Dettaglio News

"Culture cannot wait", obiettivo protezione e salvaguardia del patrimonio culturale

18 marzo 2019

Al via il progetto sostenuto dalla Commissione Europea e da Italia, Francia, Spagna e Turchia tra i paesi più ricchi di beni culturali esposti al rischio delle calamità naturali

 

«La sfida della protezione e del recupero dei beni culturali danneggiati in seguito a grandi calamità naturali unita alla salvaguardia dei monumenti che insistono in territori esposti ai diversi rischi è decisiva. Perchè i beni culturali sono il cardine della nostra identità di popoli. Il progetto "Culture cannot wait" che sarà realizzato da Italia, Francia, Spagna e Turchia, Paesi che ospitano la maggior parte dei siti nominati Patrimonio dell'umanità dall'Unesco, va proprio in questa direzione. 

Si tratta di organizzare al meglio, e tempestivamente, in ambito europeo, la protezione dei beni culturali utilizzando le migliori "best practice" già testate dai diversi paesi». 
Con queste parole Agostino Miozzo, Direttore dell'Ufficio promozione del servizio nazionale di protezione civile del Dipartimento ha dato il via ai lavori del "kick-off" del progetto europeo "Culture cannot wait" incentrato sulla tutela dei beni culturali colpiti o danneggiatio danneggiati da calamità naturali che si terranno nella sede del Dipartimento della Protezione civile nella giornate di oggi e di domani.

Il Progetto, finanziato per un totale di circa 800mila euro con una partecipazione importante della Commissione europea, sarà realizzato nei prossimi due anni, da un Consorzio di enti e organizzazioni che opererà sotto la supervisione della Direzione generale che sovrintende alla Protezione civile e alle operazioni di aiuto umanitario della Commissione europea (DG Echo). 

Il consorzio, guidato dal Dipartimento della Protezione civile, è composto dal Ministero dell'Interno francese (Direzione Generale Protezione Civile e Gestione delle crisi), dal Ministero della Cultura e del Turismo della Regione Castilla y León per la parte spagnola, dalla Autorità per la gestione dei disastri e delle emergenze della Turchia, dall'ICCROM, il Centro internazionale di studi per la conservazione ed il restauro dei beni culturali di Roma, e infine dalla Fondazione Villa Montesca, partner amministrativo e finanziario del progetto.

Da parte italiana è previsto un importante contributo di tutte le realtà che si occupano di tutela del patrimonio culturale tra cui il Ministero per i beni e le attività culturali, il Nucleo tutela del patrimonio culturale dell'Arma dei Carabinieri e dal Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco e alcune organizzazioni di volontariato.

L'esperienza dei terremoti che hanno colpito soprattutto l'Italia negli ultimi decenni, dall'Irpinia nel 1980, all'Umbria e le Marche nel 1997, fino a L'Aquila 2009, Emilia 2012 e Centro Italia 2016-17 sono state occasioni importanti per sviluppare un know how dedicato alla protezione e alla salvaguardia dei beni culturali in emergenza. Sono quindi oggi disponibili nel nostro Paese delle "best practice" utilissime da mettere a disposizione, valorizzare e implementare nel prossimo futuro.

Obiettivi del progetto "Culture cannot wait" sono infatti la promozione del dialogo sulla protezione del patrimonio culturale tra i sistemi di protezione civile dei diversi paesi e inserirlo nell’agenda dei prossimi meeting europei. Facilitare la cooperazione e il coordinamento tra gli le istituzioni di protezione civile e quelle preposte alla tutela dei beni culturale. Definire una metodologia europea e delle procedure operative per la protezione del patrimonio culturale in emergenza. 
Il lavoro infine sarà rivolto alla creazione di un modello di intervento composto da team di professionisti con diverse specializzazioni che possano intervenire in Europa e nel mondo a supporto dei Paesi colpiti da disastri per la messa in sicurezza del patrimonio culturale.