Provvedimenti

Raccomandazioni operative per prevedere, prevenire e fronteggiare emergenze idrogeologiche e idrauliche

31 agosto 2017

Raccomandazioni operative per prevedere, prevenire e fronteggiare eventuali situazioni di emergenza connesse a fenomeni idrogeologici e idraulici

In considerazione della particolare stagione estiva che si avvia a conclusione, caratterizzata da elevate temperature e scarse piogge, oltre che da numerosi e vasti incendi boschivi che non hanno mai smesso, in questi mesi, di interessare gran parte del Paese, il manifestarsi di fenomeni meteo-idrologici avversi che generalmente caratterizzano il periodo autunnale potrebbe determinare gravi conseguenze per la popolazione e il territorio.

Nel richiamare le SS.LL. ad adottare le necessarie azioni di protezione civile, già contemplate nelle raccomandazioni operative del 1° agosto 2017, di seguito si evidenziano nuovamente le principali indicazioni operative utili a fronteggiare gli eventi in parola.

La gestione di tali eventi può essere effettuata solo con una preparazione preventiva del sistema di protezione civile e, quindi, anche della popolazione, in quanto le procedure di prevenzione e di intervento possono essere davvero efficaci se condivise, comprese e applicate in un contesto generale di coordinamento e se le diverse misure preventive richiamate sono realmente interpretate come necessari adempimenti di protezione civile da parte di ciascun soggetto interessato.

Per quanto concerne il Sistema di allertamento nazionale di cui all’art. 3-bis della L. 225/1992, che determina l’attivazione della risposta tempestiva di protezione civile per la tipologia di rischio in argomento, nonché per la pianificazione di emergenza, è quanto mai doveroso che venga portato a compimento da parte delle Regioni e delle Province autonome il recepimento delle Indicazioni operative del Capo del Dipartimento della Protezione Civile del 10 febbraio 2016, contenenti "Metodi e criteri per l’omogeneizzazione dei messaggi del Sistema di allertamento nazionale per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico e della risposta del sistema di protezione civile".
Parte integrante del sistema di allertamento sono le attività di monitoraggio e sorveglianza strumentale svolte dai Centri Funzionali Decentrati regionali, nonché quelle di vigilanza ed intervento tecnico svolte dai presidi territoriali. È pertanto necessario che tali attività vengano assicurate come rappresentato e stabilito nei relativi atti in materia approvati dai rispettivi organi competenti.

In particolare l’attività dei presidi territoriali è di primaria rilevanza nelle aree già vulnerate da eventi calamitosi e in quelle interessate da incendi boschivi, laddove sussistano condizioni di rischio residuo che rendano necessario intensificare l’azione di vigilanza.
Tali attività di previsione e di monitoraggio e sorveglianza debbono essere raccordate con quelle di contrasto degli eventi, di mitigazione dei possibili danni e di eventuale gestione delle emergenze attraverso l’attivazione dei piani di emergenza, ai diversi competenti livelli territoriali, che costituiscono lo strumento fondamentale a disposizione dei soggetti istituzionali responsabili di protezione civile per individuare, in corrispondenza delle allerte diramate, le azioni operative da porre in essere per fronteggiare sia gli eventi previsti, che quelli non prevedibili.

Per le suddette attività di pianificazione di emergenza è auspicabile che ogni Regione e Provincia autonoma svolga un’azione di impulso, indirizzo e supporto alle attività degli Enti locali in stretto raccordo con le Prefetture – Uffici Territoriali del Governo. Queste ultime vogliano porre la massima cura nell’azione di sensibilizzazione e raccordo svolta, come di consueto, nei confronti delle articolazioni territoriali delle strutture operative statali, in particolare affinché venga assicurata la pronta operatività a partire dalle fasi di allerta.

In tema di rischio idrogeologico è per di più necessario che le Regioni e le Province Autonome, le Città metropolitane e le Provincie forniscano un supporto di natura tecnica ai Comuni per l’individuazione delle aree a rischio, che deve essere basato sia sugli studi e le indagini disponibili (quali per esempio i Piani di Assetto Idrogeologico o i Piani di gestione del rischio di alluvioni), sia sulla conoscenza diretta di criticità, anche puntuali, legate all’evolversi del territorio a seguito di trasformazioni naturali e antropiche, anche in conseguenza degli eventi verificatisi in precedenza o di condizioni temporanee.

Inoltre, al fine di prevenire o ridurre gli effetti degli eventi sulla mobilità e sull’erogazione dei servizi essenziali è necessario, sia in fase di pianificazione sia in situazione di emergenza, raccordarsi con gli Enti gestori.

È pertanto di fondamentale importanza che il piano di emergenza venga costantemente aggiornato, sia in relazione alle accennate trasformazioni del territorio, sia nella conoscenza della disponibilità delle risorse umane e strumentali presenti in loco e delle relative modalità d’impiego in caso di emergenza.

A tal fine si evidenzia l’opportunità di preparare i soggetti coinvolti nella gestione di una eventuale emergenza e di informare la popolazione, fornendo le necessarie indicazioni sui corretti comportamenti da adottare prima, durante e dopo un evento, nonché di svolgere esercitazioni che consentano di testare il modello di intervento, di aggiornare le conoscenze del territorio e la disponibilità delle risorse.

In tal senso, il materiale divulgativo definito per la campagna informativa IO NON RISCHIO Alluvione - consultabile anche sul sito http://iononrischio.protezionecivile.it/ - è sempre a disposizione e può essere il riferimento per informare i cittadini.

Inoltre, ove la risposta del sistema di protezione civile dovesse concretizzarsi in un’attivazione delle diverse componenti e strutture operative sia in fase di allerta sia per situazioni di emergenza in atto, è necessario che ciò avvenga in modo tempestivo e coordinato - anche attraverso la pronta attivazione dei centri di coordinamento - in attuazione degli indirizzi già emanati in materia, secondo la Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 3 dicembre 2008 recante “Indirizzi operativi per la gestione delle emergenze”.

A tal fine, si sottolinea l’esigenza che le sale operative regionali provvedano a una verifica delle procedure di attivazione delle diverse componenti del Sistema di protezione civile di ciascuna Regione/Provincia Autonoma, ponendo particolare attenzione alla tempestiva diffusione di notizie e segnalazioni di criticità e all’interscambio di informazioni e di dati tra i diversi Enti territoriali coinvolti, nonché alla comunicazione e al costante raccordo con questo Dipartimento, in particolare con la Sala Situazione Italia, in merito alle situazioni di pericolo, potenziali o in atto, per la popolazione, evidenziando le iniziative poste in essere e le eventuali criticità del sistema di risposta, anche al fine della eventuale richiesta di concorso di risorse esterne.

A livello regionale in tali situazioni sarà necessario garantire l’attivazione in H24 delle Sale Operative di protezione civile per assicurare un costante flusso informativo, così da fornire alle Autorità locali le informazioni disponibili sulla situazione meteo-idrologica in atto e prevista. A tale scopo è necessario che in ogni Comune vengano individuate le modalità più opportune per il corretto e puntuale recepimento della messaggistica del sistema di allertamento, al fine dell’attivazione delle misure di vigilanza e controllo del territorio.
Non ultimo, si ribadisce l’importanza, in particolare nel corso di un evento, dell’attività di informazione alla popolazione, anche attraverso messaggi di pubblica utilità e, laddove possibile, tramite l’attivazione e l’utilizzo di ogni utile supporto tecnologico per raggiungere quanti più cittadini possibili in poco tempo.

Ciascuna Regione/Provincia Autonoma è invitata ad inoltrare, in raccordo con le Prefetture, le presenti raccomandazioni a tutti i soggetti appartenenti al sistema regionale di protezione civile provvedendo, se necessario, ad inserire altre eventuali indicazioni specifiche per il proprio ambito di competenze.

Questo Dipartimento assicurerà ogni dovuta collaborazione e assistenza, nelle forme ritenute più opportune ed efficaci, per garantire la compiuta attuazione di quanto contenuto nelle presenti raccomandazioni.

IL CAPO DEL DIPARTIMENTO
Angelo Borrelli