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Attività psico-sociali in Abruzzo


In Abruzzo, dai primi momenti dell'emergenza, vengono attivati interventi psico-sociali secondo le linee guida dei “Criteri di massima sugli interventi psicosociali da attuare nelle catastrofi” del 13 giugno 2006.

Nelle prime ore dopo il terremoto, il supporto va soprattutto ai familiari delle vittime. Dall’8 aprile l’attività psico-sociale interessa anche i campi degli sfollati, dove le attività sono orientate a rispondere ai bisogni della popolazione con un'attenzione particolare agli anziani, ai minori e agli adulti che manifestano un disagio psicologico. L’attività viene realizzata dalle associazioni di volontariato di protezione civile che lavorano in team con l’obiettivo di rinforzare e supplire le risposte del Sistema sanitario regionale e dei servizi sociali del Comune dell’Aquila.

Nella fase di post-emergenza continuano le attività di supporto psico-sociale alle persone, che sono indirizzate in particoalre ai bambini e ai ragazzi.


“La terra tretteca…Ji no!” è abruzzese. Per chi non conoscesse il dialetto: “La terra trema…io no!”, è il titolo di un ciclo di incontri che parte il 15 giugno 2009, nel campo di accoglienza di Tempera. Il progetto si è sviluppato dalla collaborazione tra l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, la Asl 4 della Regione Abruzzo, la Federazione Psicologi per i Popoli e il Dipartimento della Protezione Civile.

Sismologi dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia sono presenti nelle aree di accoglienza per spiegare come e perché si verificano i terremoti, con particolare riferimento alla specificità del territorio abruzzese, così duramente colpito dalla scossa del 6 aprile scorso.

Il percorso è nato con l’idea di aiutare le persone che hanno vissuto il terremoto a comprendere il fenomeno da un punto di vista scientifico e a fronteggiarne l'impatto emotivo. Oltre a sismologi sono infatti presenti, durante gli incontri formativi, psicologi dell'associazione di volontariato di protezione civile Federazione Psicologi per i Popoli, dell’ASL 4 de L’Aquila e dell'Ingv.

Gli incontri consentono ai cittadini di ripercorrere la storia sismica del territorio abruzzese e conoscerne la pericolosità sismica. Viene inoltre descritta l’evoluzione della sequenza del 2009 ne L’Aquilano e i comportamenti da seguire in caso di terremoto.

C'è l’opportunità di lavorare in gruppo, per facilitare l'elaborazione dell'esperienza individuale legata al terremoto. Durante il primo incontro, sulla base dei bisogni emersi, sono state programmate attività suddivise per fasce di età, orientate al tema dell'emergenza e della ricostruzione.

Informazioni. Gli appuntamenti hanno una durata media di 2-3 ore in base al numero dei partecipanti. Per comunicare dove e quando si tengono gli incontri vengono affisse nelle bacheche dei campi delle locandine dedicate.

Calendario degli incontri
15 giugno 2009 - Tempera, ore 20.45
22, 23 giugno 2009 - Cagnano, ore 20.45
24, 25 giugno 2009 - Onna, ore 20.45
29, 30 giugno 2009 - Pizzoli, ore 18.00
1, 2 luglio 2009 - Villa Sant'Angelo, ore 18.00
20, 21 luglio 2009 - Arischia, ore 21.00
22, 23 luglio 2009 - Paganica, ore 21.00
27, 28 luglio 2009 - Monticchio 1, ore 21.00
29, 30 luglio 2009 - Campo San Demetrio, ore 21.00

"Ambiente terra. Ambiente bambino" è un progetto sviluppato dopo il terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009 per dare supporto ai bambini e alle loro famiglie nella ripresa delle normali condizioni di vita. Il progetto è promosso dal Dipartimento della Protezione Civile insieme alla Clinica di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza dell’Università dell’Aquila e all’associazione culturale “Via Caecilia”.

Obiettivi

Biblioteca aree accoglienzaIl progetto della durata di due anni ha lo scopo di elaborare modelli di prevenzione e di cura del disturbo post-traumatico da stress, in sigla noto come Dpts. Il progetto si focalizza sullo studio dei processi di adattamento all’evento del terremoto dei bambini e delle loro famiglie.
Infatti, a seguito del terremoto, il territorio della città de L’Aquila, delle sue frazioni e dei paesi limitrofi è mutato radicalmente nello spazio urbanistico, architettonico e sociale: ciò ha provocato disagi anche di natura psicologica ai minori e alla popolazione in genere, che richiedono interventi non solo di tipo psicologico, ma anche di carattere sociale, culturale e ambientale.

Attraverso il progetto si vuole anche:

  • Incrementare la “cultura” di protezione civile, intesa come modello di solidarietà, rispetto del prossimo e senso civico
  • Accrescere nei bambini, nei giovani e nella popolazione la conoscenza delle caratteristiche storico-culturali e socio-economiche del territorio abruzzese
  • Favorire l’espressione dei bisogni dei bambini
  • Prevenire il disagio infantile e adolescenziale


I partecipanti. Sono coinvolte varie figure professionali come neuropsichiatri infantili, psicologi, terapisti, assistenti sociali, educatori, animatori e esperti e tecnici della Protezione Civile. Il prof. Enzo Sechi, Direttore della Clinica di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, coordina le attività.

Le tre fasi del progetto

Bambini in un'area di accoglienzaPrima fase: Parte il 29 giugno 2009 con l’attivazione di centri di ascolto nelle aree d’accoglienza e negli alberghi della costa. Nell’area di accoglienza di San Sisto – COM 1 viene creato uno spazio ludico per bambini e ragazzi, aperto dal lunedì al venerdì dalle 9.00 alle 13.00. Nei mesi di luglio e agosto 100 bambini, provenienti da vari campi, hanno usufruito dello spazio. Sempre alla fine di giugno, parte un’attività di intervento e monitoraggio nell’Ospedale San Salvatore.

Entro settembre si concludono le iniziative intraprese in questa fase, durante la quale lavorano anche esperti dell’Associazione Pediatri di famiglia, psicologi della Marina Militare, dell’Aeronautica e dell’Esercito Italiano e volontari delle associazioni Psicologi per i popoli e Cisom - Corpo Italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta.

Seconda fase: Inzia a fine ottobre 2009 e durante questa fase esperti dell’Università e della Protezione Civile, in collaborazione con l’Associazione culturale “Via Caecilia”, intervengono nelle scuole primarie e secondarie di 1° grado, con un programma clinico e formativo per gli alunni e un ciclo di conferenze aperte a genitori, docenti e popolazione locale.

Terza fase: Dedicata alla diffusione dei dati raccolti, anche con conferenze rivolte alla popolazione.

 

I risultati del primo un anno di attività

Locandina Seminario "Ambiente terra. Ambiente bambino"Ha lo scopo di valutare i risultati del primo anno di attività del progetto “Ambiente terra. Ambiente bambino” la giornata di studi organizzata all’Aquila sabato 23 ottobre 2010, presso l’aula magna della Scuola della Guardia di Finanza di Coppito.

Il Progetto – lanciato il 29 giugno 2009 – è promosso dal Dipartimento della Protezione Civile insieme alla Clinica di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Università dell’Aquila e all’associazione culturale “Via Caecilia”.

Il seminario è l’occasione per fare il punto sui primi risultati del progetto che, centrato sullo studio dei processi di adattamento all’evento terremoto da parte dei bambini e delle loro famiglie, mira a elaborare modelli di prevenzione e di cura del disturbo post-traumatico da stress.

I profondi cambiamenti che hanno interessato il territorio aquilano sotto il profilo urbanistico, architettonico e sociale in seguito al terremoto del 6 aprile hanno, infatti, provocato un disagio anche psicologico alla popolazione.

Proprio per questo, il progetto mira ad accrescere nei cittadini la conoscenza delle caratteristiche storico-culturali e socio-economiche del loro territorio, a favorire l’espressione dei bisogni da parte dei giovani e a prevenire il disagio infantile e adolescenziale.

“Ambiente terra. Ambiente bambino” ha anche l’obiettivo di promuovere e valorizzare una cultura di protezione civile, intesa come modello di solidarietà, rispetto del prossimo e senso civico.

Il Progetto - portato avanti da diverse figure professionali, e in particolare neuropsichiatri infantili, psicologi, terapisti, assistenti sociali, educatori, animatori e esperti e tecnici della Protezione Civile – è coordinato dal Direttore della Clinica di Neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza Enzo Sechi.

Una giornata per valutare e confrontare i risultati dei progetti avviati nelle scuole abruzzesi dopo il terremoto del 6 aprile 2009. È questo l'obiettivo di "La campanella suona all'Aquila", il convegno in programma il 16 ottobre nell'Aula Magna della Caserma della Guardia di Finanza di Coppito e organizzato dall'Ufficio Scolastico Regionale per l'Abruzzo, con la collaborazione del Dipartimento della Protezione Civile.

Il seminario prende in esame gli 11 progetti organizzati nell'anno scolastico 2009/2010 nelle scuole primarie e secondarie del cratere sismico e rivolti a studenti, insegnanti e genitori. La scuola rappresenta, infatti, uno dei luoghi privilegiati dove una comunità colpita da una catastrofe, come quella del 6 aprile, può ripartire.

Dopo il saluto iniziale delle autorità, tra cui il Vice Capo Dipartimento Franco Gabrielli, il seminario inizia con un intervento sui dati demografici e uno sui dati qualitativi dei progetti. Continua con la presentazione e discussione dei cinque progetti psico-sociali, e segue con i sei progetti pedagogici. Tra le iniziative rientrano sia interventi ludici, come laboratori per imparare a conoscere i rischi del territorio, sia iniziative che hanno affrontato problematiche psicologiche realizzando spazi di ascolto per genitori e insegnanti.

Diversi gli enti che si sono fatti promotori dei progetti, dalle associazioni di psicologi alle istituzioni, tra cui il Dipartimento della Protezione Civile, l'Ingv - Istituto Nazionale di Fisica e Vulcanologia, e l'Università dell'Aquila. Tra i progetti del convegno, il Dipartimento ha realizzato "Piattaforma multimediale" e ha collaborato per la realizzazione di "La terra tretteca…Ji no" a fianco dell'Ingv e "Ambiente terra, ambiente bambino" con la Clinica di neuropsichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza dell'Università dell'Aquila.

Il seminario ha l'obiettivo di dare una lettura corale dei risultati e delle criticità emerse nell'attuazione dei progetti. Più in generale, lo scopo è iniziare a costruire una metodologia d'intervento condivisa, orientata a connettere gli spazi abitativi con le prospettive di una comunità che vuole ripartire.