Normativa di protezione civile

Attività antincendio boschivo per la stagione estiva 2018. Raccomandazioni per un più efficace contrasto agli incendi boschivi, di interfaccia e ai rischi conseguenti

15 giugno 2018

Pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n. 137 del 15 giugno 2018

Oggetto: Campagna estiva antincendio boschivo 2018. Individuazione dei tempi di svolgimento e raccomandazioni per un più efficace contrasto agli incendi boschivi, e di interfaccia, nonché ai rischi conseguenti.

 

In materia di lotta agli incendi boschivi, la normativa vigente di cui all’art. 1, comma 1, del decreto legge 31 maggio 2005, n. 90, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 26 luglio 2005, n. 152, attribuisce allo scrivente il compito di individuare i tempi di svolgimento delle attività antincendio boschivo nel periodo estivo che, per la prossima stagione, avranno inizio il 15 giugno e termine il 30 settembre 2018.
In vista della stagione estiva antincendio boschivo 2018, per una più efficace azione di contrasto agli incendi boschivi e di interfaccia, nonché ai rischi conseguenti, ritengo doveroso condividere con le SS.LL. le riflessioni che seguono che ripercorrono le azioni intraprese a valle di quanto accaduto nella stagione estiva del 2017, durante la quale il fenomeno degli incendi boschivi e di interfaccia ha assunto numeri ed impatti significativi in molte aree del nostro Paese, impegnando in modo rilevante i sistemi di spegnimento a terra ed aerei, nonché i sistemi locali di protezione civile a salvaguardia della pubblica e privata incolumità.
In ragione di ciò, gli eventi incendiari dell’estate del 2017, prolungatisi fino all’inizio di novembre, sono stati analizzati lo scorso autunno con un’intensa e strutturata attività di debriefing di livello tecnico, coordinata dal Dipartimento della protezione civile, con l’obiettivo di esaminare i punti di forza e di debolezza delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva messe in atto dalle Amministrazioni regionali con il concorso di quelle statutali. In esito alle suddette attività di debriefing, sono state condivise alcune proposte migliorative del sistema antincendio boschivo nel suo complesso, per ciascuno degli ambiti specifici della previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi. Tali proposte sono state inviate dal Dipartimento della protezione civile, lo scorso dicembre, ai Presidenti delle Regioni ed ai vertici delle Amministrazioni centrali competenti nel settore dell’antincendio boschivo, affinché venissero recepite nei vari ambiti, in vista della stagione antincendio boschivo del 2018.
Per favorire maggiormente l’azione sinergica delle componenti regionali e statuali, impegnate nelle attività antincendio boschivo, e per fornire a tutti i livelli di responsabilità le indicazioni necessarie a predisporre tempestivamente il sistema antincendio, in vista della campagna del 2018 - adeguandolo anche al mutato quadro normativo introdotto dal D. Lgs. 19 agosto 2016, n. 177 e successive modificazioni - lo scorso 27 febbraio, sono state trasmesse specifiche raccomandazioni operative a tutte le Amministrazioni, a vario titolo coinvolte nelle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale n. 57 del 9 marzo 2018, le quali si richiamano integralmente.
Tali raccomandazioni individuano puntualmente le priorità di azione delle varie componenti del sistema, alla luce delle criticità individuate nel 2017 e pertanto, l’auspicio è che ne sia stata data dalle SS.LL., per quanto di competenza, tempestiva attuazione, al fine di affrontare la campagna del 2018 con una risposta più efficace ed efficiente.
In seguito alla citata attività di debriefing sulla campagna antincendio boschivo del 2017, il Dipartimento della protezione civile ha promosso e costituito, lo scorso mese di aprile, anche un Tavolo tecnico interistituzionale, volto al monitoraggio del settore antincendio boschivo per la proposizione di soluzioni operative ed allo sviluppo dettagliato di alcune delle proposte migliorative individuate nel 2017 che necessitano di ulteriori approfondimenti tecnici. Nella composizione di tale Tavolo tecnico interistituzionale, di prima e finora unica costituzione, sono rappresentate sia le Amministrazioni regionali, pienamente titolari della materia antincendio boschivo, che le componenti statuali quali il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, l’Arma dei Carabinieri, il Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, nonché una rappresentanza anche dei Comuni attraverso l’ANCI.
Ciò premesso, trattando nello specifico la prossima campagna estiva antincendio boschivo 2018, si ritiene utile evidenziare gli esiti delle analisi compiute sulle condizioni idrologiche del territorio nazionale, nel periodo “settembre 2017 – maggio 2018”, che mostrano precipitazioni meteorologiche mediamente abbondanti, con un incremento positivo rispetto all’analogo periodo della stagione precedente 2016-2017. Ciò ha, evidentemente, limitato le condizioni favorevoli all’innesco ed alla propagazione degli incendi boschivi, contribuendo a far registrare, nella stagione invernale, un basso numero di incendi boschivi e nessun evento di particolare rilievo. La disponibilità idrica favorisce, tuttavia, la crescita della vegetazione, in particolare arbustiva ed erbacea, la quale, durante il periodo estivo ed in concomitanza di eventuali prolungati periodi con condizioni meteoclimatiche favorevoli all’innesco ed alla propagazione degli incendi boschivi, potrà fornire un importante contributo al carico di combustibile.
Nel corso dei recenti incontri, tenutisi presso il Dipartimento della protezione civile, con i referenti tecnici delle Amministrazioni regionali e statuali, sono emersi diversi elementi di miglioramento dei sistemi di risposta antincendio boschivo regionali rispetto all’anno 2017, ma anche la persistenza di alcune criticità; queste, in particolare, sono ravvisabili sia nella fase di coordinamento delle operazioni di spegnimento degli incendi da terra e dal cielo - soprattutto in quelle realtà dove vi era un consolidato rapporto di collaborazione con il preesistente Corpo Forestale dello Stato - sia nell’approntamento delle flotte aeree regionali, a causa dei tempi di approvazione di alcuni bilanci regionali ovvero della limitata disponibilità di risorse rispetto alle esigenze operative.
E’ necessario, pertanto, mantenere alto il livello di attenzione sul problema degli incendi boschivi e di interfaccia, affinché venga affrontato in maniera sinergica fra tutte le componenti e strutture operative, sia regionali sia statali, nell’ambito del Servizio Nazionale della Protezione Civile. Al riguardo, pertanto, si auspica che le SS.LL. proseguano negli sforzi di organizzazione dei propri sistemi regionali di antincendio boschivo, in termini di risorse umane e di mezzi terrestri ed aerei, nell’ottica di una sempre maggiore efficienza, al fine di garantire adeguati livelli di risposta.
Sulla base di consolidate pratiche operative, si rivela efficace un sistema di risposta regionale che preveda presidi e squadre di avvistamento e di sorveglianza, con funzioni deterrenti e di pronta segnalazione; un sistema di squadre di spegnimento da terra, coordinate per ciascun incendio da un direttore delle operazioni di spegnimento, con adeguate competenze di settore; una flotta aerea antincendio boschivo proporzionata all’estensione ed alla pericolosità potenziale del territorio regionale stesso. Tale sistema, adeguatamente dimensionato in relazione alle caratteristiche del territorio ed alle previsioni giornaliere del pericolo incendi, può essere altresì supportato, come concorso residuale e non primario, dai mezzi della flotta antincendio di Stato, coordinata dal Dipartimento della protezione civile, su richiesta delle Sale operative unificate permanenti, in caso di incendi non più controllabili con i mezzi messi in campo dalle strutture regionali.
Per quanto attiene alla flotta aerea antincendio di Stato, per la prossima campagna estiva antincendio boschivo, essa sarà composta da 14 velivoli Canadair CL415 – oltre ad altri 2 velivoli co-finanziati dalla Commissione Europea nell’ambito del progetto “EU-Buffer IT” che, pur se prioritariamente destinati agli altri Paesi europei nell’ambito del Meccanismo Unionale di protezione civile, potranno essere utilmente impiegati anche sul territorio italiano – e 4 elicotteri Erickson S64F. A questi si aggiungeranno ulteriori elicotteri del comparto Difesa, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e dell’Arma dei Carabinieri.
Come ogni anno, per ottimizzare l'impiego di tali velivoli, a supporto delle flotte aeree antincendio regionali, si ritiene necessario proseguire nello sforzo comune e sinergico ed, al riguardo, il Dipartimento della protezione civile continuerà nel monitoraggio e nella vigilanza delle situazioni emergenziali, al fine di garantire il concorso della componente aerea della flotta di Stato e di assicurare la dovuta collaborazione e ogni possibile forma di assistenza per la compiuta attuazione delle presenti raccomandazioni.
Sul sito istituzionale del Dipartimento della protezione civile sarà reso disponibile, anche quest’anno, il numero degli assetti regionali e statali dedicati alle attività antincendio boschivo e pertanto si invitano le SS.LL. a voler verificare che i propri Uffici abbiano già comunicato le informazioni richieste, secondo le modalità già rappresentate dallo stesso Dipartimento.
Per il contrasto degli incendi boschivi e di interfaccia si sono dimostrati altresì particolarmente efficaci il dispiegamento di dispositivi di prevenzione, di controllo e di monitoraggio continuo del territorio da parte delle forze di polizia, come fattore deterrente preventivo, nonché le attività di investigazione e di ricerca degli autori degli atti incendiari. A tale proposito si auspica una ancora più efficace cooperazione e scambio dei dati tra le diverse componenti del sistema e le relative sale operative, per migliorare ulteriormente i tempi di intervento sugli incendi ed agevolare l’avvio delle operazioni investigative.
Il fenomeno incendiario, infatti, avendo una matrice prettamente antropica può essere efficacemente contrastato con politiche di prevenzione, strutturale e non strutturale, tra cui sono ricomprese le attività di promozione, tra i cittadini, della cultura di protezione civile e delle corrette norme di comportamento per la salvaguardia dell'ambiente.
Alla luce della disamina effettuata sul fenomeno incendiario in Italia, rivolgo infine alle SS.LL. le allegate raccomandazioni operative, parte integrante della presente comunicazione, per un più efficace contrasto agli incendi boschivi, di interfaccia ed ai rischi conseguenti per la stagione estiva 2018, confidando vivamente nella tempestiva e puntuale attuazione delle stesse, anche con il concorso di tutte le diverse componenti istituzionali chiamate ad intervenire a diverso titolo, al fine di garantire il coordinamento della risposta organizzativa ed operativa, nel rispetto di quanto previsto dalla vigente legislazione nazionale e regionale.

IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI
GIUSEPPE CONTE

Al Presidente della Regione ABRUZZO
Al Presidente della Regione BASILICATA
Al Presidente della Regione CALABRIA
Al Presidente della Regione CAMPANIA
Al Presidente della Regione EMILIA-ROMAGNA
Al Presidente della Regione FRIULI VENEZIA GIULIA
Al Presidente della Regione LAZIO
Al Presidente della Regione LIGURIA
Al Presidente della Regione LOMBARDIA
Al Presidente della Regione MARCHE
Al Presidente della Regione MOLISE
Al Presidente della Regione PIEMONTE
Al Presidente della Regione PUGLIA
Al Presidente della Regione SARDEGNA
Al Presidente della Regione SICILIANA
Al Presidente della Regione TOSCANA
Al Presidente della Regione UMBRIA
Al Presidente della Regione VALLE D'AOSTA
Al Presidente della Regione VENETO
Al Presidente della Provincia Autonoma di BOLZANO
Al Presidente della Provincia Autonoma di TRENTO
e, p.c. Al Ministro per gli Affari Regionali e le Autonomie
Al Presidente dell’Unione delle Province Italiane
Al Presidente dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani


ALLEGATO

Attività antincendio boschivo (AIB) per la stagione estiva 2018. Raccomandazioni per un più efficace contrasto agli incendi boschivi, di interfaccia ed ai rischi conseguenti

a) Attività di previsione e prevenzione
• Favorire un adeguato scambio di informazioni fra le strutture locali, regionali e statuali impiegate a vario titolo nelle attività AIB con quelle di protezione civile.
• Utilizzare le informazioni disponibili presso i Centri Funzionali Decentrati per attività di previsione delle condizioni di pericolosità degli incendi boschivi e favorire, qualora non presente, la produzione di uno specifico bollettino incendi così come previsto dal D.M. 20 dicembre 2001. Allo scopo si rammenta che il Dipartimento della Protezione Civile ha sviluppato un proprio modello previsionale, disponibile in via continuativa e per tutti i giorni dell’anno presso i predetti Centri Funzionali.
• Promuovere forme di sensibilizzazione e di stimolo degli Enti e delle Società che gestiscono le infrastrutture, affinché attuino i necessari interventi di manutenzione mirati alla riduzione delle condizioni favorevoli all'innesco e alla propagazione degli incendi, indicando come prioritari gli interventi nelle fasce perimetrali delle zone antropizzate, delle infrastrutture strategiche, della rete viaria e di quella ferroviaria.
• Supportare e promuovere presso le Amministrazioni comunali le attività di prevenzione non strutturale, indicando come prioritaria l'istituzione e l'aggiornamento del catasto dei soprassuoli percorsi dal fuoco, così come previsto dall’articolo 10, comma 2 della legge n.353 del 2000, strumento necessario per l'applicazione dei vincoli dettati dalla predetta legge.
• Definire con le Prefetture – Uffici Territoriali di Governo ed i Comuni a maggior rischio di incendi boschivi attività di controllo del territorio da parte delle Forze di Polizia, anche attraverso l’elaborazione di specifiche procedure di comunicazione tra le Sale Operative al fine di attivare, in particolare nelle aree e nei periodi a maggior rischio, un efficace dispositivo deterrente delle possibili cause di innesco.
• Promuovere ogni azione necessaria a potenziare ed ottimizzare l'organizzazione ed il coordinamento del personale appartenente alle Organizzazioni di volontariato, riconosciute secondo la vigente normativa, ed impiegate, ai diversi livelli territoriali, nelle attività di sorveglianza, vigilanza e presidio del territorio, nonché a supporto alle Autorità preposte per la lotta attiva, nelle aree e nei periodi di maggior rischio.
• Coinvolgere le Associazioni di categoria silvo-pastorali presenti sul territorio, attraverso specifici protocolli d’intesa, con l’obiettivo di mettere a disposizione del sistema antincendio boschivo specifiche conoscenze e risorse delle stesse Associazioni.
• Stabilire, ai sensi dell'articolo 7, comma 6, della legge n.353 del 2000, forme di incentivazione per il personale stagionale utilizzato, strettamente correlate ai risultati ottenuti in termini di riduzione delle aree percorse dal fuoco.

b) Attività di pianificazione ai sensi della legge quadro sugli incendi boschivi
• Provvedere alla revisione annuale del Piano regionale per la programmazione delle attività di previsione, prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, di cui all'articolo 3, comma 3, della legge n.353 del 2000, redatto secondo le linee guida di cui al D.M. 20 dicembre 2001, evidenziando inoltre le procedure ed il modello di intervento da adottare anche in situazioni complesse che possono interessare sia le aree boscate che quelle di interfaccia e che possono richiedere l’impiego di forze facenti capo a diversi soggetti, anche rispetto a quanto stabilito dal D.Lgs. n.177 del 2016.
• Provvedere alla redazione di adeguate cartografie a supporto di tutte le fasi di intervento legate al fenomeno degli incendi boschivi, dall’individuazione delle possibili aree a maggior rischio incendio boschivo e di interfaccia, alla produzione di strati informativi quali le fonti di approvvigionamento idrico, nonché una suddivisione del territorio per tipo di vegetazione.
• Assicurare il fondamentale raccordo tra il suddetto Piano regionale ed i Piani per i Parchi e le Riserve Naturali dello Stato, predisposti dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, ai sensi dall'articolo 8, della legge n.353 del 2000.
• Definire, con le Società di gestione o gli Enti interessati, un adeguato modello di intervento per le aree particolarmente sensibili agli incendi, come viabilità principale ed altre infrastrutture strategiche che, in caso di evento, possa limitare i rischi per l'incolumità pubblica e privata.

c) Attività di pianificazione di protezione civile
• Sollecitare e sostenere i Sindaci nella predisposizione e nell'aggiornamento dei piani comunali o intercomunali di protezione civile, anche di carattere speditivo, con particolare riferimento al rischio di incendi di interfaccia, oltreché nella definizione delle procedure di allertamento del sistema locale di protezione civile, nella mappatura del territorio secondo i diversi livelli di rischio di incendi di interfaccia e nelle attività di informazione alla popolazione. Stante la peculiarità del periodo estivo, si raccomanda altresì la promozione dell'elaborazione di specifici piani di emergenza per gli insediamenti, le infrastrutture e gli impianti turistici, anche temporanei, prossimi ad aree boscate o comunque suscettibili all’innesco.
• Provvedere, ove possibile, alla definizione di specifiche intese ed accordi tra Regioni e Province Autonome, anche limitrofe, nell'ambito delle quali trovare un'appropriata e coordinata sintesi delle iniziative volte ad assicurare una pronta ed efficace cooperazione e condivisione di uomini e mezzi, in particolare del volontariato, nonché di mezzi aerei da destinare ad attività di vigilanza e di lotta attiva agli incendi boschivi, sia in caso di eventi particolarmente intensi sia durante i periodi ritenuti a maggior rischio.

d) Attività di lotta attiva agli incendi boschivi e di interfaccia e di gestione dell'emergenza
• Adeguare i dispositivi regionali antincendio, di fondamentale importanza nella prima risposta e nel contenimento degli incendi boschivi e di interfaccia, al regime degli eventi che interessano il territorio regionale, modulando e potenziando opportunamente le forze di terra con quelle aeree.
• Formare costantemente gli operatori antincendio boschivo a tutti i livelli, per implementare al meglio le tecniche di spegnimento ed aumentare la sicurezza degli operatori stessi.
• Porre il massimo sforzo nel diversificare con mezzi ad ala rotante e ad ala fissa la flotta regionale, concetto più che mai attuale vista l’effettiva composizione della flotta aerea di Stato, sia in termini di assetti disponibili sia in termini di tipologia.
• Assicurare la piena integrazione procedurale e operativa con le Amministrazioni statali, centrali e periferiche, in relazione all'impiego sia di risorse strumentali sia di conoscenze specialistiche, valutando, altresì, il ricorso ad accordi per l'utilizzo di figure professionali adeguate alle esigenze operative, ove non presenti nella struttura regionale o provinciale.
• Garantire, altresì, l'indispensabile presenza di un adeguato numero di direttori/responsabili delle operazioni di spegnimento, dotati di professionalità e profilo di responsabilità tali da consentire l'ottimale coordinamento delle attività delle squadre medesime con quelle dei mezzi aerei.
• Garantire un costante collegamento tra le Sale Operative Unificate Permanenti (SOUP), di cui all'articolo 7, della legge n.353 del 2000, e le Sale operative regionali di protezione civile, laddove non già integrate, nonché il necessario e permanente raccordo con il Centro Operativo Aereo Unificato (COAU) e la Sala Situazione Italia del Dipartimento della protezione civile, ai fini, rispettivamente, della richiesta di concorso aereo e del costante aggiornamento sulla situazione a livello regionale delle emergenze derivanti dagli incendi di interfaccia. In proposito è indispensabile che il COAU abbia immediata, piena e costante visibilità dell’impiego tattico degli assetti regionali al fine di poter far intervenire le risorse strategiche aeree statali ove più necessario in ogni momento. Ciò al fine di evitare diseconomie in continui spostamenti attraverso la Penisola e di rendere più tempestivo ed efficace l’intervento.
• Assicurare, così come previsto dall'articolo 7 comma 3, della legge n.353 del 2000, un adeguato assetto della propria SOUP prevedendone un'operatività di tipo continuativo nei periodi di maggior rischio di incendio boschivo, ed integrando le proprie strutture con quelle del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, dei Corpi Forestali Regionali e/o Provinciali, nonché, ove necessario, con personale delle organizzazioni di volontariato riconosciute, delle Forze Armate, delle Forze di Polizia e delle altre componenti e strutture operative di cui alla legge n.225 del 1992.
• Valutare la possibilità di definire gemellaggi tra Regioni, e tra Regioni e Province Autonome, per l'attività di lotta attiva agli incendi boschivi, intesi non solo come scambio di esperienze e conoscenze tra strutture ed operatori ma, soprattutto, come strumento di potenziamento del dispositivo di intervento. Il Dipartimento della protezione civile assicurerà il proprio supporto alle iniziative di gemellaggi tra le Regioni che coinvolgono le organizzazioni di volontariato, nei limiti dei fondi disponibili.
• Assicurare la diffusione e la puntuale attuazione delle "Disposizioni e procedure per il concorso della flotta aerea dello Stato nella lotta attiva agli incendi boschivi", emanate dal Dipartimento della protezione civile, onde garantire la prontezza, l'efficacia e la tempestività degli interventi, nonché l'impiego ottimale dei mezzi aerei rispetto alle tipologie di evento.
• Provvedere alla razionalizzazione delle richieste di spegnimento indirizzate al COAU del Dipartimento della protezione civile, per situazioni di reale necessità rispetto all'attività di contrasto a terra.
• Promuovere un’attività di sensibilizzazione presso gli aeroclub presenti sul territorio affinché, nell’ambito delle normali attività di volo e di addestramento, i piloti svolgano anche attività di avvistamento, segnalando prontamente eventuali principi di incendio boschivo all’Ente preposto alla gestione del traffico aereo.
• Adottare tutte le misure necessarie, compresa l'attività di segnalazione all'Ente nazionale per l'aviazione civile ai sensi dell' art. 712 del Codice della Navigazione, affinché impianti, costruzioni ed opere che possono costituire ostacolo per il volo degli aeromobili antincendio ed intralcio alle loro attività, siano provvisti di segnali, incrementando in tal modo la sicurezza dei voli della flotta aerea antincendio.
• Ampliare per quanto possibile la disponibilità di fonti idriche idonee al prelievo di acqua da parte degli aeromobili impiegati in AIB; fornire il continuo aggiornamento delle informazioni, con particolare riferimento alla presenza, anche temporanea, di ostacoli e pericoli per la navigazione aerea ed al carico d'acqua.
• Definire opportune intese con le Capitanerie di Porto sia per identificare e garantire aree a ridosso delle coste idonee per il pescaggio dell'acqua a mare da parte dei mezzi aerei, tali da consentire anche la sicurezza per le attività di pesca e balneazione, sia per assicurare l'eventuale intervento da mare per il soccorso alle popolazioni qualora minacciate da incendi prossimi alla linea di costa.