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Giornata mondiale della meteorologia

22 marzo 2019

Al centro dell’edizione 2019 “Il sole, la terra e il tempo”

 

Giornata Mondiale della Meteorologia 2019Il 23 marzo è la Giornata mondiale della meteorologia. In questa data, celebrata ogni anno da tutti gli Stati membri, è entrata in vigore la convenzione che, 69 anni fa, ha istituito l’Organizzazione  Meteorologica Mondiale (OMM).

Ogni anno, l’Organizzazione  Meteorologica Mondiale stabilisce un tema per la Giornata mondiale che, per il 2019, è "Il sole, la terra e il tempo".

Petteri Taalas, Segretario generale dell’OMM, ha sottolineato come i cambiamenti climatici abbiano portato a un aumento degli eccessi di calore e di nuovi record di temperatura, a livello locale, nazionale, regionale e globale. 

I modelli climatici prevedono un aumento della temperatura media nella maggior parte delle regioni terrestri e oceaniche, estremi caldi nella maggior parte delle regioni abitate, forti precipitazioni in diverse regioni e la probabilità di siccità e deficit delle precipitazioni in alcune regioni.

Si prevede che i rischi legati al clima per la salute, i mezzi di sussistenza, la sicurezza alimentare, l'approvvigionamento idrico, la sicurezza umana e la crescita economica aumenteranno con il riscaldamento globale.

Comprendere in che modo il Sole influenzi i fenomeni meteorologici e climatici è quindi fondamentale per la missione principale dell' Organizzazione  Meteorologica Mondiale di costruire società resilienti.
 

Tema questo che è stato al centro del dibattito anche nel corso del Forum Europeo per la riduzione del rischio di disastri, evento di alto livello realizzato sotto la Presidenza italiana, organizzato a Roma lo scorso novembre dal Dipartimento della Protezione Civile e promosso dall’Ufficio delle Nazioni Unite per la riduzione dei rischi di catastrofi.

In particolare, il Forum è stato occasione per discutere dell’implementazione di quanto stabilito dal Quadro di Sendai in coerenza all’Accordo di Parigi sul cambiamento climatico e tra i temi emersi si è imposta l’importanza di ridurre il divario tra le politiche di protezione civile e le persone, preparando la popolazione ai rischi possibili legati al cambiamento climatico.

In un quadro del genere, la resilienza delle città è chiaramente importantissima per garantire l’implementazione degli accordi. L’adozione delle strategie anche a livello locale consentirà infatti il raggiungimento degli obiettivi prefissati e un coordinamento coerente e uniforme di queste politiche da parte delle Istituzioni.

E proprio questo tema è stato al centro della giornata “Rendere operativa la resilienza delle città in una strategia di rete”, che si è svolta in Dipartimento lo scorso 15 marzo per fare il punto sul supporto ai territori nelle politiche per la riduzione dei rischi e per presentare alcune delle buone pratiche messe in campo da città italiane resilienti.

Campagne internazionali come “Making Cities Resilient”, lanciata nel 2010 dall’UNISDR e programmi come “100 resilient cities”, promosso dal 2013 dalla Rockfeller Foundation, puntano a supportare i Governi locali e le municipalità nel diventare più resilienti valorizzando il ruolo fondamentale della comunicazione tra l’amministrazione, il sistema di protezione civile e i cittadini. Per l’Italia, “Making Cities resilient” conta attualmente sull’adesione di 147 città, cui si aggiungono Roma e Milano per il programma “100 resilient cities”.