1 marzo 2008

Programma Euromed (versione inglese)

Il Programma euro-mediterraneo per la prevenzione, la preparazione e la risposta ai disastri naturali e provocati dall’uomo

Il Programma euro-mediterraneo per la Prevenzione, la Preparazione e la Risposta ai Disastri Naturali e provocati dall’uomo (Prevention, Preparedness and Response to Natural and Man-made Disasters - PPRD South).

La cooperazione euro-mediterranea nel campo della Protezione Civile è iniziata nel 1998, nel quadro del Processo di Barcellona (vedi descrizione sotto), con due programmi finanziati dall’Unione europea: un Programma Pilota di 5 anni (1998-2004) guidato da Italia ed Egitto e il Programma “Bridge” (2004-2008) che ha contribuito a preparare il terreno al PPRD South.

Il nuovo programma euro-mediterraneo per la Prevenzione, la Preparazione e la Risposta ai Disastri Naturali e provocati dall’uomo (PPRD South), iniziato a marzo del 2009, mira a consolidare l’esperienza dai due programmi precedenti e ad avvicinare i paesi partner al Meccanismo europeo di protezione civile. In particolare, il programma PPRD South aspira a favorire la costruzione nell’area mediterranea di una cultura condivisa di protezione civile fondata sulla prevenzione dei disastri piuttosto che sulla risposta.

Questa terza fase del Programma è gestita da un consorzio guidato dal Dipartimento della Protezione Civile Italiana e comprende la Strategia Internazionale per la Riduzione dei Disastri delle Nazioni Unite e le Autorità nazionali per la Protezione civile di Francia, Egitto e Algeria. I paesi beneficiari del Programma erano inizialmente l’Algeria, l’Egitto, Israele, la Giordania, il Libano, il Marocco, l’Autorità Palestinese, la Siria e la Tunisia. In seguito è stato esteso anche ad Albania, Bosnia Erzegovina, Croazia, Montenegro e Turchia. Libia e Mauritania sono paesi osservatori.

Gli Obiettivi del Programma
L’obiettivo del programma PPRD South è di contribuire al miglioramento delle capacità di prevenzione, preparazione e risposta ai disastri a tutti i livelli: internazionale, nazionale e locale.
Quest’obiettivo viene perseguito attraverso quattro linee di attività nel corso dei tre anni di durata del Programma:

  • Valutazione del rischio – promuovendo lo sviluppo di strumenti di gestione del rischio come analisi del rischio, mappe del rischio, manuale operativo di protezione civile;
  • Prevenzione e preparazione – organizzando seminari di formazione, visite di studio e assistenza tecnica e sensibilizzando le parti coinvolte sulla creazione delle piattaforme nazionali per la riduzione del rischio e promuovendo un più alto livello di cooperazione regionale;
  • Risposta – contribuendo al miglioramento della copertura e del coordinamento dei sistemi di allerta esistenti e dei relativi centri operativi e realizzando esercizi di simulazione;
  • Informazione e comunicazione – migliorando il livello di informazione e aumentando la consapevolezza delle popolazioni dei paesi coinvolti su esposizione al rischio, strumenti di prevenzione e di risposta.

Per informazioni: info@euromedcp.eu

Processo di Barcellona
Avviato nel 1995 a seguito della dichiarazione di Barcellona, il Processo di Barcellona, o partenariato euro-mediterraneo, costituisce la politica dell'Unione europea nei confronti dei paesi mediterranei. Questo partenariato mira a rafforzare i legami fra l'Unione e i paesi partner, favorendo al contempo la pace e la stabilità nella regione e perseguendo un dialogo politico nel rispetto dei valori comuni condivisi dalle varie parti, quali la democrazia e lo stato di diritto.

EUROMED ovvero il Partenariato euro-mediterraneo
Nel 2008 l’iniziativa scaturita dal Processo di Barcellona si è evoluta nell’Unione per il Mediterraneo. Quest’ultima rappresenta un’opportunità di rendere più concrete le relazioni tra l’Unione europea e i suoi Paesi Partner della sponda sud e ovest del Mediterraneo grazie all’inizio di nuovi progetti regionali e sub-regionali con ripercussioni più visibili sugli abitanti della regione mediterranea. I progetti riguardano aree quali l’economia, l’ambiente, l’energia, la salute, l’immigrazione e la cultura.