Magazine

Gestione delle emergenze: i Moduli sanitari regionali

24 gennaio 2017

Prosegue – con un focus sui Moduli sanitari regionali – l’approfondimento dedicato alle attività in ambito socio-sanitario maturate durante la gestione dell’emergenza terremoto centro Italia. Il contributo di questa settimana è firmato da un funzionario del Servizio emergenza sanitaria e assistenza alla popolazione.

a cura di Enrico Generali

Soccorritori trasportano un ferito con elisoccorsoIn seguito al terremoto in centro Italia del 24 agosto scorso, i Sistemi di emergenza-urgenza “118” di Lazio, Marche, Abruzzo e Umbria, hanno soccorso e ospedalizzato 392 feriti, 185 dei quali in condizioni critiche, impiegando 12 elicotteri “118” e più di 100 ambulanze.

Oltre a questi mezzi, i “118” di Lazio e Marche hanno utilizzato anche 5 Posti medici avanzati (Pma): strutture campali specializzate in grandi emergenze, il cui compito è creare tempestivamente sul luogo dell’evento un ambiente sanitario in cui concentrare i feriti, attribuire il loro livello di urgenza (Triage), somministrare le cure di stabilizzazione e quindi stabilire la più idonea destinazione ospedaliera.

I 5 Pma impiegati provenivano dalle risorse interne alle due Regioni, ma se i Referenti Sanitari Regionali per le emergenze avessero sospettato un travalicamento delle risorse locali, avrebbero potuto richiedere rinforzi al Dipartimento della Protezione Civile, che avrebbe inviato i Pma dei Moduli sanitari messi a disposizione dalle altre Regioni e dalle Forze Armate.

I Moduli sanitari sono “task force sanitarie” in pronta partenza, dotate dei mezzi necessari per muoversi e operare in autonomia per almeno 72 ore, equipaggiate con almeno un Pma, in cui operano medici e infermieri esperti di medicina di emergenza-urgenza.

Le loro caratteristiche e la procedura con cui le Regioni colpite possono farne richiesta al DPC sono descritte negli Indirizzi operativi per l'attivazione e la gestione dei Moduli sanitari regionali in caso di catastrofe (Dpcm del 28 Giugno 2011): direttiva elaborata dal Dipartimento con l’obiettivo di creare una “forza mobile sanitaria nazionale“, che potesse essere tempestivamente inviata in rinforzo al Servizio Sanitario delle Regioni colpite da grandi catastrofi.

Regioni, Forze Armate e Organizzazioni di Volontariato comunicano mensilmente l’operatività dei loro Moduli Sanitari al Dipartimento che, grazie a questa procedura, ha un quadro costantemente aggiornato della entità, composizione e localizzazione delle basi di partenza della "forza mobile sanitaria nazionale".
 

Immagine di repertorio

 

>> Torna a Magazine "Protezione Civile"