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Ipcam 2, volontari tunisini “a scuola” di protezione civile

12 aprile 2019

L’attività, curata dal Dipartimento della Protezione civile, fa parte delle attività previste dal progetto finalizzate all’integrazione dei volontari nel sistema tunisino

 

IPCAM 2 - Formazione volontari tunisini

Migliorare le capacità nazionali di risposta alle catastrofi per assicurare una protezione efficace della popolazione in Tunisia, in particolare nei governatorati di Tunisi, Bizerte, Mahdia, Nabeul e Jendouba. È l’obiettivo principale del progetto Increasing Preparedness Capacities Across the Mediterranean (IPCAM 2), nell’ambito del quale si é svolto a Tabarka (Tunisia) dall’8 aprile a oggi un corso di formazione riservato ai volontari di protezione civile locale.

Il progetto Ipcam2, che vede il Dipartimento della Protezione Civile Italiana come leader e come partner l’Ufficio Nazionale di Protezione Civile della Tunisia (ONPC), l’Agenzia Federale Tedesca per l’Assistenza Tecnica (THW) e l’ Ufficio Federale Tedesco di Protezione Civile e Assistenza in caso di calamità (BBK), ha la durata di 30 mesi e si concluderà il prossimo mese di giugno.Ipcam è co-finanziato dalla Commissione europea - DG ECHO.

Con il motto «Travailler ensemble pour une Tunisie plus préparée», Ipcam si fonda su 4 pilastri finalizzati a sostenere:

  • lo sviluppo delle capacità di coordinamento interistituzionale per una una migliore preparazione della gestione delle catastrofi;
  • la formulazione della domanda di assistenza internazionale  rivolta al meccanismo unionale di protezione civile;
  • la gestione delle informazioni a sostegno del processo decisionale;
  • l’integrazione dei volontari nel sistema tunisino.

In quest’ultimo ambito si inseriscono le 4 giornate di Tabarka durante le quali circa 40 volontari di protezione civile tunisini hanno partecipato alle attività di formazione organizzate dal Dipartimento della Protezione civile italiana. In particolare, ai volontari - dopo una presentazione del Sistema italiano al quale è seguita una comparazione con quello tunisino - è stata illustrata la campagna di sensibilizzazione sulle buone pratiche di protezione civile “Io non rischio”.

Teoria ed attività pratiche hanno impegnato i volontari tunisini che hanno apprezzato in particolare l’attività messa in campo dal Dipartimento in merito a “Io non rischio”: dall’organizzazione generale della campagna, alla creazione ed uso dei materiali, passando per la comunicazione della stessa sul web e sui social fino ad arrivare alle attività pratiche relative alla gestione dei materiali dei gazebo delle piazze. Tanta attenzione è stata riservata dai partecipanti agli aspetti riguardanti il mondo del volontariato italiano.

Momenti dell'Intervista al Colonello
Di seguito, pubblichiamo l'intervista al 
Colonnello maggiore Moez Ben Khalifa, responsabile dell’Ufficio formazione della popolazione e dei volontari della Protezione civile tunisina.

Lo scambio ha avuto l'obiettivo di approfondire la conoscenza del sistema di protezione civile tunisino, i rischi del territorio, l'organizzazione del volontariato, i progetti per la diffusione della conoscenza di protezione civile e le attività di comunicazione. 

 

In questi giorni ho notato che il Sistema di protezione civile italiano dedica tanto spazio alla previsione e prevenzione. Sarebbe interessante sviluppare questi aspetti anche nelle attività di quello tunisino e, grazie ad IPCAM, siamo partiti con dei progetti pilota.

Del Sistema italiano trovo molto interessante la preparazione della gestione delle crisi e il rapporto con la popolazione che funziona in modo naturale e strutturato, potremmo approfondire e sviluppare questi aspetti anche da noi e l’ONPC potrebbe adottarli integrando le specificità italiane.

I due rischi che interessano il territorio tunisino sono quello idrogeologico e incendi boschivi.

Gli eventi che hanno coinvolto la Protezione civile tunisina riguardano gli incendi boschivi del 2017 che colpirono tanti governatorati del nord ovest del Paese, tra i quali Jendouba. Ci furono foreste completamente distrutte e gravi danni ambientali, per fortuna senza perdite umane. Nella lotta contro questi incendi fu coinvolta la maggior parte dei governatorati tunisini i quali misero a disposizione uomini e mezzi.

Per quanto riguarda il rischio idrogeologico quelle che si ricordano maggiormente furono le alluvioni del 1969 che interessarono tutto il territorio nazionale e causarono tante vittime. Dal 2000 le alluvioni sono sempre più frequenti e violente e preoccupano molto le autorità tunisine.

Il ruolo del volontariato è sempre più importante nel sistema tunisino e dal 2012 è diventato sempre più stabile e strutturato grazie ai programmi di cooperazione tunisino-tedeschi con THW. Abbiamo sviluppato un potenziale di volontariato sempre più importante e strutturato in modo da poterli integrare nel sistema di protezione civile. È una scelta strategica voluta dall’ONPC, infatti organizziamo stage specifici per sviluppare le competenze dei volontari. I volontari sono impegnati nelle azioni pianificate della protezione civile come assicurare la sorveglianza durante le manifestazioni sportive e culturali di massa; un’altra attività operativa alla quale i volontari partecipano è quella sulle ambulanze nell’ambito dell’iniziativa “Vacanze in sicurezza”, infine, anche se non in prima battuta, sono chiamati a supportare le azioni della PC tunisina durante le emergenze. Partecipano infine alle sessioni di sensibilizzazione che organizziamo per i professionisti. La protezione civile tunisina cerca di integrarli sempre di più nel sistema.

C’è la volontà di strutturare progetti per la diffusione delle buone pratiche di protezione civile, per ora lo facciamo in maniera decentralizzata, il nostro desiderio è di strutturarla di più e a livello nazionale grazie al progetto IPCAM. Sul tema dell’autoprotezione siamo attivi localmente come ad esempio a Jendouba con attività di sensibilizzazione porta a porta prima del periodo delle piogge. Con l’avvicinarsi dell’estate e quindi quando è maggiore il rischio di incendi boschivi collaboriamo con il ministero dell’Agricoltura nell’informazione diretta agli agricoltori e agli abitanti delle zone boschive.

La Protezione civile tunisina ha un sito web con un’equipe che lavora per l’aggiornamento costante e che è impegnata a renderlo sempre più interattivo. Non abbiamo una pagina Facebook ma diamo le informazioni al Ministero dell’Interno che ne ha una sua e diffonde i nostri contenuti.