Dettaglio Approfondimenti

Rifugiato

La Convenzione di Ginevra del 1951 definisce il rifugiato come colui che per fondato timore di essere perseguitato per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale od opinione politica, si trovi fuori dal territorio del Paese di origine o di residenza abituale e non possa o non voglia avvalersi della protezione di questo Paese o non possa o non voglia tornarvi a causa di questo timore.
Il riconoscimento dello status giuridico di rifugiato è attuato dai Governi che hanno firmato la Convenzione o dall’UNHCR – Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati.

I rifugiati riconosciuti tali dalla Commissione Territoriale ottengono un permesso di soggiorno per asilo avente durata quinquennale e rinnovabile ad ogni scadenza, e sono equiparati ai cittadini italiani per quanto riguarda i diritti normativamente garantiti, tra cui: il medesimo trattamento in materia di lavoro, l’accesso al pubblico impiego, il diritto al ricongiungimento familiare, all’assistenza sociale, all’assistenza sanitaria, all’istruzione pubblica, ad avere il documento di viaggio, alla libera circolazione all’interno del territorio dell’Unione europea per un periodo non superiore a 3 mesi e a chiedere la cittadinanza italiana dopo 5 anni di residenza in Italia.

Spesso il concetto di rifugiato viene con quello di profugo, termine usato per indicare genericamente chi si è allontanato dal Paese di origine per le persecuzioni o per una guerra. Ciò che in questo caso caratterizza e differenzia il rifugiato è l'aver ricevuto dalla legge dello Stato che lo ospita (o dalle convenzioni internazionali) questo status.