Provvedimenti

Hai cercato

Legge n. 123 del 14 luglio 2008: misure per fronteggiare l'emergenza rifiuti in Campania

14 luglio 2008

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 165 del 16 luglio 2008

La legge n. 123 del 14 luglio 2008 ha convertito il decreto legge n. 90 del 23 maggio 2008, “Misure straordinarie per fronteggiare l’emergenza del settore dello smaltimento dei rifiuti nella regione Campania e ulteriori disposizioni di protezione civile”.

Il provvedimento si compone di 20 articoli e queste sono le sue aree tematiche principali:

Stato di emergenza e le funzioni del Sottosegretario
Reati e sanzioni
Impianti
Raccolta differenziata
Informazione, partecipazione e scuola

Stato di emergenza - Lo stato di emergenza in Campania durerà fino al 31 dicembre 2009. (art. 19

Aree di interesse strategico nazionale – I siti, le aree e gli impianti connessi all'attività di gestione dei rifiuti costituiscono aree di interesse strategico nazionale. Queste zone sono salvaguardate e tutelate con misure anche di carattere straordinario, come l’impiego delle Forze armate.

La seconda legge sul’emergenza rifiuti, la n. 210 del 30 dicembre 2008, ha allargato il campo della definizione di aree di interesse strategico nazionale includendo anche le sedi degli uffici legati alla gestione dei rifiuti.

Copertura finanziaria - È stato istituito un Fondo per l'emergenza rifiuti Campania, con una dotazione di 150 milioni di euro, per coprire le spese che derivano dal decreto rifiuti. (art. 17)

Competenze del Sottosegretario per l’emergenza rifiuti - Per affrontare l’emergenza rifiuti in Campania viene nominato, in via straordinaria e fino al 31 dicembre 2009, un Sottosegretario di Stato. La carica è assegnata a Guido Bertolaso, Capo del Dipartimento della protezione civile, che comunque continua a mantenere il suo ruolo all'interno della protezione civile e nella conduzione dei grandi eventi.

In relazione all’emergenza rifiuti, le sue competenze sono:
• attivare i siti da destinare a discarica, con l’obbligo di rispettare le misure per la tutela della salute e dell’ambiente;
• acquisire impianti, cave dismesse o abbandonate e altri siti per lo stoccaggio o smaltimento di rifiuti, anche con procedure di esproprio;
• attuare misure di recupero e riqualificazione ambientale;
• salvaguardare e tutelare i siti, le aree e gli impianti utilizzati per la gestione dei rifiuti, che sono considerati aree di “interesse strategico nazionale”;
• può disporre la precettazione dei lavoratori a qualsiasi titolo impiegati nella gestione dei rifiuti in caso di pericolo di interruzione, di ostacolo o di alterazione della regolare attività di gestione dei rifiuti;
• può ricorrere a interventi alternativi in caso di interruzione, anche temporanea, della raccolta e del trasporto dei rifiuti.

Inoltre il Sottosegretario agisce a stretto contatto con le autorità di pubblica sicurezza e le altre autorità competenti e può richiedere loro di adottare i provvedimenti necessari per garantire la sicurezza. Può anche richiedere l'impiego straordinario delle Forze armate per l'allestimento dei cantieri e dei siti, per la raccolta ed il trasporto dei rifiuti e, in accordo con le Forze di polizie, per la vigilanza e la protezione dei cantieri. Il personale delle Forze armate qui impiegato agisce con le funzioni di agente di pubblica sicurezza e può procedere all'identificazione e alla perquisizione sul posto di persone e mezzi di trasporti. (art. 1 e art. 2)

La seconda legge sul’emergenza rifiuti, la n. 210 del 30 dicembre 2008, ha ampliato le competenze delle Forze armate, che, oltre alle attività di vigilanza e protezione, hanno il compito di controllare la corretta gestione del ciclo dei rifiuti.

Reati penali - Commette reato penale chi ostacola le azioni per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti.

In particolare:
• chi si introduce abusivamente nelle aree di interesse strategico nazionale oppure ne impedisce o rende più difficile l'accesso autorizzato è punito con l’arresto da 3 mesi a 1 anno o la multa da 51 a 309 euro (art. 682 del codice penale);
• chi impedisce, ostacola o rende più difficile la gestione dei rifiuti rischia da 1 a 5 anni di reclusione (art. 340 del codice penale);
• chi distrugge, deteriora o rende inservibili le componenti degli impianti e degli strumenti connessi alla gestione dei rifiuti rischia da 6 mesi a 3 anni di arresto oppure, nei casi più gravi, da 1 anno a 4 (art. 635, secondo comma, del codice penale). (art. 2)

Competenza unica per i reati - La competenza sui procedimenti connessi alla gestione dei rifiuti e all’ambiente è attribuita al Procuratore della Repubblica, presso la Direzione distrettuale antimafia di Napoli. Le funzioni di giudice nelle indagini preliminari sono esercitate da magistrati del Tribunale di Napoli. Sulle richieste di misure cautelari decide lo stesso Tribunale in composizione collegiale.
Il Ministro della Giustizia ridistribuisce i magistrati in servizio e ricolloca il personale amministrativo in servizio per potenziare gli uffici giudiziari di Napoli. (art. 3)

Tutela giurisdizionale - Sono di competenza del giudice amministrativo tutte le controversie, anche di natura cautelare, comunque attinenti alla complessiva azione di gestione dei rifiuti. (art. 4)

Termovalorizzatori - Saranno realizzati quattro termovalorizzatori, tra cui il primo ad essere completato sarà quello di Acerra (NA). È prevista inoltre la realizzazione di un impianto di termovalorizzazione nel comune di Napoli, in un sito individuato dal Sindaco di Napoli o dal Presidente del Consiglio, e di altri due, uno nel comune di Salerno, l’altro in quello di Santa Maria La Fossa (CE). Per questi tre termovalorizzatori il Ministro dello Sviluppo economico, in accordo con il Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare, definisce condizioni e modalità per i finanziamenti e gli incentivi pubblici di competenza statale.

Viene, poi, prorogato, a seconda della tipologia dei rifiuti conferiti, il funzionamento degli impianti per lo stoccaggio dei rifiuti e per il successivo trasporto negli impianti di recupero, trattamento o smaltimento. (art. 5 e art. 8)

Impianti per il compostaggio e la raccolta differenziata - Una Commissione di esperti deve esaminare la funzionalità e lo stato di manutenzione degli impianti di trattamento dei rifiuti di Caivano (NA), Tufino (NA), Giugliano (NA), Santa Maria Capua Vetere (CE), Avellino - località Pianodardine, Battipaglia (SA) e Casalduni (BN).
In seguito alla valutazione, questi impianti possono essere convertiti in impianti per il compostaggio, la raccolta differenziata, il recupero e il trasferimento dei rifiuti. A questo scopo il Sottosegretario di Stato darà disposizioni per la progettazione e la realizzazione delle opere necessarie a convertire gli impianti. (art.6)

Discariche - Sono previsti impianti di discarica nelle cinque province campane, nel rispetto della normativa comunitaria tecnica di settore. Alle popolazioni residenti nei comuni sede delle discariche saranno concessi benefici fiscali e contributivi. Questo l’elenco dei possibili siti:

• Sant'Arcangelo Trimonte (BN) - località Nocecchie
• Savignano Irpino (AV) - località Postarza
• Serre (SA) - località Macchia Soprana
• Andretta (AV) - località Pero Spaccone (Formicoso)
• Terzigno (NA) - località Pozzelle e località Cava Vitiello
• Napoli località Chiaiano (Cava del Poligono - Cupa del cane)
• Caserta - località Torrione (Cava Mastroianni)
• Santa Maria La Fossa (CE) - località Ferrandelle
• Serre (SA) - località Valle della Masseria

Fino al termine dello stato di emergenza è vietato il trasferimento, lo smaltimento o il recupero di rifiuti in altre regioni. In riferimento al percolato prodotto dalle discariche regionali, ne è autorizzato il pretrattamento, il trattamento e lo smaltimento negli impianti di depurazione delle acque reflue. (art. 9 e 10)

Oltre alla predisposizione di strutture per la gestione e lo smaltimento dei rifiuti, il piano del Governo prevede un insieme di azioni dirette a incentivare la raccolta differenziata.

Livelli minimi di raccolta differenziata - I comuni della Campania devono raggiungere dei livelli minimi di raccolta differenziata, in particolare il 25% entro il 2009, il 35% entro il 2010 e il 50% entro la fine del 2011.
Ai comuni che non raggiungono l'obiettivo è imposta una maggiorazione sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti indifferenziati rispettivamente del 15%, del 25% e del 40% dell'importo stabilito.

È il Sottosegretario Guido Bertolaso che ha la funzione di monitorare i dati sulla produzione dei rifiuti e la raccolta differenziata che i comuni gli inviano mensilmente.

La raccolta differenziata riguarda strutture pubbliche e private; in particolare la Pubblica amministrazione, la grande distribuzione, imprese con più di 50 unità, i mercati all’ingrosso e ortofrutticoli dovranno provvedere alla sua applicazione.

Iniziative nelle province e nei comuni - I presidenti delle province e i sindaci hanno il dovere di promuovere comportamenti che contribuiscono a ridurre la quantità di rifiuti; in particolare i primi devono disincentivare l'utilizzo di beni “usa e getta”, mentre i secondi devono favorire azioni che facilitino il compostaggio domestico dei rifiuti organici. (art. 11)

Campagna informativa - È compito del Ministro dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare definire le iniziative, anche di carattere culturale e divulgativo, per:

• informare e far partecipare i cittadini e gli enti pubblici e privati sulle questioni ambientali legate alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti;
• promuovere il rispetto all'ambiente, anche stimolando l'adozione di comportamenti e abitudini che favoriscano lo sviluppo della raccolta differenziata dei rifiuti

Queste attività saranno attuate in collaborazione con le amministrazioni centrali e territoriali e in accordo con il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Raccolta differenziata a scuola - Il Ministro dell'Istruzione, università e ricerca garantirà un'attività di informazione nelle scuole di ogni ordine e grado sui temi ambientali e legati alla gestione e allo smaltimento dei rifiuti; in particolare, a partire dall'anno scolastico 2008-2009, nelle scuole della Campania saranno introdotti corsi aggiuntivi sulla corretta gestione dei rifiuti domestici. (art. 13