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La missione umanitaria in Libano

24 luglio 2006

 

Il Governo Italiano ha effettuato una prima missione umanitaria a Beirut, in Libano, che si è conclusa 24 luglio 2006.
La missione a Beirut, che è stata organizzata e coordinata dal Dipartimento della Protezione Civile, ha inaugurato l’apertura del corridoio umanitario ed ha consentito, nella giornata di domenica 23 luglio, lo sbarco nel porto della capitale libanese di circa 80 tonnellate di beni di pronto soccorso. L’operazione concepita e realizzata in stretto coordinamento con il Ministero degli Affari Esteri ha visto la partecipazione della Direzione generale della cooperazione allo sviluppo del MAE, della Croce rossa italiana e di un funzionario della Regione veneto in rappresentanza degli assessori regionali alla Sanità.
L’intera operazione è stata resa possibile grazie al contributo della Marina italiana che ha messo a disposizione la Motonave San Giorgio e la Fregata Aliseo.

La nave San Giorgio è stata caricata nel porto di Brindisi di beni di primo soccorso: farmaci, alimenti per l’infanzia, beni per l’igiene personale, generatori di corrente, purificatori di acqua, materiale messo a disposizione dalla Cooperazione Italiana del MAE e dal Dipartimento della Protezione Civile. Oltre a questi beni, la Croce Rossa Italiana ha reso disponibili alcuni mezzi necessari per emergenze sanitarie (2 ambulanze) ed attrezzature logistiche. Il trasferimento verso Beirut degli aiuti umanitari si è svolto senza particolari complicazioni, pur essendo costretti a rispettare le rigorose regole di ingresso in un territorio coinvolto in un conflitto armato. Nel porto di Beirut la Motonave San Giorgio era attesa dall’Ambasciatore Italiano in Libano Franco Mistretta e dal Generale Raad, Segretario Generale dell’Alto Comitato per il Soccorso, incaricato dal Presidente Libanese Sinora di seguire le operazioni di aiuto umanitario per la popolazione civile coinvolta nel conflitto.

Nelle poche ore consentite dalla sosta della San Giorgio nel porto di Beirut, il Team della Protezione Civile ha potuto visitare le strutture di coordinamento ed i depositi dove verranno stoccati i beni inviati dalla comunità internazionale.
La breve visita ha consentito di verificare le limitate capacità di gestione dell’emergenza umanitaria da parte delle autorità libanesi, e l’impreparazione delle autorità locali di gestire in modo corretto un complesso sistema di distribuzione e controllo degli aiuti umanitari che, presumibilmente, arriveranno massicci nelle prossime settimane.

I materiali trasportati sono stati scaricati nei depositi del porto, mentre le due ambulanze sono state prese in carico dalla Croce Rossa Libanese con l’impegno di utilizzare i veicoli solo nell’area della capitale Beirut.
A riprova delle precarie condizioni di sicurezza è da rilevare che, non appena la motonave San Giorgio ha lasciato il porto di Beirut, nella parte sciita della capitale libanese sono ripresi i bombardamenti, ben visibili ed udibili dalla motonave stessa.

Nel quadro della stessa operazione due funzionari della Protezione Civile sono rimasti a Cipro per supportare le attività della nostra Ambasciata nelle operazioni di rimpatrio di concittadini italiani e di cittadini provenienti da paesi dell’Unione Europea.
Uno dei due funzionari è stato peraltro incaricato dalla Commissione Europea di coordinare il team della Protezione Civile Europea che resterà posizionato a Cipro per tutto il periodo necessario al completamento delle operazioni di rimpatrio dei cittadini europei e di apertura del corridoio umanitario verso il Libano.Cipro è considerata una base strategica per il futuro corridoio umanitario qualora i porti libanesi non fossero accessibili a causa dei bombardamenti che stanno già devastando le infrastrutture portuali e le reti di comunicazione di tutto il Paese.

Il Dipartimento della Protezione Civile insieme alle istituzioni nazionali competenti per le emergenze umanitarie operano un costante monitoraggio della situazione pronti ad eventuali ulteriori azioni.