Normativa di protezione civile

Direttiva del 27 luglio 2010: nuovi indirizzi per la dichiarazione dello stato di emergenza e di grande evento

27 luglio 2010

Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 185 del 10 agosto 2010

La direttiva firmata dal Presidente del Consiglio il 27 luglio 2010 e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 185 del 10 agosto definisce gli indirizzi per la deliberazione dello stato di emergenza per limitarne l'utilizzo ai casi strettamente necessari, ossia alle situazioni in cui gli enti ordinariamente competenti siano inadeguati a superare il problema e sia indispensabile l'intervento sussidiario dello Stato. La direttiva individua inoltre una serie di criteri di riferimento per la dichiarazione di "grande evento".

Stato di emergenza. Lo Stato interviene in via sussidiaria - come prevede la legge 225/1992 - quando le criticità emerse a livello locale, per la loro dinamica, non possono essere fronteggiate dagli enti competenti in via ordinaria e con i tempi imposti dalle procedure ordinarie.

La durata degli stati di emergenza deve quindi essere definita in stretta correlazione con i tempi necessari alla realizzazione degli interventi per il superamento delle criticità. Di conseguenza, si dovrà procedere ad una progressiva riduzione degli stati di emergenza dichiarati sul territorio nazionale, anche attraverso la revoca di quelli in cui risulta realizzata la maggior parte degli interventi.

Si deve inoltre limitare al massimo lo strumento della proroga degli stati di emergenza, concedendola solo nei casi in cui circostanze oggettive impediscono la piena operatività dell'attività commissariale o rendono del tutto necessaria la prosecuzione dello stato di emergenza.

Grandi eventi. Prima che il Consiglio dei Ministri proceda alla dichiarazione di un "grande evento" com'è descritto nella legge 401/2001, il Dipartimento della Protezione Civile si deve attenere a una serie di criteri di riferimento per elaborare - con il coinvolgimento di tutte le amministrazioni pubbliche interessate o competenti, comprese quelle regionali e locali - le analisi o proposte ritenute necessarie.

L'obiettivo è quello di fornire al Consiglio dei Ministri una conoscenza il più possibile approfondita del contesto di riferimento, consentendo innanzitutto di verificare se la preparazione e lo svolgimento di un evento possa incontrare elementi rilevanti di criticità organizzativa. Un "grande evento" è tale infatti in una situazione straordinaria che può generare stravolgimenti nell'ordinario sistema sociale e può essere causa di accentuazione di rischi per l'integrità della vita, dei beni, degli insediamenti e dell'ambiente.

Le analisi o proposte per le determinazioni del Consiglio dei Ministri in merito alla dichiarazione di "grande evento" dovranno quindi tener conto di questi parametri:

- complessità organizzativa dell'evento. Questo fattore deve tener conto della rilevanza e della dimensione nazionale o internazionale, delle autorità partecipanti, dell'impatto sull'economia e sullo sviluppo anche infrastrutturale dell'area interessata, della prevedibile affluenza di pubblico e di operatori economici, del rischio di compromissione per l'ambiente e il patrimonio culturale del Paese;

- necessità di provvedimenti e piani organizzativi straordinari per garantire la sicurezza. Questo fattore deve tener conto anche di un impiego di eccezionale e coordinato di operatori e mezzi, della necessità di adottare misure eccezionali per l'accesso ai luoghi dell'evento e di salvaguardare le attività economiche e i servizi pubblici;

- necessità di adottare misure straordinarie per l'uso del territorio, la mobilità, la viabilità e i trasporti;

- definizione ed esecuzione di piani sanitari di natura eccezionale, finalizzati a garantire il pronto intervento anche con ricorrendo a un utilizzo straordinario di personale, mezzi, strutture;

- adozione di misure per evitare che l'evento comporti conseguenze negative per il territorio.