Provvedimenti

Direttiva del 27 ottobre 2008: indirizzi operativi per prevedere, prevenire e fronteggiare le emergenze legate ai fenomeni idrogeologici e idraulici

27 ottobre 2008

Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 265 del 15 novembre 2008

Direttiva recante indirizzi operativi per prevedere, prevenire e fronteggiare eventuali situazioni di emergenza connesse a fenomeni idrogeologici e idraulici.

L'alluvione che ha drammaticamente colpito la Sardegna lo scorso 22 ottobre, oltre a sottolineare ancora una volta la intrinseca fragilita' idrogeologica del nostro Paese, ha ulteriormente confermato la crescente tendenza verso precipitazioni intense e localizzate su porzioni relativamente modeste del territorio nazionale. L'evento, per quanto tempestivamente previsto e, per quanto possibile, contrastato negli effetti, e' esempio evidente di situazioni meteorologiche critiche che richiedono, sempre di piu', il dispiegarsi di una azione forte e diffusa per l'organica gestione del rischio idrogeologico alle diverse scale spaziali e temporali.
A questi fenomeni si sovrappongono purtroppo quelli indotti dagli scenari a scala piu' vasta e che, in generale, risultano comunque preoccupanti in termini di effetti idrogeologici al suolo. Ne e' un esempio la perturbazione che, gia' dallo scorso martedi', sta interessando gran parte delle regioni italiane, e che presenta appunto caratteri di notevole estensione territoriale e continuita' temporale per la quale il Capo Dipartimento della protezione civile ha gia' emanato specifiche indicazioni operative.

Mi preme ricordare che la risposta tempestiva ed efficace di protezione civile e' oggi incardinata sul Sistema di allertamento nazionale che prevede la pronta attivazione di azioni coordinate e sussidiarie, cosi' come disciplinato dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 27 febbraio 2004 «Indirizzi operativi per la gestione organizzativa e funzionale del sistema di allertamento nazionale e regionale per il rischio idrogeologico ed idraulico ai fini di protezione civile», pubblicata nella Gazzetta Ufficiale dell'11 marzo 2004. Tale Sistema, unitamente ad una attentaattivita' di pianificazione di protezione civile ai diversi livelli territoriali e ad una pronta azione di intervento laddove gli eventi dovessero evolvere verso situazioni di emergenza, ha consentito e consente, nella maggioranza dei casi, la salvaguardia delle popolazioni dalle conseguenze piu' gravi oltre che una consistente limitazione dei danni.

Ritengo, in questo senso, opportuno sollecitare le regioni al completamento degli adempimenti previsti dalla stessa direttiva, volgendo ormai al termine il periodo transitorio, cosi' da consentire la piena realizzazione del quadro operativo. E' difatti necessario procedere con urgenza all'attivazione di tutti i centri funzionali previsti e alla verifica ed al potenziamento dei sistemi e delle tecnologie di monitoraggio e sorveglianza fiduciari per le attivita' di protezione civile.

Il Dipartimento della protezione civile, le regioni e le province autonome vorranno altresi' garantire congiuntamente l'operativita' del sistema di allertamento nazionale anche attraverso una adeguata disponibilita' di personale ed il collegamento con le rispettive sale operative, indispensabile per assicurare la necessaria continuita' tra le attivita' di previsione e prevenzione e le azioni di emergenza. Nella piena convinzione che le diverse iniziative risultino davvero efficaci se condivise e applicate in un contesto di generale coordinamento, voglio ricordare la positiva esperienza della scorsa estate, che ha visto un generale recepimento degli indirizzi operativi per fronteggiare il rischio di incendi boschivi contenuti nell'atto di indirizzo del Presidente del Consiglio dei Ministri del 5 giugno 2008 dove, nel richiamare e sollecitare il completamento delle azioni previste nelle OPCM 3606 e 3624, veniva promosso il concerto di azioni che hanno portato a limitare generalmente e sensibilmente i danni rispetto alla situazione drammatica registrata nell'anno precedente.

Richiamando lo stesso percorso di collaborazione, invito pertanto le regioni e le province autonome, le amministrazioni provinciali e le prefetture-uffici territoriali del Governo, ciascuna per le proprie competenze, a favorire il completamento della pianificazione di emergenza a livello comunale o intercomunale. L'attivita' di pianificazione di protezione civile sara' prioritariamente rivolta ai territori esposti a situazioni di rischio
elevato e molto elevato indicate dai Piani stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico (PAI) messi a punto dalle autorita' di bacino. Si tratta, pero', di un patrimonio di informazione che deve essere comunque sostenuto da una attivita' di aggiornamento senza la quale perderebbe in breve tempo la propria efficacia, soprattutto per quanto attiene alle finalita' di protezione civile. Occorre altresi' ricordare che gli stessi Piani, orientati alla gestione del rischio a scala di bacino e su orizzonti temporali di lungo periodo, non consentono il livello di dettaglio necessario alla pianificazione di protezione civile che, come e' noto, si esplica spesso su scenari fortemente concentrati nel tempo e nello spazio.

La gestione del rischio idrogeologico, seguendo anche la recente direttiva 2007/60/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 23 ottobre 2007, relativa alla valutazione e alla gestione dei rischi di alluvioni, richiede uno spettro composito e sinergico di interventi strutturali e non strutturali. Il ruolo della azione di protezione civile, in questo contesto, e' pilastro strategico e ineludibile, ancor piu' nelle more che si possa realizzare il
complesso ed oneroso quadro degli interventi di mitigazione previsti nella programmazione di competenza delle regioni e del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare. Non si puo' inoltre non richiamare la necessita' di un'adeguata e vigile azione di governo urbanistico del territorio laddove si riscontrino elementi di pericolosita' idrogeologica. Cio' e' particolarmente importante per le aree urbane, ove tali componenti vanno ad intersecarsi con una forte vulnerabilita' del tessuto territoriale resa ancora piu' acuta dal ruolo sempre maggiore svolto dalle tecnologie e dai sistemi infrastrutturali e di comunicazione nella nostra societa'. Resta comunque strategica la piena attivazione dei presidi territoriali, ineludibile strumento di vigilanza sul territorio e di intervento tecnico, indispensabile per fronteggiare le situazioni di criticita' ordinaria conseguenti a fasi temporalesche intense, ancor oggi di difficile prevedibilita'.

In tale contesto ritengo quanto mai urgente che ciascuna regione e provincia autonoma, disponendo dei necessari elementi di conoscenza relativi ai rischi presenti sul proprio territorio e alle diverse realta' strutturali ed organizzative degli enti locali, svolga un'azione di indirizzo e di sostegno per i sindaci, aiutandoli ad individuare le azioni prioritarie da porre in essere soprattutto in situazioni di criticita' e di emergenza non previste, con l'obiettivo primario di salvaguardare l'incolumita' dei propri concittadini. Tale azione, da realizzarsi nelle forme e nei modi piu' opportuni, potra' avvalersi del contributo fattivo delle amministrazioni provinciali, delle strutture operative locali e del volontariato di protezione civile, nonche' di una piu' generale azione di supporto da parte del Dipartimento della protezione civile.

Particolare attenzione dovra' essere dedicata alla necessita' che i sindaci, nell'ambito della pianificazione di protezione civile, operino per quanto possibile per individuare le maggiori criticita' e gli elementi di specifica vulnerabilita' del proprio territorio. E' altresi' indispensabile che dispongano delle adeguate modalita' per una tempestiva ed efficace informazione alla popolazione, aspetto che non puo' prescindere dall'organizzazione di un corretto flusso delle comunicazioni volto in particolare a raggiungere il livello comunale. In tal senso ritengo di fondamentale importanza che le regioni e le province autonome assicurino l'operativita' 24 ore su 24 delle proprie sale operative - prevedendo, tra l'altro, almeno in situazione di emergenza, l'attivazione di postazioni dedicate alle strutture operative presenti sul territorio regionale - e garantiscano il costante collegamento con le prefetture-uffici territoriali del Governo e le sale operative provinciali, laddove attivate, nonche' con la Sala situazione Italia del Dipartimento della protezione civile, al fine del continuo, reciproco
trasferimento di informazioni sull'evolversi della situazione, sulle valutazioni effettuate e sulle azioni intraprese. Soltanto in questo modo sara' possibile garantire l'attivazione, tempestiva ed efficace, di un eventuale concorso delle strutture di protezione civile di livello sovracomunale, che richiedera', in ogni caso, una forma di coordinamento a livello provinciale, opportunamente concordata in fase di pianificazione, tra quanti operano per fronteggiare la situazione di emergenza.

Nel sottolineare nuovamente la necessita' che le raccomandazioni qui formulate siano effettivamente interpretate e recepite come necessari adempimenti di protezione civile da parte di quelle strutture cui la stessa materia e' per legge delegata sul territorio, si confida nella piena e pronta collaborazione di codeste amministrazioni. Il Dipartimento della protezione civile assicurera' ogni dovuta collaborazione ed assistenza, nelle forme ritenute piu' opportune, per garantire la compiuta attuazione di quanto contenuto nei presenti indirizzi operativi.

Roma, 27 ottobre 2008
Il Presidente del Consiglio dei Ministri
Berlusconi

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