefing dell'esercitazione.

Protocolli di comunicazione. Il Dipartimento sta inoltre seguendo le ricerche condotte dall'Università di Bristol, che hanno lo scopo di studiare la percezione del rischio e individuare le possibili strategie di comunicazione per informare e sensibilizzare la popolazione sul rischio vulcanico in caso di crisi. In questa prima fase l'Università di Bristol sta conducendo un'indagine in Ecuador per identificare le reti di fiducia locali. I risultati di quest'analisi saranno poi estesi e adattati alle varie realtà sociali.
Nell'ambito del Wp8 il Dipartimento sta collaborando con il Csic di Barcellona alla individuazione delle modalità di trasferimento di dati e informazioni dalla comunità scientifica responsabile del monitoraggio e dell'interpretazione dei fenomeni alle autorità responsabili dell'assunzione di decisioni.

Secondo workshop di progetto - Italia, Roma. Il 7 e l'8 novembre 2013 a Roma, il Dipartimento della Protezione Civile ospiterà il secondo workshop del progetto Vuelco dal titolo "Scientific advice, decision-making, risk communication" che rappresenta la prosecuzione del primo meeting che si è svolto a Colima (Messico) nel novembre 2012. Le giornate di studio intendono focalizzarsi sull'interazione e la comunicazione fra scienziati, decision-makers e popolazioni, e sulle modalità di assunzione delle decisioni durante la fase di unrest vulcanico. Il workshop è quindi un'occasione per conoscere e condividere le esperienze che diversi Paesi del mondo hanno sviluppato su questi temi e per delineare possibili best-practices.

Il presupposto da cui nasce questa iniziativa è che negli ultimi anni sia cresciuto enormemente lo sviluppo delle conoscenze scientifiche, insieme alla disponibilità di informazioni; di conseguenza, è cresciuta anche l'aspettativa da parte dei media e della popolazione di ottenere dalla comunità scientifica previsioni certe, associate a una completa trasparenza delle valutazioni e a una trasmissione immediata delle informazioni. È per rispondere a queste aspettative che in questo workshop esponenti nazionali e internazionali della comunità scientifica e della protezione civile si interrogano sui processi di trasmissione delle conoscenze acquisite, nonostante i limiti delle stesse e le incertezze a queste associate. L'interazione fra scienziati e decision-makers è un processo che va costruito nel tempo, passo dopo passo, per arrivare a far sì che chi assume decisioni per conto di una comunità, abbia la piena cognizione delle situazioni. Al contempo, per rispondere alle richieste di trasparenza da parte della popolazione, i decision-makers sono chiamati a stabilire delle procedure di assunzione delle decisioni, per quanto possibile, oggettive e condivise. In questo processo, è inoltre necessario che anche le comunità esposte al rischio siano rese pienamente consapevoli delle situazioni di rischio a cui sono soggette. È per questo motivo che devono essere realizzati percorsi di formazione e informazione, che non siano limitati alle sole fasi di crisi ma che siano inseriti nell'ambito di strategie di lungo periodo.