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Gestione delle emergenze: come funziona un Posto di Assistenza Socio Sanitaria?

10 gennaio 2017

Continua questa settimana – con un approfondimento sui Pass – il focus dedicato alle attività in ambito socio sanitario maturate durante la gestione dell’emergenza terremoto centro Italia. I contributi sono a cura dei funzionari del Servizio emergenza sanitaria e assistenza alla popolazione

a cura di Tiziana Capuzzi

Posto di Assistenza Socio Sanitaria di Amatrice I Pass sono strutture sanitarie campali nate ufficialmente con la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 6 aprile 2013 “Disposizioni per la realizzazione di strutture sanitarie campali, denominate Pass, Posto di Assistenza Socio Sanitaria, preposte all’assistenza sanitaria di base e sociosanitaria alla popolazione colpita da catastrofe”.

Il progetto fu avviato dal Dipartimento della Protezione Civile a seguito delle valutazioni sull’esperienza del terremoto in Abruzzo del 2009, in cui si evidenziò che mentre le strutture campali dedicate alle cure urgenti ai feriti – quali i Pma-Posti Medici Avanzati – a distanza di pochi giorni esaurivano la loro utilità, emergeva l’esigenza di ripristinare efficacemente l’assistenza socio sanitaria di base alla popolazione illesa.

Tale ripristino era tuttavia pesantemente condizionato dalla inagibilità dei poliambulatori dove queste attività erano svolte in ordinario, costringendo il personale sanitario locale a riprendere il proprio lavoro in strutture improvvisate, all’interno delle quali difficilmente potevano essere ricreate adeguate condizioni di riservatezza, qualità di trattamento sanitario e comfort.

Il Dipartimento iniziò così a progettare una struttura campale specializzata che potesse sostituire i poliambulatori inagibili, costituita da shelter, tende o combinazioni di entrambi, purché adeguatamente climatizzati, organizzati per il rispetto della privacy e privi di barriere architettoniche.

I Pass devono avere almeno cinque aree adibite ad ambulatori per: medico di medicina generale, pediatra di libera scelta, assistente sociale, infermieri di territorio e psicologo. In base alle necessità rilevate dall’Azienda Sanitaria Locale competente può essere implementato con altre specialità ambulatoriali.In prima istanza è previsto che nei Pass operi il personale sanitario locale, ma se richiesto dalla Asl, il Dipartimento della Protezione Civile può inviare in rinforzo sanitari dalle altre Regioni o dalle Organizzazioni di Volontariato, purché altrettanto qualificato per svolgere la medesima attività.

I Pass sono stati utilizzati per la prima volta durante il terremoto del Centro Italia del 2016: due nel Lazio nella zona di Amatrice, uno in Umbria a Norcia e uno nelle Marche a Porto San Elpidio.

 

 

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