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Al via i test esercitativi per la diffusione dei messaggi di allerta in caso di tsunami

10 dicembre 2018

 Obiettivo: verificare la funzionalità della piattaforma del Sistema Italiano Allertamento Maremoti (SIAM)

Mail e sms a oltre 2000 componenti e strutture operative del Sistema nazionale di Protezione civile e, in particolare, ai sindaci dei comuni costieri italiani. Si è svolto oggi il test esercitativo per verificare la funzionalità della piattaforma Sistema Italiano Allertamento Maremoti (SIAM) per la diffusione dei messaggi d’allerta in caso di eventuale tsunami.

Il test ha previsto l’invio di una serie di messaggi dal Centro allerta tsunami (CAT) dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) al Dipartimento della Protezione Civile che, sulla base di un protocollo ben definito, ha diramato il messaggio alle strutture operative e componenti coinvolte nelle attività di pianificazione d’emergenza.

I messaggi della piattaforma Siam non raggiungono direttamente la popolazione interessata dal rischio maremoto che deve essere quindi allertata attraverso le modalità definite nel piano di protezione civile comunale, in raccordo con le pianificazioni degli altri livelli territoriali e secondo le Indicazioni per l’aggiornamento delle pianificazioni di protezione civile per il rischio maremoto pubblicate nella Gazzetta Ufficiale n.266 del 15 novembre 2018.

Si tratta del primo test di questo tipo dopo l’istituzione del SIAM ed è servito a testare l’efficacia della procedura informatizzata di diramazione dei messaggi di allerta alle strutture coinvolte, con il fine di rendere di rendere i soggetti destinatari di tale messaggistica consapevoli, informati e preparati sui contenuti e sulle relative procedure di diramazione degli stessi.

Questo tipo di test esercitativo viene effettuato regolarmente da tutti i Centri d’allerta tsunami nel mondo, con la finalità di individuare e risolvere eventuali problemi tecnici ed organizzativi legati alla diramazione del messaggio. L’obiettivo è quello di prevenire le possibili conseguenze negative del mancato invio o ricezione del messaggio, come i ritardi nella diramazione o eventuali errori di interpretazione da parte degli operatori lungo tutta la catena di disseminazione.