Dettaglio dossier

Esercitazione internazionale Terex 2010


Il logo dell'esercitazione Terex 2010Dal 25 al 28 novembre l’Italia ha ospitato una grande esercitazione internazionale di protezione civile: “Terex 2010", ovvero Tuscany Earthquake Relief EXercise.

L’esercitazione, che si è svolta in Toscana, tra la Garfagnana e la Lunigiana, ha previsto la simulazione di un terremoto di magnitudo 6.4, analogo a quello che si era verificato nella stessa zona il 7 settembre del 1920.

In queste pagine riportiamo gli obiettivi, gli scenari con il modello di intervento, le foto, i video e i momenti salienti dell'esercitazione. Sono disponibili anche approfondimenti sulle esercitazioni internazionali di protezione civile, sul rischio sismico e sulle attività sanitarie.

 


A Le Tagliate viene montato un ospedale da campo - Field hospital set-up in Le TagliateTerex 2010 ha l’obiettivo di verificare l’efficacia del sistema di Protezione Civile a livello nazionale e internazionale. In particolare, l’esercitazione mira a sperimentare la capacità di risposta delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale, e la capacità dell’Europa di fronteggiare una grave calamità attraverso l’attivazione del Meccanismo europeo di protezione civile.

Sotto il profilo internazionale, Terex ha l'obiettivo di verificare il modello italiano di accoglienza e di impiego delle squadre estere di Search and Rescue – ricerca e salvataggio - e di testare la capacità del Sistema Italia di attivare e impiegare risorse nazionali nell’ambito del Meccanismo Comunitario.

Gli obiettivi nazionali

Nella sua componente nazionale, l’esercitazione punta a verificare:

- l’attivazione coordinata dei modelli di intervento delle strutture partecipanti;
- la tempistica e le modalità di attivazione dei centri operativi per la gestione dell’emergenza;
- il sistema di comunicazione di emergenza;
- la risposta operativa della catena di soccorso ed assistenza sanitaria;
- il coordinamento con le Regioni;
- l’operatività delle organizzazioni nazionali e locali di volontariato;
- l’ubicazione, l’idoneità e la funzionalità delle aree di emergenza;
- le modalità di intervento delle aziende che erogano servizi essenziali;
- il modello per il rilievo del danno e la verifica dell’agibilità degli edifici;
- il modello di impiego della componente aerea;
- il modello di rilevamento danni e messa in sicurezza dei beni culturali;
- la capacità di risposta della popolazione all’evento.

Gli obiettivi internazionali

Per quanto riguarda l’intervento internazionale l’esercitazione intende:

- offrire ai partecipanti la possibilità di apprendere il Meccanismo Comunitario anche con il coinvolgimento di esperti;
- verificare l’invio e l’impiego dei moduli di protezione civile;
- verificare il sistema di accoglienza, coordinamento e smistamento delle squadre di Search and Rescue e l’efficacia del sistema di comunicazione tra le squadre;
- allestire l’area di ammassamento in maniera adeguata alle esigenze delle squadre
- facilitare l’interoperabilità tra le squadre;
- documentare le attività della protezione civile europea.

Working area di IrolaL’esercitazione Terex 2010 simula un evento sismico di magnitudo 6.4 in Garfagnana e Lunigiana, precisamente nelle province di Lucca, Massa Carrara, Pisa, Pistoia. L'epicentro del terremoto è il Comune di Piazza al Serchio, in provincia di Lucca. Nella simulazione quest’ultima è la provincia più colpita perché area epicentrale e zona con costruzioni maggiormente propense al danno. Danni strutturali sono simulati in alcuni comuni della provincia di Massa Carrara. Lo scenario generale di danno ipotizza guasti alla telefonia mobile e fissa per la provincia di Lucca e parte della provincia di Massa. I numerosi centri storici della zona subirebbero una perdita notevole di beni culturali, edifici storici e altri beni architettonici. Il sistema viario subirebbe danni e interruzioni.

Scenario d'intervento

Primo soccorso ed elaborazione scenario di danno
L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - Ingv registra una violenta scossa di terremoto in provincia di Lucca e informa la Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile. Alla Sala giungono telefonate di cittadini e delle sale operative delle diverse componenti e strutture del servizio nazionale di protezione civile sul territorio. A livello locale la macchina dei soccorsi si attiva per prestare soccorso e prima assistenza alla popolazione. La prima elaborazione dello scenario di danno presso il Dipartimento di Protezione Civile fornisce un quadro preliminare degli effetti del sisma.

Dichiarazione dello stato d’emergenza
Si attivano i primi Centri Operativi Comunali - C.O.M., cui segue progressivamente l’attivazione dei centri operativi provinciali che inviano propri rappresentanti presso i centri operativi territoriali per supportare il coordinamento e la gestione dell’emergenza. Le Prefetture coordinano, nelle rispettive zone di competenza, l’impiego delle risorse statali disponibili. Il Presidente del Consiglio dei Ministri coinvolge le strutture operative nazionali per fronteggiare l’emergenza e affida il coordinamento di queste al Capo del Dipartimento della Protezione Civile che convoca il Comitato Operativo della Protezione civile. Il Dipartimento della Protezione civile informa il M.I.C. dell’evento avvenuto.

Attivazione dei piani d’emergenza
Si riunisce, in seduta permanente presso il Dipartimento, il Comitato Operativo che definisce le strategie di intervento e coordina le risorse nazionali. Il Comitato operativo coordina i piani di emergenza per l’afflusso dei feriti in alcuni degli ospedali italiani, richiede alle Regioni disponibilità immediata di uomini, mezzi e materiali nelle aree colpite, attiva le organizzazioni nazionali di volontariato. Sono interrotte le linee ferroviarie fino alla verifica della funzionalità delle infrastrutture, sono attivati tutti i canali di comunicazione disponibili. È chiuso il traffico stradale ordinario. Si riuniscono la Commissione nazionale per la previsione e la prevenzione dei grandi rischi, settore rischio sismico, ed il Gruppo interministeriale per la salvaguardia dei beni culturali. Nel corso delle ore, in funzione di quanto stabilito dal Comitato Operativo, le diverse componenti e strutture operative di protezione civile, attuano gli interventi di propria competenza. 

Un momento del Comitato operativo del 25 novembre 2010La regia della Sala Situazione Italia
L'esercitazione Terex 2010 è coordinata a livello nazionale, regionale e provinciale da apposite strutture di coordinamento. Il Dipartimento si avvale della Sala Situazione Italia e Monitoraggio del Territorio per acquisire informazioni provenienti dall’area interessata dall’evento e per mantenere costanti collegamenti con le altre sale operative nazionali, regionali e locali.
La Sala Situazione Italia è in contatto con il M.I.C., centro di informazione e monitoraggio, cuore del meccanismo europeo di protezione civile.

Il coordinamento sul territorio
Il Dipartimento istituisce la Di.Coma.C. - Direzione di Comando e Controllo presso la Cittadella del Carnevale di Viareggio. La Di.Coma.C. dirige le attività delle squadre nazionali e internazionali e comunica con la Sala Operativa Unificata Permanente della Regione e con i Centri di Coordinamento dei Soccorsi tramite le Sale Operative Provinciali Integrate delle quattro province coinvolte nell'esercitazione.

La Regione gestisce le proprie risorse sulla base delle informazioni acquisite dalle Amministrazioni locali e dai rispettivi Centri di Coordinamento e Soccorso - C.C.S. e dai Centri Operativi Comunali - C.O.M..

A livello provinciale i C.C.S. di Lucca, Massa Carrara, Pistoia e Pisa gestiscono gli interventi di emergenze si avvalgono delle Sale Operative Provinciali Integrate. Queste ultime, attraverso i Centri Operativi Misti o Intercomunali, supportano le operazioni di uno o più Centri Operativi Comunali attivati dai Sindaci.

I COM sono organizzati in funzioni di supporto: Tecnica di Pianificazione, Sanità, Volontariato, Logistica, Strutture operative.

Le working area: aree di attesa, di accoglienza e aree di ammassamento
Ogni working area è coordinata da un direttore delle operazioni che lavora in stretto raccordo con il direttore sanitario dei soccorsi e il responsabile dell’ordine pubblico.
Il direttore delle operazioni definisce, con i team leader internazionali, la strategia di intervento.
Le squadre sanitarie avanzate e i presidi mobili assicurano l’assistenza agli operatori e il primo soccorso e triage ai feriti. Le risorse locali ed esterne alle province colpite, sono ammassate nelle quattro aree di Lucca, Castelnuovo, Carrara e Pistoia dove sono radunati gli uomini, i materiali e i mezzi delle strutture operative e delle squadre internazionali.
Per le attività di evacuazione della popolazione a livello locale sono previste, secondo le pianificazioni comunali, aree di attesa e di accoglienza della popolazione. 

Viene evacuato l'ospedale di FivizzanoNel novembre 2009 la Commissione Europea approva il progetto italiano che prevede l’organizzazione e lo svolgimento di una esercitazione internazionale.
Obiettivi principali dell’esercitazione sono la verifica del modello italiano per l’accoglienza e l’impiego delle squadre estere di “Search and Rescue – S.a.R.” nonché l’attivazione e l’impiego delle risorse nazionali nell’ambito del Meccanismo Comunitario di protezione civile, istituito con la Decisione del Consiglio del 23/10/2001, per agevolare la cooperazione tra gli Stati Membri negli interventi di soccorso in caso di gravi emergenze.

Paesi partecipanti. Al progetto hanno aderito cinque Paesi di cui quattro europei:
- Italia
- Austria
- Croazia
- Francia
- Slovenia
- Federazione Russa

Rappresentanti dei cinque Stati hanno lavorato, come "Core Group", alla preparazione dell’esercitazione e loro squadre di intervento ed esperti partecipano attivamente alle attività di addestramento sul territorio italiano.

Gli osservatori. Sono presenti all’esercitazione, come osservatori, rappresentanti dei restanti Paesi dell’Unione Europea aderenti al Meccanismo Comunitario di Protezione Civile e anche un rappresentante per ciascuna regione italiana. Osservatori inoltre anche da organizzazioni nazionali e internazionali.

Il Servizio Nazionale di Protezione Civile. Alla prima risposta operativa sul territorio si attiva il Servizio nazionale della Protezione Civile, con l’arrivo sul posto delle risorse provenienti da tutto il Paese e l’allestimento di un centro di coordinamento nazionale, la Direzione di Comando e Controllo. 

La Di.Coma.C. La Direzione di Comando e controllo è nella Cittadella del Carnevale di Viareggio, in posizione strategica rispetto al luogo delle operazioni.
A poche ore dall’evento, considerata la complessità del quadro che si va delineando, l’Italia chiede, attraverso il Dipartimento della protezione civile, al contact point per il Monitoring and Information Centre (M.I.C.) della Commissione Europea, l’intervento degli Stati Membri con squadre di search and rescue in ambito urbano (U.S.A.R. teams) ed esperti per l’attività di valutazione del danno. Il Dipartimento della protezione civile, già responsabile della direzione di tutte le attività a carattere nazionale, assume dunque anche il coordinamento delle risorse internazionali, assicurando, attraverso la Di.Coma.C, l’accoglienza, lo smistamento e l’impiego di squadre ed esperti.

Le squadre europee. Le squadre europee operano in stretto raccordo con quelle italiane in aree di simulazione allestite nei comuni di Barga, Camporgiano e Sillano in Provincia di Lucca, Villafranca in Lunigiana, Carrara in Provincia di Massa Carrara, Pescia e Pistoia in Provincia di Pistoia.
Il coordinamento dell’impiego delle squadre e degli esperti europei è garantito dall’Italia quale Paese richiedente, così come indicato dalla Decisione del Consiglio in caso di intervento in uno degli Stati Membri.

 

L'arrivo delle squadre della protezione civile francese Le squadre di Francia, Slovenia, Croazia, Austria e Federazione Russa, intervengono a supporto delle squadre nazionali e, un volta sul territorio italiano, sono accolte dalle Regioni che ne scortano i convogli sino alle aree di sosta individuate in Liguria e in Emilia Romagna.

Ricevute le prime informazioni, le squadre proseguono dalle aree di sosta verso l’area delle “Tagliate” a Lucca e sono suddivise in team più piccoli, inviate alle aree avanzate nelle altre tre provincie per lavorare nelle differenti working area.

Le squadre internazionali di soccorso operano insieme alle squadre italiane per cercare e soccorrere persone intrappolate sotto le macerie.

Le esercitazioni internazionali

Le esercitazioni internazionali hanno lo scopo di testare forme di più efficace collaborazione e rafforzare l’efficienza nella gestione delle operazioni di soccorso tra le Protezioni civili dei Paesi partecipanti.

Nell’ottobre del 2001 il Consiglio europeo ha deciso di istituire il Meccanismo comunitario di protezione civile, uno strumento dell’Unione Europea nato per rispondere tempestivamente ed in maniera efficace alle emergenze che si verificano su un territorio interno o esterno all’Unione, attraverso la condivisione delle risorse di tutti gli Stati membri. Il Meccanismo europeo prevede l'organizzazione e lo svolgimento di esercitazioni europee, cui partecipano squadre dei vari Stati membri come componenti operative e come osservatori.

Le componenti operative sono rappresentate dai team che intervengono con uomi e mezzi. Gli osservatori partecipano alle attività previste soltanto "guardando", con la finalità di capire i comportamenti delle componenti attive, confrontare metodi e procedure, valutare gli scarti tra l'esperienza di ognuna e quella degli altri. Possono essere "osservatori" tutti i rappresentanti dei paesi dell'Unione anche se, generalmente, partecipano solo quelli interessati al rischio oggetto dell'esercitazione.

Durante le esercitazioni vengono valutate l’efficacia e la validità di un modello di intervento per fronteggiare un’emergenza grave, i piani, le procedure decisionali e la gestione dell’informazione. Questo consente, inoltre, agli esperti che sono chiamati ad intervenire in un’emergenza reale, di misurare le proprie capacità, di acquisire esperienza e la giusta dimestichezza ad operare sul campo.
Le simulazioni a livello europeo sono organizzate dagli Stati partecipanti che ricevono un contributo finanziario dalla Commissione per la loro realizzazione attraverso le calls for proposals, ovvero l’assegnazione di bandi di gara.

La Toscana, come gran parte della nostra Penisola, è un territorio a rischio sismico. Per ridurre gli effetti del terremoto, l’intero territorio nazionale è stato classificato in quattro zone a diversa pericolosità sismica (massima in zona 1), sulla base all’intensità e alla frequenza dei terremoti del passato. Nei comuni classificati è obbligatorio il rispetto di norme antisismiche per la costruzione degli edifici.

La classificazione sismica attuale della Regione Toscana, che recepisce l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3519 del 28 aprile 2006, è stata approvata con la delibera della Giunta regionale n. 431 del 19 giugno 2006. Nella classificazione sismica adottata, a differenza di quella proposta a livello nazionale, la Regione ha introdotto la zona 3s, nella quale sono stati inseriti comuni a bassa sismicità, dove è però obbligatoria l’applicazione delle norme tecniche previste per la zona 2.

Su un totale di 287 comuni:
- 90 sono inseriti in zona 2 (31,3% del territorio regionale), dove possono verificarsi terremoti abbastanza forti
- 106 in zona 3s (36,9% della superficie), a bassa sismicità
- 67 in zona 3 (23,3% della superficie), con possibilità di modesti scuotimenti
- 24 in zona 4 (8,3%), la meno pericolosa.

L'elenco dei comuni e la relativa classificazione sismica dell’intero territorio italiano sono contenuti nell'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n° 3274 del 20 marzo 2003, successivamente aggiornati con le osservazioni delle regioni.

Nell’elenco, per i comuni della Toscana compare il codice 31 nella colonna relativa alla zona di classificazione, che corrisponde zona 3s della classificazione sismica adottata dalla Regione Toscana. Con la delibera della Giunta della Regione Toscana del 26 novembre 2007 n. 841 sono state individuate le zone a maggior rischio sismico, che comprendono 81 comuni.

Le aree più esposte al rischio sismico sono quelle appenniniche: la Lunigiana, la Garfagnana, il Mugello, la Valtiberina al confine con l’Umbria, il Casentino e l’Amiata, zone in cui si sono verificati in passato forti terremoti. Tra i più recenti: gli eventi del 26 aprile 1917 (Amiata, IX grado MCS), del 29 giugno 1919 (Mugello, IX grado MCS) e del 7 settembre 1920 (Garfagnana, IX-X grado MCS).

Dal 1984 la Regione Toscana ha avviato una campagna d’indagini nell’ambito della valutazione preventiva della sicurezza degli edifici pubblici destinati a funzioni strategiche e per la progettazione esecutiva di interventi di adeguamento sismico. Dopo il terremoto di San Giuliano di Puglia del 2002 l’impegno regionale si è intensificato. Sono stati realizzati interventi che hanno interessato diverse centinaia di edifici pubblici di interesse rilevante, in prevalenza scuole.

 

Irola - Trasporto di un ferito con elicotteroNell’ambito degli interventi sanitari, l’esercitazione Terex 2010 è l’occasione per provare nuove strutture sanitarie mobili, pensate come poliambulatori campali. A differenza dei Pma - Posti medici avanzati, strutturati per dare soccorso urgente alla popolazione, i poliambulatori campali sono utili per dare assistenza sanitaria anche per tempi prolungati e per sostituire le strutture sanitarie territoriali danneggiate dalle calamità.

I poliambulatori campali. Sono stati realizzati tre prototipi sulla base di un progetto di massima comune, che saranno installati in Provincia di Lucca da Anpas - Associazione nazionale pubbliche assistenze, in Provincia di Massa Carrara dalla Croce rossa italiana e in Provincia di Pistoia dalle Misericordie. Queste tra organizzazioni partecipano all'esercitazone anche con l'invio di materiali, ambulanze e personale.

L’obiettivo dei poliambulatori campali è garantire la continuità dell’assistenza sanitaria sul territorio. Per questo le procedure operative prevedono che in un primo momento siano impiegati medici, infermieri e operatori sanitari di altre Province o Regioni, e che nei giorni successivi all’emergenza vengano sostituiti dai sanitari locali, fino al ripristino delle strutture ordinarie.

I Pma. Oltre ai poliambulatori, nelle sette working areas dell’esercitazione è previsto l’allestimento di strutture sanitarie campali con attrezzature e personale specializzato, inviati da varie Regioni italiane - Emilia Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche e Umbria. La regione Toscana partecipa con l’allestimento di 12 Pma di primo livello e un Pma con Sala chirurgica del Gruppo chirurgia d’urgenza di Pisa, che da anni collabora con il Dipartimento della Protezione Civile nel soccorso sanitario nelle catastrofi.

I piani di emergenza ospedalieri. Durante Terex saranno provati anche piani di emergenza e di evacuazione delle strutture sanitarie toscane, in particolare i piani di evacuazione per lo sgombero rapido dei pazienti ricoverati negli ospedali di Pescia (PT) e Fivizzano (MC) e i piani di afflusso massiccio di feriti negli ospedali di Pontremoli (MC) e Pistoia. Il Servizio 118 di Lucca proverà, inoltre, uno speciale piano di emergenza per poter duplicare in tempi rapidi una Centrale operativa “vicaria” nei locali della Provincia, simulando l’inagibilità, per alcune ore, della Centrale operativa 118.

Il ruolo della Regione Toscana. Per far funzionare il sistema dei soccorsi sanitari nelle quattro province coinvolte nell’esercitazione, il personale del Servizio sanitario regionale toscano dev’essere presente nelle Sale regionali e provinciali e deve fare da raccordo con la Sala operativa del Dipartimento della Protezione Civile. Il coordinamento dei soccorsi sanitari spetta al personale dei Servizi 118 esperto in Medicina delle catastrofi, perché un evento come quello simulato potrebbe causare un alto numero di feriti gravi.

Compito del personale regionale è gestire con efficacia le risorse sanitarie locali, ma anche trasmettere alla Sala operativa del Dipartimento della Protezione Civile le informazioni su dove sono le vittime e com’è possibile raggiungerle per rendere più efficace l’intervento delle altre Regioni.

 

Il sistema satellitare GMES-ERSNell’ambito del programma Gmes, il servizio Gmes-ers offre prodotti cartografici satellitari utili nelle attività di gestione delle emergenze e di monitoraggio dei rischi sul territorio.

In occasione dell’esercitazione Terex 2010, il servizio è a disposizione delle funzioni di supporto attivate nella Di.Coma.C. allestita a Viareggio. Durante l'esercitazione è prevista l'integrazione dei prodotti cartografici satellitari nel sistema cartografico già utilizzato dal Dipartimento - GIS E WEBGIS – per supportare le squadre impegnate nell’attività di censimento danni.

È prevista l’acquisizione di immagini satellitari su quattro aree test: la Diga di Vagli, in cui devono essere individuate le strutture e le infrastrutture danneggiate in uno scenario di evento alluvionale; le due working area di Camporgiano e Sillano dove devono essere acquisite le immagini dell’area in cui è previsto l’abbattimento di due scuole in uno scenario di evento sismico; infine, sempre nell’ambito del medesimo scenario, il Comune di Fivizzano e la struttura della Di.Coma.C, in cui le squadre di censimento danni devono verificare lo stato di danneggiamento degli edifici.
 



29 novembre 2010

Il Tirreno: "Terremoto, esercitazione ok"(39 Kb)

La Nazione: "Conclusa la maxi esercitazione Terex"(36 Kb)


28 novembre 2010

La Nazione "Terremoto a Rivoreta, tutti evacuati. Ma è solo un'esercitazione"(1190 Kb)

La Nazione "Prove di disastro, tremila uomini in campo per «Terex 2010»"(459 Kb)

La Nazione "Gabrielli: «Le tragedie erano prevedibili»" (607 Kb)
 

27 novembre 2010

La Nazione: "Morti e feriti terremoto in provincia. Ma era una fiction"(67 Kb)

La Nazione: "Si ripete la frana dell'anno scorso sul posto squadre croate e slovene"(46 Kb)

La Nazione "Fuggi fuggi in ospedale cede uno stabile, in centro sirene sangue e truccator"(156 Kb)


26 novembre 2010

La Nazione "Allarme nelle scuole. Prove di evacuazione"(42 Kb)

La Nazione "La terra trema come nel 1920. Scuole evacuate in tutta fretta"(73 Kb)

Corriere fiorentino "Terremoto, la scossa è un sms. I soccorsi si mettono alla prova"(122 Kb)

La Nazione "La terra trema...per finta"(55 Kb)


25 novembre 2010

Corriere fiorentino "Terremoto disastroso. In fac simile"(173 Kb)

La Nazione "Scocca l'ora di Terex, al Marzocchino impegnati 100 volontari"(47 Kb)

La Nazione "Al via l'esercitazione anti-sisma nella "cittadella del volontariato"(87 Kb)

La Nazione "Un terremoto simulato sulla costa toscana. La più grande esercitazione di protezione civile"(23 Kb)

Il Tirreno "Case crollate, frane, incendi. Ma per finta"(120 Kb)


23 novembre 2010

Corriere fiorentino "Terremoto in 4 province ma è un'esercitazione"(21 Kb)


19 novembre 2010

Il Tirreno "La Protezione Civile si allena in Lucchesia"(70 Kb)


22 settembre 2010

La Nazione "Maxi-esercitazione antisimica. La valle si prepara all'evento"(81 Kb)


21 settembre 2010

La Nazione "Replay del sisma di 90 anni fa"(66 Kb)