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Gennaio 1915, il terremoto della Marsica

15 gennaio 2019

Avezzanodi Mariacristina Giovannini

Il 13 gennaio 1915 una scossa di violenza inaudita colpisce il centro Italia. Il terremoto, con epicentro nella Piana del Fucino, si abbatte sull’Abruzzo con effetti superiori all'XI grado della Scala Mercalli.

La Marsica, punteggiata di centri abitati e intensamente popolata, è rasa al suolo. E il numero delle vittime è indicibile. Ad Avezzano, una delle città più colpite, sono meno di mille i superstiti su oltre 11mila abitanti. Enormi perdite si registrano anche a Collarmele, San Benedetto dei Marsi, Paterno, Ortucchio, Gioia dei Marsi e in tutte le altre località della Piana e della Valle del Liri. Complessivamente, oltre 30mila persone restano uccise. Ed è uno scenario di guerra che si trovano a raccontare gli “inviati” dell’epoca, le cui cronache riportano immagini di feriti, macerie, disperazione.

All’alba del 14 gennaio, a ventiquattro lunghissime ore dalla scossa, i primi soccorsi iniziano ad arrivare da Roma e dalla più vicina L’Aquila. Si fermano ad Avezzano, e per giorni ancora non riescono a risalire verso gli altri centri colpiti. I pochi soldati inviati sul posto – Carabinieri, genieri e personale militare – lavorano in condizioni estreme, e procedono instancabili tra le macerie, alla luce delle torce e sotto la neve, alla ricerca degli ultimi superstiti.

La Croce Rossa allestisce ospedali da campo, i feriti più gravi sono trasportati a Roma, ma a meno di un mese dalla catastrofe, il terremoto è già dimenticato dall’Italia di Cadorna, proiettata verso la Grande Guerra, che aggiunge disperazione alla disperazione, e chiama alle armi persino i giovani sopravvissuti abruzzesi.

Il 13 gennaio 2019, Avezzano ricorda la terribile scossa attraverso un'importante azione di prevenzione: nel giorno del terremoto che nel 1915 ha devastato la Marsica, un allarme sveglia Avezzano e le sue  frazioni per dare avvio a una maxi-esercitazione di Protezione Civile organizzata dal Comune in collaborazione con gli esperti del Master di II livello “Official of disaster and emergency management”.

Nel corso dell'esercitazione, a cui hanno lavorato le diverse organizzazioni del territorio, è stata simulata l'evacuazione della popolazione in caso di sisma nelle aree di raccolta. Tutta la cittadinanza del territorio è stata coinvolta e capillarmente informata, e grande attenzione è stata rivolta alle minoranze linguistiche e alla popolazione anziana, perchè l'esercitazione fosse un momento di prevenzione utile ed efficace per l'intera comunità.