Dettaglio dossier

Esercitazione Eurosot 2005


Presentazione

logo eurosot 205
L'esercitazione internazionale “Eurosot 2005" - Eastern Sicily Eartquake - rientra nel programma delle attività formative previste dal Meccanismo europeo di Protezione Civile in seguito alla Decisione del Consiglio Europeo, nell’ottobre 2001.

Obiettivo dell'esercitazione è mettere a punto forme di più efficace collaborazione tra le Protezioni Civili dei Paesi dell’Unione Europea, in particolare sul rischio sismico.

Eurosot 2005 prevede la simulazione di un forte evento sismico nell'area della Sicilia Orientale (nelle province di Catania, Siracusa e Ragusa, per un totale di 1.727.414 abitanti), con gravi conseguenze anche sull’area industriale di Priolo Gargallo.

L’esercitazione internazionale coinvolge tutte le strutture e componenti del Servizio nazionale di Protezione civile e vi partecipano la Francia, Grecia, Portogallo, Svezia e la Gran Bretagna, sia in fase di preparazione (core group), sia durante l'esercitazione, attraverso l’invio di esperti e di squadre di ricerca e soccorso SAR (Search and Rescue).

Partecipano alla simulazione come Osservatori internazionali, i rappresentanti delle protezioni civili dei restanti 19 Stati membri dell’Unione Europea e delle Organizzazioni Internazionali (Sistema delle Nazioni Unite, Paesi della NATO, dell’aerea economica europea e del partenariato Euromed).

Eurosot 2005 si svolge in Sicilia dal 13 al 16 ottobre 2005.

 

 

 


Obiettivi

logo eurosot 2005A livello nazionale, l'esercitazione "Eurosot 2005" ha l'obiettivo di verificare l’efficacia del sistema di risposta delle componenti e delle strutture operative del Servizio Nazionale di Protezione Civile.

Nelle giornate della simulazione vengono intraprese e verificate le attività che verrebbero svolte durante un’emergenza di questo tipo.

Gli Obiettivi dell'esercitazione :
• testare le procedure e tempi di attivazione del sistema nazionale;
• testare il sistema di comando e controllo sul territorio (Di.Coma.C.);
• testare il sistema di comunicazioni in emergenza sul territorio della Sicilia orientale;
• verificare la risposta operativa del sistema di primo soccorso, triage, assistenza, trasferimento dei feriti, fino alla gestione delle vittime;
• verificare l’attività di valutazione tecnico scientifica dell’evento;
• testare il modello per il rilievo del danno e la verifica dell’agibilità degli edifici e infrastruture;
• verificare il coordinamento delle aree di ammassamento soccorritori e le risorse italiane e straniere;
• testare la logistica delle risorse provenienti da altre regioni;
• ottimizzare l’impiego della componente aerea e navale civile e militare;
• l’operatività delle organizzazioni nazionali e locali di volontariato.

Nella sua componente internazionale, l’esercitazione intende anche verificare la capacità dell’Europa di rispondere ad una grossa calamità, testando il modello di intervento per ridurre i tempi di attivazione ed impiego delle squadre di ricerca e soccorso (SaR) e migliorare la capacità decisionale ai diversi livelli di responsabilità.

In particolare, gli obiettivi più strettamente legati a questo aspetto comprendono:
• la verifica delle procedure di attivazione del “meccanismo europeo di protezione civile;
• il test del modello italiano di Accoglienza e Smistamento delle squadre S.a.R. – EU (A.S.S.A.R.), anche attraverso l'attivazione di un reception desk office all'aeroporto;
• l’organizzazione logistica, di trasporto e di coordinamento delle squadre S.a.R. dell'Unione Europea;
• la verifica delle comunicazioni radio in loco tra le squadre S.a.R. europee e dei centri di coordinamento;
• la sperimentazione dell’interoperabilità tra le squadre S.a.R.

Esperienze come questa hanno senz’altro il merito di dare una spinta significativa alla collaborazione tra gli Stati membri, finalizzata a fornire risposte efficaci ai rischi che potenzialmente minacciano i cittadini europei.

Scenario

scenario com 4 L’evento di riferimento per questa esercitazione è quello verificatosi il giorno 11 gennaio 1693 alle ore 13:30 con epicentro localizzato (sulla base dei risultati del modello SIGE) nel comune di Sortino in provincia di Siracusa.

Questo terremoto rappresenta, insieme al terremoto di Messina del dicembre 1908, l'evento catastrofico di maggiori dimensioni che abbia colpito il territorio italiano in tempi moderni.

L'evento principale (XI grado MCS) si è verificato alle ore 21,00 dell'11 Gennaio, dopo che alcune scosse di minore intensità si erano già fatte sentire la sera del giorno 9 e la mattina dello stesso giorno. Il numero più elevato di vittime è stato registrato nella città di Catania, dove sono morti circa i 2/3 della popolazione.

Molto vasta l'area colpita : un intero territorio di oltre 14.000 kmq, considerando solo l'area dei danni maggiori ; complessivamente danni di rilievo vengono riscontrati in un'area che va dalla Calabria meridionale a Palermo e all'arcipelago maltese, con circa complessivamente 60.000 vittime.
Nello scenario che riguarda il rischio industriale vengono ipotizzati, inoltre, due incidenti industriali rappresentativi dei danni che potrebbero verificarsi a seguito del sisma.

Scenario esercitazione rischio sismico(88 Kb)

Scenario esercitazione rischio industriale (156 Kb)

Programma dell'esercitazione(13 Kb) 

protezione civile franceseUn momento essenziale dell’esercitazione è caratterizzato dalla partecipazione delle squadre specializzate in ricerca e soccorso (Sar) in ambiente urbano e di esperti in incidenti di tipo industriale provenienti dai paesi dell’Unione Europea.  Infatti, nel caso in cui si verifichi una grave emergenza dovuta a catastrofi naturali, tecnologiche, radiologiche o ambientali, grazie al “meccanismo europeo” istituito nell’ottobre del 2001, gli Stati membri o i Paesi terzi possono inviare una richiesta di assistenza  al Centro di Monitoraggio e Informazione (Mic), che informa i Paesi membri e raccoglie le offerte reindirizzandole al paese richiedente, che decider quali accettare. Una volta effettuata la scelta, il Paese colpito deve garantire l’accoglienza, la sistemazione ed il coordinamento di tutti gli aiuti che ha confermato di volere.

Per l'esercitazione Eurosot 2005 é  l’Italia che, nel pomeriggio del giorno 13 ottobre 2005, dopo circa tre ore dal sisma, chiede assistenza e riceve l’offerta di aiuto di squadre ed esperti provenienti dal Regno Unito, Francia, Portogallo, Grecia e Svezia. Tutte le offerte vengono accettate.

Secondo il modello nazionale di accoglienza e smistamento squadre SAR, viene stabilito un unico punto di arrivo nell’aeroporto di Catania Fontanarossa ed un orario limite di arrivo, le ore 15.00 del giorno 14 ottobre. Da qui le squadre e gli equipaggiamenti vengono trasportati in un’unica area di ammassamento istituita nella sede del secondo nucleo aereo della Guardia Costiera di Catania. Qui ha sede anche la Direzione di Comando e Controllo di tutte le operazioni di emergenza (Di.Coma.C).
  
Tra gli obiettivi dell’esercitazione rientra la valutazione sul campo della diversa rapidità, efficacia, tipologia di equipaggiamento e formazione sviluppata in ambito internazionale.  Le squadre europee infatti, dopo ore di volo, montano le proprie tende e si uniscono alle squadre italiane, per tentare di salvare persone e monumenti o per salvaguardare l’ambiente. L’obiettivo è quindi favorire lo sviluppo di una cultura comune di protezione civile attraverso l’incontro, il confronto e la successiva analisi dei sistemi di protezione civile, attivando attività effettive di ricerca e soccorso in un’area colpita dal crollo e dal danneggiamento di alcuni edifici ed impianti industriali.

Le squadre, mediamente composte da 15 persone e in alcuni casi anche da unità cinofile, verranno portate da Catania ad Acireale dove sono state allestite due aree esercitative. La loro attività si svolge dal 14 ottobre al 15 ottobre. In questo lasso di tempo devono cercare e recuperare le persone rimaste imprigionate sotto un cumulo di macerie di un edificio crollato (prima area esercitativa) e stabilizzare le pareti di un edificio fortemente danneggiato (seconda area esercitativa).

Gli esperti per gli incidenti di tipo industriale vengono portati il 15 mattina allo stabilimento industriale di Priolo Gargallo dove viene simulata la rottura di una condotta di gas propano con conseguente innesco di un grave incendio che a sua volta, per effetto domino, provoca una serie di danni all’intero del comparto industriale con gravi ripercussioni per l’ambiente. Tutte le attività sono precedute da un briefing nel quale i responsabili delle squadre vengono a conoscenza delle attività da espletare mentre i risultati ottenuti sono discussi e condivisi a fine esercitazione con un debrifing ed un workshop tecnico-scientifico.

Il coordinamento generale è effettuato dalla Di.Coma.C., mentre le attività nazionali e internazionali sono coordinate localmente dai vari Centri Operativi che si compongono di un Centro Coordinamento Soccorsi (CCS) per ogni Provincia, da cui dipendono i Centri Operativi Misti (COM) competenti su un territorio intercomunale ed infine i Centri Operativi Comunali (COC), uno per ogni comune.
Nel corso delle ore, secondo quanto stabilito dal Comitato Operativo Nazionale di protezione civile, le diverse componenti e le strutture operative di protezione civile, ognuna secondo le proprie procedure e operando in stretto raccordo e coordinamento, attuano gli interventi di propria competenza.

Le Regioni italiane e le Province Autonome di Trento e Bolzano, anche attraverso l’attivazione del volontariato regionale, inviano:

• uomini e mezzi per l’attività di ricerca e soccorso;
• operatori sanitari e strutture mobili (P.M.A. e ospedali da campo) ad integrazione delle risorse regionali impiegate nell’attività di soccorso ed assistenza sanitaria, psicologica e veterinaria;
• sistemi di video-radio-tele comunicazioni di emergenza per potenziare la rete di comunicazione sul territorio colpito;
• squadre di tecnici per il rilievo del danno e la verifica di agibilità degli edifici ;
• risorse, in termini di uomini, materiali e mezzi, per l’allestimento e la gestione di campi base dei soccorritori e aree di ricovero per la popolazione;
• tecnici per la valutazione del rischio connesso a movimenti franosi indotti dal sisma;
• squadre di tecnici per il rilevamento del danno e la messa in sicurezza dei beni culturali ;
• propri funzionari per supportare l’attività dei Centri Operativi Misti.

  

Le Forze Armate mettono a disposizione:

• mezzi aerei per l’afflusso dei soccorritori sul territorio colpito e per il trasferimento dei feriti (MedEvac)
• squadre e velivoli in configurazione S.A.R. per l’attività di ricerca e soccorso della popolazione anche in ambiente impervio
• mezzi aerei per il rilievo aero-fotografico, anche in infrarosso notturno, dell’area interessata dall’evento
• mezzi navali di protezione civile per l’afflusso dei soccorritori, il trattamento dei feriti e il coordinamento delle attività di volo sull’area delle operazioni
• automezzi per il trasporto dei soccorritori
• mezzi speciali per movimento terra utili all’allestimento di campi base dei soccorritori e aree di ricovero per la popolazione e alla rimozione di macerie
• aree militari per l’allestimento di campi base e l’insediamento della DI.COMA.C.

Le Forze di Polizia impiegano:

• squadre per l’identificazione di eventuali vittime;
• uomini e mezzi per garantire la sicurezza delle squadre internazionali, delle colonne mobili e dei campi base dei soccorritori, delle aree di ricovero della popolazione e dei centri operativi e di coordinamento
• uomini e mezzi, anche aerei, per la vigilanza ed il controllo del territorio e per l’ordine pubblico
• pattuglie per il controllo e la gestione della viabilità
• squadre per la delimitazione e il controllo degli accessi nelle aree di lavoro
• unità cinofile per il concorso alle diverse attività
• personale per i controlli doganali presso porti e aeroporti
• squadre e velivoli in configurazione S.A.R. per l’attività di ricerca e soccorso
• natanti ed elicotteri per il trasferimento dei feriti e materiale sanitario.

Il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco garantisce:

• l’intervento tecnico urgente e l’attività di ricerca e soccorso anche con unità cinofile
• l’attivazione delle colonne mobili regionali
• l’impiego di squadre Speleo Alpino Fluviali (S.A.F.) con elicottero per i recuperi in ambiente impervio
• uomini e mezzi, anche di squadre S.A.F., per la verifica di agibilità e la messa in sicurezza dei beni culturali, con il coordinamento delle Soprintendenze provinciali per i beni culturali ed ambientali
• il coordinamento operativo nelle aree di lavoro delle squadre U.S.A.R. internazionali
• l’attivazione delle squadre per l’intervento tecnico specialistico nelle aree industriali.


La Croce Rossa Italiana (C.R.I.) provvede a:

• impiegare di uomini e mezzi per il soccorso e l’assistenza sanitaria nell’ambito del piano per le maxi emergenze attivato dal 118 anche attraverso l’allestimento di strutture mobili (P.M.A.) per le attività di soccorso e assistenza alla popolazione
• inviare operatori e dispositivi per la potabilizzazione delle acque a supporto delle strutture sanitarie campali.

Le organizzazioni di Volontariato attivano le proprie risorse disponibili sul territorio regionale e nazionale per assicurare tutto il supporto operativo e logistico alle attività di emergenza.

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (C.N.S.A.S.) garantisce:

• l’impiego di squadre e mezzi per l’attività di ricerca e soccorso in ambiente impervio.

Le Aziende che operano nel settore dei trasporti e della mobilità, impiegano:

• squadre di tecnici per la verifica e il ripristino delle infrastrutture e delle opere d’arte viarie e ferroviarie e degli edifici funzionali alla gestione delle reti
• uomini e mezzi per l’istituzione e il presidio dei cancelli e l’individuazione di viabilità e servizi di trasporto alternativi a livello locale e nazionale
• pannelli a messaggio variabile, canali di comunicazione radiofonica e televisiva e call centre per la diffusione dell’informazione ai viaggiatori
• squadre che provvedono alla prima assistenza della popolazione direttamente interessata dall’interruzione dei servizi e dalla inagibilità delle reti
• mezzi di trasporto per l’afflusso dei soccorritori.

Le Aziende del sistema elettrico ed energetico nazionale, effettuano:

• la regolamentazione della distribuzione dell’energia elettrica sul territorio colpito, con l’attuazione del Piano di Emergenza per la Sicurezza del Sistema Elettrico nazionale
• l’invio di squadre di tecnici per la verifica del funzionamento delle infrastrutture di rete e per il loro immediato ripristino
• la messa in sicurezza delle aree di lavoro dei soccorritori
• l’assistenza tecnica per l’allestimento dei campi base, delle aree di ricovero della popolazione e dei centri operativi e di coordinamento
• il supporto tecnico scientifico all’attività di valutazione, previsione e prevenzione del rischio nelle aree industriali
• la fornitura di materiali per la produzione di energia utile all’attività dei soccorritori.

Le Aziende del settore delle telecomunicazioni, garantiscono:

• il potenziamento della rete radiomobile
• l’invio di unità mobili per la realizzazione di collegamenti radio e fibra ottica
• linee telefoniche fisse presso i campi base, le aree di ricovero della popolazione e i centri di coordinamento
• l’impiego di squadre di tecnici per il rilievo del danno e la valutazione dell’agibilità delle proprie strutture
• il posizionamento di mezzi mobili e di strutture temporanee sostitutive per assicurare la continuità del servizio postale.