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“Cultura è…protezione civile”, il progetto per una scuola parte attiva del Sistema

14 ottobre 2019

La Settimana nazionale della Protezione civile ospita il ministro Lorenzo Fioramonti 

 

«È un piacere inaugurare con voi la Settimana nazionale della Protezione civile, grande momento di riflessione su come si fa cittadinanza attiva e su come si crea il tessuto sociale che rende un Paese degno di essere chiamato vera comunità nazionale». Con queste parole il Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Lorenzo Fioramonti, ha aperto oggi l’incontro “La protezione civile nelle scuole” presso l’auditorium Elio Di Cicco nella sede del Dipartimento di Via Vitorchiano.

L’iniziativa di oggi, si inserisce nell’ambito del progetto “Cultura è…protezione civile” nato dopo l’accordo tra Protezione Civile e Miur finalizzato a sviluppare progetti sul tema dell’autoprotezione, interventi sistematici negli istituti e continuità nella formazione dopo situazioni emergenziali. Obiettivi: progettare percorsi di formazione che si inseriscano con sistemicità nelle scuole di ogni ordine e grado e mettere in campo azioni a favore della popolazione scolastica per tornare nel minor tempo possibile alle normali condizioni di vita dopo un’emergenza e, dalla scuola, far ripartire le comunità colpite.

«Il Paese non lo fa la geografia ma le persone che ci vivono e la storia della Protezione civile è nobile perchè nasce dalle emergenze, da situazioni di difficoltà per la gente», ha ricordato il ministro, «momenti nei quali si capisce che ci si aiuta tra pari e non solo con interventi che arrivano dalle forze dello Stato. Siamo tutti parte di un tessuto sociale e nelle difficoltà ci rimbocchiamo le maniche perché ci scopriamo cittadini e la capacità di lavorare insieme rende grande un Paese».

La Protezione civile italiana, ha ricordato Fioramonti, ha dimostrato sempre grandissimi livelli di professionalità e di capacità di intervento nei momenti più tragici della nostra storia e, «continua a ricordarci ogni giorno che c’è un elemento di “protezione civile” in tutti noi».

Il ministro Fioramonti ha poi sottolineato il ruolo delle scuole, «unità viventi di un territorio e cuore pulsante delle comunità. Quando viene a mancare la scuola la comunità muore, viene a mancare la forza e l’energia perché lì ci sono i più giovani e i più fragili: i bambini. Nei momenti di difficoltà è la scuola che riporta la comunità in piedi e gli dà la forza di poter reagire». 

Durante il terremoto che colpì la citta di L’Aquila e le scuole furono rase al suolo, ha ricordato il ministro, «furono proprio gli insegnanti nelle primissime ore dell’emergenza, attraverso l’attività scolastica, a portare subito i loro territori a vivere, perché quando manca la scuola la comunità muore e dare ai bambini una continuità emozionale significa dare una speranza a tutta la collettività. Nei momenti di difficoltà la scuola riporta una comunità in piedi e dà ai cittadini la forza di reagire», ha concluso Fioramonti.

Abbiamo costituito un nucleo operativo con il Miur che si sta specializzando nella gestione delle problematiche che derivano da eventuali eventi calamitosi, ha poi sottolineato il Capo Dipartimento della Protezione civile, Angelo Borrelli «e che deve lavorare per garantire la continuità didattica nelle scuole e per ridurre al minimo il tempo, in situazioni emergenziali, che l’attività di insegnamento avvenga in strutture provvisorie. Altro compito del gruppo di lavoro sarà quello di realizzare uno specifico piano nell’ambito dell’offerta formativa per insegnare la cultura della prevenzione, attività che si è rafforzata con l’introduzione di una norma che prevede lo studio della protezione civile nell’ambito dell’insegnamento dell’educazione civica». 

Saremo a fianco del Miur, ha annunciato Borrelli, anche per realizzare un testo scolastico dedicato alla protezione civile, che sia uno strumento di riferimento per i docenti nell’insegnamento della protezione civile che è uno dei temi che la nuova legge ha previsto nel reinserire l’educazione civica come materia.

Poter inaugurare con il Miur la Settimana nazionale della Protezione civile è uno stimolo per noi a ricordarci sempre che dobbiamo lavorare per la prevenzione e la cultura del territorio, ha sottolineato il Direttore Generale Promozione e Integrazione del Servizio Nazionale del Dipartimento, Agostino Miozzo, e questo impegno «non può prescindere dalla scuola e dai momenti educativi. Siamo molto soddisfatti del percorso avviato dieci mesi fa con il Miur, perché la continuità didattica – insieme a quello del lavoro – sono le priorità assolute se non vogliamo che i territori colpiti da emergenze vengano abbandonati».

Al termine della mattinata, sono stati consegnati alla presenza del Direttore Generale per lo Studente, l’Integrazione e la Partecipazione del Miur, Giovanna Boda, gli attestati ai docenti e dirigenti scolastici che costituiscono il Nucleo operativo per l’emergenza scolastica previsto dal protocollo Miur/Dipartimento della Protezione civile.

Il ministro si è poi intrattenuto con gli studenti del Polo Tecnologico Tommaso Salvini di Roma che lo hanno accompagnato nel cuore operativo del Dipartimento, le sale dove si lavora insieme con competenza e partecipazione nei momenti di difficoltà del Paese.