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Comunicazione di protezione civile e social media: il gruppo #SocialProCiv al lavoro

18 novembre 2014

Primo piano su uno smartphonedi Cristina Spatola

L’11 novembre si è riunito per la prima volta a Roma, nella sede del Dipartimento della Protezione Civile in Via Ulpiano, il gruppo di lavoro #SocialProciv. L’appuntamento dà seguito agli incontri sul tema protezione civile e social media iniziati nel novembre 2013 sempre a Roma con la prima giornata di studio sull’argomento promossa dal Dipartimento in collaborazione con il quotidiano indipendente ilgiornaledellaprotezionecivile.it. Il percorso è poi proseguito lo scorso aprile a Lucca durante il Festival del Volontariato e a Nuoro nell'ultima settimana di ottobre.

Al tavolo partecipano comuni, associazioni, enti di ricerca, università, ricercatori, province, giornalisti, media e aziende che erano intervenuti agli incontri passati e che avevano dato la propria disponibilità a lavorare su questi temi. La complessità e la varietà del tavolo è legata alla volontà del Dipartimento, che ha convocato il gruppo di lavoro, di rappresentare le diverse componenti e strutture del Servizio Nazionale di Protezione Civile in un gruppo di lavoro che rimane comunque sempre aperto a nuovi contributi.

L'obiettivo che si è dato il gruppo di lavoro è quello di redigere una policy condivisa, che chiarisca il rapporto tra profilo social e utente, e infine delineare delle linee guida che possano diventare dei veri e propri benchmark, ovvero punti di riferimento, per chiunque voglia fare comunicazione del rischio e d’emergenza sui social media in Italia.

È emersa infatti la necessità di rendere chiaro ai cittadini il modo in cui la protezione civile, nel suo insieme, è già presente sui social media e cosa gli utenti possano aspettarsi in termini di informazione e interazione sia nell’emergenza sia nell’ordinaria amministrazione. I contenuti comunicati, infatti, non possono prescindere dai ruoli e dalle competenze delle singole componenti del Servizio nazionale e il tema della comunicazione d’emergenza deve tenere conto delle peculiarità del sistema di protezione civile.

Nel confronto sono emerse chiaramente questioni che prima di tutto riguardano gli operatori: l’individuazione delle fonti di informazione affidabile, in particolare in emergenza, e la riconoscibilità del profilo social istituzionale.

Il gruppo di lavoro #SocialProCiv è aperto sia in termini di partecipanti sia in termini di contenuti, vista la necessità di un confronto continuo sulla comunicazione del rischio e d’emergenza in ambito di protezione civile, e i documenti che via via verranno redatti saranno infine condivisi e pubblicati online, a disposizione dell’intero sistema per ulteriori modifiche e integrazioni.

A questo primo incontro hanno partecipato rappresentanti del Centro Funzionale della Regione Calabria, delle Province di Reggio Emilia e di Alessandria, dei Comuni di Senigallia e Bologna, del quotidiano online indipendente ilgiornaledellaprotezionecivile.it, dell'associazione CrisisLab, di Anpas, del webmagazine VolontariatOggi, della Scuola Superiore della Protezione civile della Regione Lombardia, del Politecnico di Milano, di Emergenza24, del Consorzio LaMMa - Cnr, del NatRisk, Centro Interdipartimentale sui Rischi Naturali dell'Università di Torino, di Telecom e dell'Ingv.