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Increasing Preparedness Capacities Across the Mediterranean - IPCAM


IPCAM ''Increasing Preparedness Capacities Across the Mediterranean'' (Perfezionamento delle Capacità di Preparazione nel Mediterraneo) è il progetto cofinanziato dalla Direzione Generale Aiuti Umanitari e Protezione Civile (DG ECHO) della Commissione europea - che coinvolge, in un ruolo di primo piano, il Dipartimento della Protezione civile italiana (DPC), l'Agenzia federale tedesca per il soccorso Tecnico (THW) e l'Ufficio nazionale della Protezione civile tunisina (ONPC).

Il Consorzio che ne cura la realizzazione, conta tra i suoi membri oltre al DPC, il THW e l’ONPC, anche Studiare Sviluppo - la società italiana incaricata degli aspetti amministrativi. L’istituto è pensato per far conoscere le attività, gli obiettivi e i risultati attesi da IPCAM, ricevere i contributi dalle parti interessate, nazionali e internazionali coinvolte, in raccordo con le azioni realizzate dagli attori attivi in Tunisia.

In una dimensione transfrontaliera e regionale, l’obiettivo di IPCAM è contribuire a migliorare le capacità di risposta alle emergenze, e garantire una più efficace protezione della popolazione tunisina. È riconosciuta l'importanza di investire nella preparazione ai disastri - compresi i meccanismi di coordinamento più efficaci, e una maggiore partecipazione della società civile – per garantire una gestione adeguata delle emergenze, dell’evacuazione di massa e dell’assistenza fornita alla popolazione coinvolta in una catastrofe (anche dei turisti).

Il progetto fornisce una piattaforma per intensificare e rafforzare le relazioni di lavoro, la cooperazione, il trasferimento del know-how e delle migliori pratiche nel settore delle misure di preparazione a livello regionale (Tunisia – Germania e Meccanismo di Protezione civile dell'Ue), e transfrontaliero (Italia-Tunisia).

IPCAM ha il compito di selezionare due zone della Tunisia ad alto rischio di disastri, per realizzare 2 Progetti Pilota che porteranno all'elaborazione di Piani Comunitari di Risposta alle emergenze, a beneficio delle popolazioni locali.

Italia, Germania e Tunisia condividono le rispettive competenze, strutture e mezzi, al fine di perfezionare il profilo di professionisti, e volontari di Protezione Civile nel campo della gestione delle calamità.

Nel contesto, l’impegno del Dipartimento si traduce anche in una serie di lezioni elaborate a seguito delle recenti esperienze come il terremoto a L'Aquila (2009) e in Emilia Romagna (2012), la migrazione libica (2011) e l'ondata di eccezionale freddo e forti nevicate, in Tunisia (2012).
Un passo avanti per rafforzare le capacità di preparazione nell’area Mediterranea, incoraggiando anche lo sviluppo di attività a favore del sistema climatico, la resilienza alle catastrofi, e quindi la crescente capacità della società civile di reagire ai disastri naturali.
Sono solo 3 delle sei priorità della nuova costituzione degli strumenti della Politica Europea di Vicinato (PEV).

La recente entrata in vigore del Meccanismo Unionale di Protezione Civile, definisce infatti il concetto di preparedness come “"preparazione": stato di prontezza e capacità di mezzi umani e materiali, strutture, comunità e organizzazioni ottenuto da un'attività condotta in anticipo, in virtù del quale è possibile garantire una risposta rapida ed efficace a una catastrofe” (Decisione n. 13132013 UE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 17 dicembre 2013. Art. 4 comma n. 3), allargando le attività di prevenzione e di preparazione anche ai Paesi del Sud del Mediterraneo.


Tra gli obiettivi del Progetto:

- migliorare la cooperazione tra tutte le Autorità coinvolte;
- rafforzare il sistema di risposta alle emergenze della Tunisia - inclusa la società civile, soprattutto nell’ambito dell’assistenza alla popolazione colpita da calamità naturali;
- sviluppare e integrare i piani di assistenza alla popolazione;
- migliorare i rapporti tra la Protezione Civile tunisina, le Autorità europee di Protezione Civile e il Meccanismo di Protezione Civile dell’UE.

In tempi successivi, è prevista anche un’analisi dei risultati dei lavori svolti in occasione dei workshop organizzati nel 2013 dall'Organizzazione Internazionale per la Migrazione, e riguardanti la preparazione alle emergenze, nell’ambito del progetto finanziato dall'Unione Europea "Stabilizzare le comunità a rischio e migliorare la gestione della migrazione per consentire transizioni uniformi in Egitto, Tunisia e Libia " - così come dell’assistenza tecnica organizzata nel corso del programma PPRD South.

Esperienze che mettono in luce l’esigenza di accordi per il coordinamento tra gli attori nazionali coinvolti nella risposta ai disastri, e il miglioramento delle misure necessarie per prepararsi a possibili calamità – attraverso una cooperazione rafforzata a livello internazionale.
Il Progetto capitalizzerà i risultati raggiunti attraverso le azioni di capacity – building sviluppate a livello operativo, congiuntamente dall'Ufficio nazionale della Protezione Civile tunisina (ONPC) e dall'Agenzia federale tedesca per il soccorso Tecnico (THW) con i volontari di Protezione Civile.

Il Progetto IPCAM ha la durata di 2 anni, da gennaio 2015 a dicembre 2016:

- la prima parte si focalizza sullo sviluppo del rischio, e sulla valutazione delle capacità degli attori di gestire i disastri a livello nazionale. Sono inclusi i volontari di Protezione Civile e le loro attività di risposta alle calamità, oltre all’esame delle capacità di preparazione di programmi e materiali per i moduli di formazione;

- la seconda parte è dedicata all’attuazione dei moduli formativi per un pubblico di esperti: personale tecnico, o destinato alla valutazione rapida dei fabbisogni della popolazione, o dedicato al coordinamento delle attività;

- la terza e ultima parte, invece, si concentra sullo sviluppo di due Progetti pilota (nelle aree ad alto rischio del Paese, inclusi i siti turistici), per l’integrazione della comunicazione - in emergenza/ in caso di rischio, di evacuazione di massa, di assistenza alla popolazione sfollata – con i piani locali di intervento, secondo una dimensione della cooperazione regionale e transfrontaliera. Le tre Autorità condividono le rispettive conoscenze ed expertise, mettendo a disposizione del Progetto le strutture e i servizi, quando necessario.

È fortemente incentivata la partecipazione di esperti con esperienza pregressa nella gestione di catastrofi nazionali, e delle Organizzazioni Internazionali – ad es. attraverso squadre delle Nazioni Unite – che operano in Tunisia.

Le principali attività e gli strumenti previsti dal Progetto si basano sul sostegno delle capacità di sviluppo a livello istituzionale, organizzativo, e operativo - attraverso corsi di formazione, esercitazioni, simulazioni, scambi di esperti, seminari che si basano sul confronto reciproco degli Stati partecipanti.
Importante anche il supporto tecnico e la rete di scambio tra, i vari soggetti interessati della Repubblica tunisina, sia con gli Stati membri (Italia e Germania), sia con i Paesi del Meccanismo di Protezione Civile dell’UE.

- miglioramento delle capacità tecniche di primo intervento – comprese quelle dei volontari di protezione civile - nel campo della rapida valutazione delle esigenze e dell’assistenza necessaria alla popolazione interessata (livello operativo);

- il miglioramento della capacità di pianificazione di un’evacuazione di massa, della comunicazione del rischio/ di un’emergenza, e dell’assistenza alla popolazione sfollata ( livelli di gestione delle politiche );

- maggior capacità di coordinamento e di cooperazione delle attività di evacuazione di massa nell’ambito di emergenze locali;

- rafforzamento della cooperazione transfrontaliera e regionale, con gli Stati membri dell'UE e il Meccanismo di Protezione Civile dell’UE.