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Vesuvio: un seminario dedicato agli effetti dell’attività eruttiva

28 luglio 2015

di Marianna Schiavon

sommità del Vesuvio vista dallì'altoSi è tenuto ieri nella sede del Dipartimento della protezione civile un seminario di approfondimento sugli scenari di impatto dell’attività eruttiva nell’area vesuviana. L’incontro era rivolto ai rappresentanti del Comitato Operativo impegnati nell’aggiornamento delle proprie pianificazioni di emergenza, nell’ambito più generale della revisione del piano di emergenza nazionale per il Vesuvio. Scopo della giornata è stato di presentare i dettagli dello scenario di riferimento del piano nazionale e fornire maggiori informazioni sui fenomeni attesi e i possibili effetti al suolo. Sono intervenuti rappresentanti dell’Ingv – Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e del Centro Studi Plinius dell’Università di Napoli, ed hanno partecipato anche esperti di livello internazionale.

Nella prima parte della giornata è stato illustrato da Giovanni Macedonio dell’Ingv lo scenario di riferimento per il piano di emergenza nazionale. Sono seguiti gli interventi, da parte di esperti di livello internazionale, di casi studio relativi a eruzioni vulcaniche avvenute in altri Paesi. In particolare, Costanza Bonadonna della Facoltà di Scienze della Terra e dell’Ambiente dell’Università di Ginevra che ha portato il caso studio dell’eruzione del Cordon caulle in Cile e Peter Baxter dell’Università di Cambridge ha presentato gli effetti al suolo e sulla salute causati dalla ricaduta di cenere durante le eruzioni di Mount St Helens, Merapi e Montserrat.

Nella seconda parte della mattinata sono state illustrate da Piergiorgio Scarlato dell’Ingv le attività tecnico-scientifiche portate avanti dall’Istituto in area vesuviana, con uno specifico focus sull’ interazione tra Ingv e strutture operative per lo scambio di dati e informazioni relative alle pianificazioni di settore (servizi essenziali, trasporti e infrastrutture, telecomunicazioni, ambiente e approvvigionamenti). Giulio Zuccaro del Centro Plinius ha invece approfondito gli aspetti legati alla vulnerabilità di edifici, strutture e servizi e agli scenari di impatto per i diversi fenomeni (terremoti, flussi piroclastici e ricaduta di cenere).

L’incontro è stato quindi l’occasione per presentare gli studi condotti sull’impatto dell’attività eruttiva e i reali effetti di eruzioni in altri paesi con l’obiettivo di fornire ulteriori elementi utili alle pianificazioni di settore tuttora in corso nell’ambito dell’aggiornamento del piano nazionale di emergenza per il rischio vulcanico al Vesuvio. A questo seminario farà seguito nei prossimi mesi un altro momento di approfondimento e confronto con i rappresentati del Comitato Operativo.

Ad oggi, è stata ridefinita la zona rossa, cioè l’area da evacuare in via cautelativa in caso di ripresa dell’attività eruttiva, e la zona gialla, cioè l’area esterna alla zona rossa esposta alla significativa ricaduta di cenere vulcanica. Su questo sito sono disponibili dossier di approfondimento sull’aggiornamento del piano nazionale di emergenza per il Vesuvio e su quanto si sta portando avanti parallelamente per i Campi Flegrei.