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#SocialProCiv al Festival del Volontariato di Lucca

15 aprile 2014

Luca Calzolari e Titti Postiglione al estival del Volontariatodi Riccardo Rita

“L’incontro di oggi è in piena continuità con il percorso di studio sulla comunicazione del rischio e d’emergenza sui social media avviato dal Dipartimento della Protezione Civile”. Con queste parole, Gianluca Testa, direttore di VolontariatoOggi.info, ha aperto i lavori della giornata dedicata a #SocialProCiv all’interno del Festival del Volontariato 2014 che si è svolto a Lucca dal 10 al 14 aprile.

L’iniziativa, incentrata sull’utilizzo dei social media in ambito di protezione civile, divisa in due diverse sessioni di lavoro, ha avuto luogo venerdì 11 nel complesso del Real Collegio. Nella sessione del mattino si è discusso soprattutto di buone prassi, attraverso la testimonianza diretta delle associazione e degli enti selezionati a raccontare la propria esperienza, mentre nel pomeriggio si è parlato delle policy e delle regole necessarie per una comunicazione efficace, affidabile e fruibile dai cittadini.

Per selezionare le esperienze più utili alla discussione, nel mese di marzo, sul sito del Festival del Volontariato era stata pubblicata una call: compilando un form online, infatti, associazioni, istituzioni ed enti locali potevano candidarsi a intervenire, descrivendo la propria esperienza sull’utilizzo dei nuovi media nella comunicazione del rischio. Alla call hanno risposto in 55, tra associazioni ed enti. Luca Calzolari, direttore de ilgiornaledellaprotezionecivile.it, durante il suo intervento ha esposto una prima analisi dei dati raccolti, dai quali emerge una vivace attività comunicativa, seppure circoscritta a “un uso ancora troppo a-social dei social”.

Ciascuna delle quattro esperienze selezionate verteva su uno specifico aspetto utile a portare avanti la discussione, oltre che a mettere a fattor comune una specifica buona pratica. L’associazione palermitana CrisisLab è un ottimo esempio di integrazione tra comunicazione del rischio e d'emergenza e di collaborazione tra a volontariato e istituzioni, mentre la Provincia di Reggio Emilia, con il suo approccio social all’emergenza terremoto rappresenta una buona pratica di gestione aperta e inclusiva della comunicazione istituzionale. Il Comune di Tizzano e la Società Italiana di Psicologia dell’Emergenza, con la loro collaborazione, hanno dimostrato come sia possibile fare tanto con pochissimi mezzi (una semplice pagina Facebook), mentre il Commissario per il sisma delle Alpi apuane ha posto l’accento sull’importanza degli open data, affrontando l’argomento con un approccio aperto e orientato non solo a rendere disponibili i dati, ma a farlo tenendo conto delle esigenze di semplicità e chiarezza.

Nel pomeriggio, alla presenza del Capo Dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli, anche l’Ingv – Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha illustrato la sua ampia esperienza nella comunicazione social, mentre un rappresentante della Provincia di Alessandria ha raccontato le tappe principali del lungo percorso di lavoro che ha portato alla stesura di due diverse policy comunicative, una interna e una esterna, rivolta ai fruitori dei profili social.

“Voglio ringraziare il Festival del Volontariato per aver raccolto il testimone di #SocialProciv", ha sottolineato Titti Postiglione, direttore dell’Ufficio Volontariato, Formazione e Comunicazione del Dipartimento della Protezione Civile, nelle sue conclusioni. Perché, per la specificità del sistema italiano di protezione civile, la strada giusta da percorrere è quella che parte dalle realtà locali, raccogliendo le buone pratiche per metterle a disposizione di tutti e giungere, in modo collaborativo e partecipato, all’individuazione di una policy di comunicazione comune. “E’ vero che il Dipartimento della Protezione civile non ha un profilo Twitter o Facebook”, ha infatti sottolineato Postiglione. “Ma la Protezione Civile è già presente sui social media, come dimostrano tutte queste esperienze”.

Ora si tratta di farne tesoro e di coinvolgere le realtà già attive in un tavolo di lavoro capace di individuare modalità, protocolli e regole comuni per una comunicazione del rischio e d’emergenza in ambito di protezione civile.