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Fierce: il software che studia passato, presente e futuro dei vulcani

07 marzo 2017

di Veronica Tretter

Un nuovo software permette di analizzare la geometria dei “relitti” di magma non eruttato con l’obiettivo di ricostruire gli antichi sistemi di alimentazione dei vulcani confrontandoli con quelli attuali e ipotizzare possibili futuri scenari eruttivi. Si tratta di Fierce (FInding volcanic ERuptive CEnters by a grid-searching algorithm in R), il nuovo strumento utilizzato dal team di ricercatori dell’Osservatorio Etneo dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, elaborato in collaborazione con il Dipartimento Politecnico di Ingegneria e Architettura dell’Università di Udine e con l’Instituto de Bio y Geociencias del Noroeste Argentino di Salta. 

Fierce è in grado di analizzare la disposizione geometrica dei dicchi – cioè il magma non eruttato – e individuare la posizione dei centri vulcanici che li hanno generati. Il nuovo software è stato applicato a cinque vulcani dalle differenti caratteristiche: gli “italiani” Etna, Stromboli e Vesuvio, “l’americano” Summer Coon e “l’argentino” Vicuña Pampa. Fierce ha permesso di indagare le tre diverse combinazioni di dicchi individuando quella più probabile per ogni vulcano analizzato.

Lo studio ha evidenziato, nel caso di Etna e Vesuvio, che i centri vulcanici più antichi avevano posizioni diverse rispetto a quella attuale. A Stromboli invece, è risultato evidente come alcuni dicchi superficiali siano stati deviati delle pareti della Sciara del Fuoco, mentre altri risultano allineati secondo faglie tettoniche regionali della crosta terrestre.

Studiare i dicchi significa – come evidenziano i ricercatori – analizzare il passato di un vulcano e i suoi antichi sistemi di alimentazione, per capirne l’evoluzione geologica. Nel corso dei secoli i vulcani cambiano, modificano la loro forma, la posizione delle camere magmatiche e dei condotti eruttivi. La comprensione di questo passato, quindi, può dare informazioni utili anche sul futuro di un vulcano e sulla sua evoluzione. 

I risulati della ricerca sono stati pubblicati su Bulletin of Volcanology.