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Borrelli: lavoriamo per utilizzare al meglio i fondi europei sulla riduzione dei rischi

24 gennaio 2019

A Roma nella sede del CNR la presentazione delle attività del PON Governance del Dipartimento in collaborazione con l’Agenzia della Coesione e le Regioni interessate

 

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“Nel prossimo futuro il tema dell’utilizzo dei fondi europei nell’ambito dello sviluppo della governance della riduzione dei rischi sarà sempre più importante nell’azione del Dipartimento della Protezione Civile. Il nostro impegno, che si snoda in stretta collaborazione con il Governo, con l’Agenzia della Coesione, le componenti e strutture operative del sistema coinvolte, in particolare con i Centri di competenza e naturalmente con le Regioni dove i benefici di questo lavoro si vedranno nella realtà sarà quotidiano. Il lavoro si concentrerà sull’elaborazione di standard minimi, sull’emanazione di linee guida, ricordo quelle sulla microzonazione sismica, ma stiamo lavorando anche sui rischi idrogeologici. Le Regioni su cui si sta concentrando il lavoro sono Sicilia, Calabria, Campania, Puglia e Basilicata, ma l’obiettivo è allargare il lavoro a tutto il territorio nazionale”.

Con queste parole il Capo  Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, ha aperto i lavori dell’appuntamento annuale “Protezione civile: verso una governance più forte per la riduzione del rischio”, organizzato per la comunicazione dei risultati dei lavori nell’ambito del PON Governance e Capacità Istituzionale 2014-2020.

E’ intervenuto, tra gli altri, anche il Sottosegretario alla Pubblica Amministrazione, Mattia Fantinati che ha assicurato che il tema dei rischi è molto caro al Governo: “Stiamo parlando – ha aggiunto - di numeri rilevanti. Il rischio idrogeologico costa al nostro paese circa 3,5 miliardi l’anno. C’è un’evidente spirale negativa da interrompere. Non vogliamo più vittime innocenti per frane o altri eventi calamitosi. Non vogliamo un’altra Rigopiano. Il Governo sta correndo ai ripari. Lo dimostra l’azione del Ministro Costa che sta approntando un “Piano Marshall” da 6,5 miliardi contro il dissesto idrogeologico. Non solo, stiamo lavorando anche nei tavoli europei per scorporare i fondi per la lotta al dissesto idrogeologico dal rapporto deficit-pil. Possiamo garantire che lavoreremo per sviluppare un efficace monitoraggio sui fondi europei per poterli investire al meglio perché possano corrispondere alle esigenze del territorio”. 

La due giorni di lavori, che si tiene oggi e domani nell’Auditorium del CNR a Roma, è l’occasione per il fare il punto della situazione dei lavori sul programma del Dipartimento della Protezione Civile che intende migliorare le strategie per la riduzione dei rischi idrogeologico e sismico ai fini di protezione civile, rafforzando la cooperazione tra i diversi livelli di governo, le capacità e le competenze dei territori coinvolti nel progetto.

I fondi europei dedicati al programma ammontano a 11,4 milioni di euro e le attività principali si concentrano sulla definizione ed applicazione del progetto standard, cioè di obiettivi, linee guida e procedure finalizzati alla riduzione del rischio. 
La standardizzazione dei progetti permette di collaborare in sinergia tra i diversi livelli di governance per il territorio convergendo sulle finalità di prevenzione in maniera sempre più efficiente ed efficace. 

Il progetto standard è articolato in più sezioni tra loro coerenti e correlate: analisi dei fabbisogni e individuazione dei contesti territoriali, analisi del rischio e definizione dei relativi scenari, analisi ed eventuale aggiornamento dei piani di emergenza, valutazione dell’operatività del sistema di risposta in caso di emergenza, programmazione degli interventi per mitigare le condizioni di rischio e migliorare l’operatività del sistema di gestione dell’emergenza, valutazione dell’efficacia degli interventi. Ai singoli contesti territoriali viene assegnata una classe specifica al completamento di ciascuna fase.

Il Programma prevede, infine, che le attività siano oggetto di monitoraggio e che, nel loro svolgimento, le Regioni siano supportate e affiancate da una struttura appositamente istituita e da soggetti altamente qualificati individuati con procedure di gara.

In chiusura dei lavori della mattina, il Direttore dell’Ufficio Promozione e integrazione del servizio nazionale del Dipartimento della Protezione civile, Agostino Miozzo, ha specificato lo spirito e gli obiettivi del lavoro: “il Programma ci permette di operare e approfondire le modalità di intervento sulla fase della prevenzione. La Protezione Civile italiana è ormai da diversi anni un’eccellenza mondiale nell’ambito della risposta all’emergenza e degli interventi di messa in sicurezza e di assistenza alla popolazione. Le politiche nazionali sulla riduzione del rischio, declinate anche a livello locale, che verranno implementate anche da questo Progetto, si concentrano sullo sviluppo dei piani comunali di protezione civile. In termini quantitativi abbiamo raggiunto buoni risultati. Quasi il 90% dei Comuni ha il proprio piano. E’ sul fronte della qualità che ancora dobbiamo migliorare. Il piano comunale non è solo un fascicolo da archiviare nella documentazione del Comune. Il piano è conoscenza del rischio, organizzazione, condivisione e partecipazione della cittadinanza. L’altra tematica principale è lo sviluppo ulteriore della formazione. Vogliamo portare la cultura della protezione e la conoscenza dei rischio nelle scuole perché è lì che si crea il nostro futuro e le prossime generazione devono essere pronte ad affrontare i tanti rischi che interessano il paese e devono essere consapevoli dell’importanza della prevenzione”.

Per ulteriori approfondimenti sul Progetto si rimanda al dossier pubblicato lateralmente in questa pagina.