Vulcani in Italia

Uno dei parametri considerati dalla comunità scientifica internazionale per classificare i vulcani italiani è lo stato di attività, in base al quale si suddividono in estinti, quiescenti ed attivi.

Vulcani estinti. Si definiscono estinti i vulcani la cui ultima eruzione risale ad oltre 10mila anni fa. Tra questi ci sono i vulcani Salina, Amiata, Vulsini, Cimini, Vico, Sabatini, Isole Pontine, Roccamonfina e Vulture.

Vulcani quiescenti. Si tratta di vulcani che hanno dato eruzioni negli ultimi 10mila anni ma che attualmente si trovano in una fase di riposo. Secondo una definizione più rigorosa, si considerano quiescenti i vulcani il cui tempo di riposo attuale è inferiore al più lungo periodo di riposo registrato in precedenza. Si trovano in questa situazione: Colli Albani, Campi Flegrei, Ischia, Vesuvio, Lipari, Vulcano, Panarea, Isola Ferdinandea e Pantelleria. Tra questi, Vesuvio, Vulcano e Campi Flegrei, hanno una frequenza eruttiva molto bassa e si trovano in condizioni di condotto ostruito. Non tutti i vulcani quiescenti presentano lo stesso livello di rischio, sia per la pericolosità dei fenomeni attesi, sia per la diversa entità della popolazione esposta. Inoltre alcuni presentano fenomeni di vulcanismo secondario - come degassamento dal suolo, fumarole - che nell’ordinario possono indurre a situazioni di rischio.

Vulcani attivi. Infine, si definiscono attivi i vulcani che hanno dato eruzioni negli ultimi anni. Si tratta dei vulcani Etna e Stromboli che eruttano frequentemente e che, per le condizioni di attività a condotto aperto, presentano una pericolosità ridotta ed a breve termine.

Vulcani sottomarini. L’attività vulcanica in Italia è concentrata anche nelle zone sommerse del Mar Tirreno e del Canale di Sicilia. Alcuni vulcani sottomarini sono ancora attivi, altri ormai estinti rappresentano delle vere e proprie montagne sottomarine. Oltre ai più noti Marsili, Vavilov e Magnaghi, vanno ricordati i vulcani sottomarini Palinuro, Glauco, Eolo, Sisifo, Enarete e i numerosi apparati vulcanici nel Canale di Sicilia.

Di seguito, le sezioni dedicate ai principali vulcani italiani.

Aggiornato l'11 novembre 2011

Stromboli

L'isola di Stromboli, la più settentrionale delle Eolie, è tra i vulcani più attivi al mondo. E' caratterizzata da persistente attività esplosiva, denominata "stromboliana".

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Vulcano

L’isola di Vulcano è la più meridionale delle sette isole che compongono l’arcipelago eoliano. Insieme a Stromboli, è l’unica che presenta ancora un’attività vulcanica.

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Etna

L’Etna è un vulcano attivo che si trova sulla costa orientale della Sicilia. E' il più alto d’Europa. La sua attività è caratterizzata da colate laviche ed emissioni di ceneri.

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Vesuvio

Il Vesuvio è un vulcano attivo situato in Campania, in una delle zone più densamente popolate d'Italia. E' considerato uno dei vulcani a rischio più elevato nel mondo.

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Campi Flegrei

I Campi Flegrei sono una caldera vulcanica in stato di quiescenza. In quest'area il rischio è molto elevato per la presenza di centri abitati e la vicinanza a Napoli.

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Ischia

Ischia è un’isola formata da numerosi vulcani, situata sul Golfo di Napoli. L'intensa attività idrotermale e la storia eruttiva indicano che l’isola è un’area vulcanica ancora attiva.

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Vulcani sottomarini

L’attività vulcanica sottomarina è concentrata nel Mar Tirreno e nel Canale di Sicilia. Alcuni vulcani sono ancora attivi; altri rappresentano delle vere e proprie montagne sottomarine.

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