Provvedimenti

Opcm n. 4007 del 29 febbraio 2012: contributi per gli interventi di prevenzione del rischio sismico per l'anno 2011

8 marzo 2012

Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 56 del 7 marzo 2012
 

L’ordinanza disciplina i contributi per gli interventi di prevenzione del rischio sismico previsti dall’art.11 della legge 77 del 24 giugno 2009, relativamente ai fondi disponibili per l’annualità 2011. Procedure, modulistica e strumenti informatici per la gestione degli interventi previsti da questa ordinanza saranno specificati in successivi decreti del Capo Dipartimento della Protezione civile. (art.1)

Interventi finanziati
L’ordinanza stabilisce che la quota stanziata per il 2011, pari a 145.100 milioni di euro sia ripartita tra le Regioni per:
a) studi di microzonazione sismica (10 milioni di euro);
b) interventi di rafforzamento locale o miglioramento sismico o, eventualmente, demolizione e ricostruzione di edifici ed opere pubbliche d’interesse strategico per finalità di protezione civile. Sono esclusi dai contributi gli edifici scolastici, ad eccezione di quelli che ospitano funzioni strategiche nei piani di emergenza di protezione civile (130 milioni di euro per gli interventi indicati alle lettere b e c);
c) interventi strutturali di rafforzamento locale o miglioramento sismico o di demolizione e ricostruzione di edifici privati;
d) altri interventi urgenti e indifferibili per la mitigazione del rischio simico, con particolare riferimento a situazioni di elevata vulnerabilità ed esposizione (4 milioni di euro).

I finanziamenti riguardano gli interventi di prevenzione del rischio sismico nei Comuni in cui la pericolosità sismica di base, espressa in termini di accelerazione al suolo “ag”, non sia inferiore a 0,125g (allegato 7).
Le Regioni sono obbligate a destinare per gli interventi sugli edifici privati indicati alla lettera c) da un minimo del 20% fino a un massimo del 40% del finanziamento ad esse assegnato. (art. 2 e 16)

Il Dipartimento della Protezione civile ripartisce i contributi tra le Regioni sulla base dell’indice medio di rischio sismico elaborato secondo i criteri riportati nell’allegato 2.
Le Regioni preparano i programmi per gli interventi di tipo b, sentiti i Comuni interessati. I Comuni trasmettono alle Regioni una proposta di priorità degli edifici su cui eseguire gli interventi entro 60 giorni dalla pubblicazione del decreto di ripartizione delle risorse del Capo Dipartimento della Protezione Civile. Le Regioni trasmettono al Dipartimento della Protezione Civile i programmi per la realizzazione degli interventi entro 30 giorni dalla loro approvazione.
Sono considerati elementi di priorità la vicinanza degli edifici ad una via di fuga prevista dal piano di emergenza provinciale o comunale per il rischio sismico o vulcanico, oppure il fatto di consentire la fruibilità della via di fuga (art. 3-4)

Studi di microzonazione sismica
Sono destinati agli studi di microzonazione sismica almeno di livello 1 quattro milioni di euro.
I contributi sono concessi alle Regioni e agli Enti Locali che cofinanziano la spesa per almeno il 40% del costo degli studi di microzonazione. Le Regioni, sentiti gli Enti Locali interessati, individuano con proprio provvedimento i territori nei quali è prioritaria la realizzazione degli studi. Sono escluse dagli studi di microzonazione sismica le zone che incidono su Aree Naturali Protette, Siti di Importanza Comunitaria (SIC), Zone di Protezione Speciale (ZPS) e Aree adibite a verde pubblico di grandi dimensioni. Il documento tecnico di riferimento per la realizzazione degli studi è rappresentato dagli “Indirizzi e criteri per la microzonazione sismica”. (art.5)

Entro novanta giorni dalla pubblicazione del decreto del Capo Dipartimento della Protezione Civile in Gazzetta Ufficiale, le Regioni preparano le specifiche di realizzazione degli studi di microzonazione sismica, sentiti gli Enti Locali e le inviano alla Commissione Tecnica. Nei successivi sessanta giorni, le Regioni selezionano i realizzatori dei progetti d’indagine nelle aree interessate. Gli elaborati finali devono essere realizzati entro 180 giorni. Le Regioni, sentita la Commissione tecnica, approvano in maniera definitiva gli studi con un certificato di conformità, a cui segue il saldo ai soggetti realizzatori (art.6). I contributi per gli studi di microzonazione sismica sono definiti in base alla popolazione residente sul territorio comunale secondo l’ultimo dato Istat. Vedi tabella 1 (art.7)

Le Regioni possono utilizzare fino a 30.000 euro dei fondi stanziati per realizzare abachi regionali dei fattori di amplificazione, a condizione che la popolazione dei comuni dove siano stati realizzati studi di microzonazione di livello 1, costituisca almeno il 30% degli abitanti dei comuni indicati nell'allegato 7. (art.17)

Per migliorare la gestione delle attività di emergenza subito dopo un terremoto, viene introdotta l’analisi della Condizione limite per l’emergenza - CLE dell’insediamento urbano. La CLE indica la condizione per cui un insediamento urbano, dopo un terremoto, nonostante i danni subiti interrompano la quasi totalità delle funzioni urbane presenti, compresa la residenza, conserva comunque l’operatività della maggior parte delle funzioni strategiche per l’emergenza, la loro accessibilità e connessione con il contesto territoriale. Le Regioni che decidono di accompagnare gli studi di microzonazione sismica con l’analisi della CLE possono ridurre fino al 25% il contributo di cofinanziamento degli studi e ottengono un aumento del contributo statale nei limiti delle risorse destinate da questa ordinanza alle indagini di microzonazione sismica.
La Commissione Tecnica per gli studi di microzonazione sismica si occupa di supportare e monitorare a livello nazionale gli studi di microzonazione sismica e le analisi della CLE. (art. 18)

Interventi di rafforzamento locale, miglioramento sismico, demolizione e ricostruzione
L’opcm indica il costo massimo degli interventi di rafforzamento locale o di miglioramento sismico, o di demolizione e ricostruzione, incluse le finiture e gli impianti strettamente connessi all’esecuzione delle opere infrastrutturali per gli edifici pubblici strategici o rilevanti. (art.8)

La selezione degli interventi è affidata alla Regioni, che assicurano l’omogeneità dei criteri e delle verifiche sismiche eseguite. Il contributo concesso è pari a una quota del costo convenzionale di intervento espresso in termini di livello di adeguatezza ed è definito dal rapporto tra capacità (resistenza effettiva dell’opera) e domanda (resistenza di un’opera nuova). (art. 10)
I contributi non vengono concessi per edifici in aree a rischio idrogeologico in zona R4, né per ruderi o edifici abbandonati, o realizzati in violazione delle norme, e neanche per edifici realizzati o adeguati dopo il 1984, a meno che la classificazione sismica non sia stata successivamente variata in senso sfavorevole. (art.11)
L’opcm indica l’importo dei contributi massimi concessi per gli interventi di rafforzamento locale o miglioramento sismico ovvero demolizione e ricostruzione di edifici privati. (art.12)
Per gli interventi sugli edifici privati (art. 13), valgono le norme di carattere tecnico previste dagli articoli 9 e 11 per gli edifici pubblici. L’entità dei contributi è superiore per gli edifici pubblici. (art. 8)
La ripartizione dei contributi fra le Regioni è realizzata sulla base dei criteri dell’allegato 2. Le Regioni, d’intesa con i Comuni individuano quelli in cui attivare i contributi. I Comuni predispongono i bandi e registrano le richieste di contributo per poi trasmetterle alle Regioni, che le inseriscono in una graduatoria di priorità. Le richieste sono ammesse fino all’esaurimento delle risorse ripartite. I Comuni devono pubblicizzare l’iniziativa con l’affissione del bando sull’albo pretorio e sul sito web del Comune, dando informazioni ai cittadini sui tempi e sulla modalità di partecipazione. La Regione formula e rende pubblica la graduatoria entro 240 giorni dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto di ripartizione delle risorse. Indicazione dei termini e delle modalità. (art. 14)
I contributi concessi per le indagini di microzonazione sismica e per gli interventi di rafforzamento locale o di miglioramento sismico, o di demolizione e ricostruzione degli edifici di interesse strategico o funzionali per attività di protezione civile e di edifici privati possono essere revocati dal Dipartimento della Protezione Civile se le somme destinate non sono impegnate entro 12 mesi dalla attribuzione delle stesse. (art.15)