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EFDRR: i lavori della mattina del 22 novembre

22 novembre 2018

Gli aggiornamenti delle sessione del Forum

Aggiornamento delle 14.30 

Tavola Rotonda di alto livello istituzionale: "Proteggere l'Europa dei cittadini: il contratto sociale sulla resilienza da disastri"

Durante i lavori di questa sessione riservata ai più alti livelli governativi dei paesi partecipanti, il viceministro alle Infrastrutture Edoardo Rixi ha espresso la necessità di porre come obiettivo comune la prospettiva del mantenimento del patrimonio strutturale e ambientale. “È necessario agire in maniera sinergica con altri paesi per prevenire i rischi e agire in maniera immediata in caso di disastro”. Il tema delle infrastrutture datate, e i rischi che ne derivano, è all’ordine del giorno in tutta Europa e anche in questo campo il raggiungimento degli obiettivi posti dal Sendai Framework è strategico. E per riuscire a raggiungerli pienamente, “la nostra comune agenda”, come ha sottolineato Mami Mazutori, Rappresentante Speciale del Segretario Generale ONU sulla Riduzione del Rischio da Disastri, “deve prevedere impegni e responsabilità condivise”.

 

Terminata la sessione di lavoro "Comprensione del rischio antropico e tecnologico"

Aggiornamento delle ore 13.30

Inquinamento industriale, radiazioni, attacchi informatici, terrorismo, rifiuti tossici. Sono alcune delle fonti del rischio artificiale e tecnologico del quale si è parlato nella sessione di lavoro dedicata del Forum, con una attenzione particolare alla necessità che gli investimenti, oltre che dai singoli Governi, vengano messi in campo anche da soggetti privati. Il punto comune emerso in tutti gli interventi è la necessità di un programma multinazionale di assistenza che permetta la transizione dei processi di conoscenza verso tutti gli Stati, soprattutto nella direzione delle nazioni che sono più indietro nella gestione della lotta al rischio industriale e tecnologico.

Intervento Hugo Rosemont (Director security and resilience ADS Group)
Ha sottolineato, in merito al rischio di attacchi informatici, la necessità “di fornire sistemi di controllo e consulenza per la formazione alle aziende esposte a tale rischio. La condivisione delle informazioni nel settore privato per avere la condivisione fra i diversi attori coinvolti delle informazioni provenienti dalle singole aziende permette di far aumentare la resilienza per la prevenzione degli attacchi informatici. Obiettivo: creare un grande database a disposizione delle aziende”
 

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Aggiornamento delle 13.22
Intervento di Richard Haigh (Direttore del centro per la resilienza e i disastri globali, UK)

"Il mio intervento verte sugli sfollati a causa di emergenze. A volte c`è un limite sottile tra sfollati e migranti e sappiamo che l`immigrazione è una questione che viene percepita come molto delicata nelle grandi città, e non solo.
L' immigrazione può ovviamente avere degli effetti positivi sull`economia. Il cambiamento climatico può essere un fattore che fa crescere il numero degli sfollati. La politica non ha ancora trovato una risposta. 
Guardare alle misurazioni e all`analisi probabilistica per valutare eventuali eventi che provocano sfollati così che le città abbiano più strumenti per affrontare la questione. In Germania ad esempio le tecnologie sono state usate per favorire l integrazione dei rifugiati".

Aggiornamento 13.11
Intervento Ocal Necmioglu (Tsunami national contact, Turchia)

In caso di allerta per tsunami quante persone sanno cosa fare?quante sanno che vivono in un`area a rischio?
Ci sono degli strumenti di rilevazione di eventi lungo le coste, ma i tempi per dare un` eventuale allerta sono molto stretti e per questo dobbiamo guardare agli eventi del passato, come Messina nel 1908, Bodrum-Kos nel 2017 causati da terremoti.
Ad esempio Instanbul è una città a rischio sismico, che succederebbe se ci fosse anche uno tsunami? Abbiamo un piano per la città in caso di evento complesso che però prevede strategie semplici, con messaggi di allertamento chiari, e il potenziamento delle infrastrutture.

 

Aggiornamento delle 13.01
Intervento di Charles Baubion (Esperto di gestione dei Rischi, OECD)

"Ricordando il crollo del ponte di Genova dobbiamo riflettere sull`importanza delle infrastrutture in emergenze. A parigi il 55% dei danni è causato dalle infrastrutture e servizi che cedono in situazioni di criticità.

Il livello di resilienza che vogliamo attuare è difficile da definire. A Parigi è stato redatto un OECD policy toolkit for critical infrastracture di cui tener conto per portare avanti gli obiettivi di Sendai. È fondamentale imparare dalle emergenze passate".
 

Aggiornamento delle 12.53
Intervento di Luigi D'Angelo (Direttore, Dipartimento della Protezione Civile)

"Porterò un esempio concreto per la protezione civile italiana che rappresenta una sfida urbana.
Le aree di rischio relative l`area Vesuviana e dei campi flegrei prevede il coinvolgimento di migliaia di persone e decine di comuni a rischio vulcanico.
Abbiamo delineato un piano nazionale che prevede una evacuazione preventiva in caso di possibile eruzione. Il piano nazionale punta inoltre ai gemellaggi con altri territori in caso di evacuazione dei cittadini che vivono in aree a rischio.È importante anche la pianificazione locale oltre a quella nazionale. La gestione del rischio dovrebbe essere considerata nelle attività di prevenzione del rischio ed essere condivisa al livello urbano".
 

Aggiornamento delle 12.43
Intervento di Noemie Fompeyrine (Chief resilience officier, Città di Parigi)
lI suo intervento verte sulla strategia che la città di Parigi ha individuato per aumentare la resilienza nella città in risposta ai cambiamenti climatici.
Sono stati individuati "punti di aggregazione" in caso di criticità. E' stata posta attenzione ai materiali usati negli ambienti sociali (tipo scuole). Abbiamo favorito gli incontri tra stakeholder e amministratori per trovare insieme una soluzione ai cambiamenti climatici. Il progetto è quello di creare delle oasi urbane, come i cortili scolastici, da utilizzare in situazioni critiche come le ondate di calore.

Aggiornamento delle 12.35
Intervento di Sepehr Mousavi (Esperto di standardizzazione e strategie della sostenibilità)

Il cambiamento climatico globale è evidente, tra i segnali più tangibili l'innalzamento delle temperatura a causa della globalizzazione e della urbanizzazione. Il nostro sistema globale sta diventando più debole.
La popolazione presente nel nostro pianeta (7,6 miliardi di persone) aumenterá nei prossimi decenni soprattutto in Asia e in Africa. 3/4 della popolazione globale vive in città.
I nuovi giganti urbani si svilupperanno in particolare in Africa dove ci sono particolari condizioni, come la scarsità idrica e di risorse economiche.Queste ultime sono concentrate in Europa e in America del nord.
Le infrastrutture nelle aree suburbane più povere sono scarse e quindi è difficile accedere ai servizi tanto più pensare allo sviluppo di resilienza. Queste condizioni favoriscono i flussi migratori in Paesi più equi.

È necessario mettere in atto una strategia globale che consenta lo sviluppo della tecnologia mantenendo però sotto controllo l'eventuale inquinamento.

Aggiornamento delle 12.18
Dilanthi Amaratunga (moderatrice)

Obiettivo di questa sessione, è il confronto sui problemi urbani in Europa, e nell`ambito del target E di Sendai.
Il 74 per cento dei cittadini europei vive in città e la popolazione urbana è in forte crescita. La pianificazione urbana non sempre è adeguata a rispondere a questa crescita. Le infrastrutture dovrebbero facilitare la riduzione del rischio.
Le sfide urbane dovrebbero tener conto inoltre del cambiamento climatico. Affronteremo le questioni anche dal punto di vista economico

In Auditorium in corso  la sessione di lavoro "Comprendere le sfide e le opportunità urbane e locali"

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Terminata la sessione di lavoro "Ridurre il rischio per il patrimonio culturale"

Aggiornamento ore 13.05

Mauro Dolce (Direttore, Dipartimento Protezione civile)

La salvaguardia del patrimonio culturale deve essere letta in modo integrato con la gestione di emergenze complesse. Dolce presenta quindi il caso dell’emergenza terremoto in Centro Italia che ha provocato danni significativi al patrimonio culturale mobile e immobile delle Regioni colpite. Dopo un racconto dell’emergenza, dalla prima scossa di agosto 2016 agli eventi sismici che si sono successivamente verificati, analizza quindi le attività svolte per la gestione dell’emergenza dal punto di vista dei beni culturali: dalla valutazione del danno e di agibilità di chiese, palazzi storici e altri elementi monumentali, alla dislocazione o copertura dei beni culturali mobili a rischio per contenerne la vulnerabilità e l'esposizione.

Aggiornamento ore 13.02

Valérie Magar ha presentato le attività di ICCROM, l’Organizzazione intergovernativa che opera al servizio dei suoi Stati membri per promuovere la conservazione di tutte le forme di patrimonio culturale, in ogni regione del mondo. In particolare attraverso l’organizzazione di iniziative volte ad accrescere la conoscenza tanto a livello di leadership quanto a livello di popolazione. L’obiettivo è avere comunità più forti e consapevoli del valore, tangibile e intangibile, del patrimonio culturale.​

Aggiornamento ore 12.52

EFDRR. Jean Claude Eude (Direttore generale dell'Istituzione pubblica della Loira, Francia) un piano per la mitigazione del rischio alluvione anche con la salvaguardia del patrimonio culturale 

Ha presentato il caso del bacino della Loira, le cui esondazioni hanno provato danni ingenti alla popolazione, agli inurbamenti, al patrimonio culturale. Di qui la redazione di un piano per la mitigazione del rischio alluvionale. Il Programma interregionale per il Fiume Loira 2007-2013, copre nove regioni francesi e contempla, in modo integrato, anche la salvaguardia del patrimonio culturale a partire dal censimento dei beni esposti e dalla riduzione della sua vulnerabilità.​

Aggiornamento ore 12.45

EFDRR. Cristina Escudero ( Coordinatore dell'Unità sulla gestione del rischio per il patrimonio culturale della giunta di Castilla y Leon, Spagna) siamo impegnati soprattutto nell'affinare strumento di siupporto alle decisioni 

Il patrimonio culturale spagnolo è molto ricco: dai siti archeologici, ai monasteri, a quello “intangibile” come il Cammino di Santiago. Incendi boschivi, alluvioni, frane, sono i rischi cui è principalmente esposto. La Spagna è impegnata in attività di previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi - e nell’affinare strumenti di supporto alle decisioni - per contrastare la perdita di vite umane e per la salvaguardia dei beni culturali.​

Aggiornamento ore 12.30

Nella Room A in corso la sessione di lavoro: Ridurre il rischio per l'eredità culturale 

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Terminata la sessione plenaria "Realizzare il caso economico per la riduzione dei rischi da disastri"

Aggiornamento ore 11.28 

EFDRR. Maria Bianca Farina (Presidente ANIA), la diffusione di misure assicurative per danni da disastri è ancora insufficiente

Il numero dei disastri naturali è aumentato in quantità, ma anche in severità e impatto sul tessuto economico e sociale. “Tra il 1998 e il 2017”, ha affermato Maria Bianca Farina, presidente di ANIA, l’Associazione Nazionale delle Imprese Assicuratrici, “le catastrofi hanno provocato la morte di un milione e mezzo di persone e il coinvolgimento di oltre 5 milioni di persone, spesso costrette ad abbandonare il luogo in cui hanno sempre vissuto e la propria casa. Nel 2017 i danni complessivi da calamità sono stata pari a 330 miliardi di dollari, un valore tra i più alti mai registrati. A ciò si aggiunge una tendenza mondiale: il cosiddetto “gap da protezione" tra danni economici complessivi e danni stimati, valutato in 200 miliardi di dollari. Ciò rende chiara l’insufficiente diffusione di misure assicurative e l’urgenza di proteggere i cittadini in modo più adeguato. Occorre quindi lavorare nella direzione di un sistema misto: pubblico e privato, che gestisca ex ante i rischi, superando così i limiti propri tanto dei sistemi esclusivamente pubblici quanto di quelli totalmente privati. La logica assicurativa privilegia le scelte di investimento a lungo periodo che vanno anche nella direzione di una strategia di tutela dell’ambiente e della società nel suo complesso”.

Aggiornamento delle 11.25

EFDRR.- Idar Kreutzer, Ceo di Finance Norway: "È necessario incrementare gli investimenti sulla prevenzione"

“È necessario incrementare gli investimenti sulla prevenzione. L’impatto dei disastri sugli investimenti è molto grave. Il settore assicurativo ha quindi due contributi da offrire: il primo, che punta a raccogliere sempre più dati relativi ai disastri per aumentare l’efficienza nella costruzione di comunità resilienti. Il secondo: ‘dare un prezzo concreto al rischi’ così da poter investire su misure preventive. Il settore finanziario subirà un impatto in conseguenza di questo cambiamento di strategie e una nuova dinamica pubblico-privato nella prevenzione e nella mitigazione dei rischi. Anni fa, con dieci comuni in Norvegia si è iniziato a lavorare sperimentalmente in questa direzione e questa politica di gestione del rischio ha già dato i suoi frutti. Bisogna passare dal riparare i danni al prevenirli e il settore finanziario su questo fronte può offrire un solido aiuto”.

Aggiornamento delle 11.15

EFDRR. Livio Gallo (Direttore Infrastrutture e reti ENEL) testare meccanismi per una risposta comune

Guardando alla nostra esperienza più recente, siamo chiamati spesso ad affrontare minacce esterne di vario tipo: pensiamo all’emergenza neve in Abruzzo nel 2017, o agli eventi delle ultime settimane in Veneto. In tali eventi per ristorare tempestivamente l’erogazione dell’energia ai nostri utenti collaboriamo con la protezione civile e con tutte le istituzioni. In linea con l’agenda per lo sviluppo sostenibile 2030 siamo impegnati in questi obiettivi ogni giorno, nella nostra organizzazione interna. Riteniamo che la gestione degli eventi critici passi attraverso strategie operative che consentano di governare le emergenze che colpiscono i cittadini, che siano imprevedibili o conseguenza di rischi potenziali. È quindi di cruciale importanza avere personale dedicato per la gestione delle crisi e testare meccanismi per una risposta comune, anche attraverso tecnologie innovative basate su big data e intelligenza artificiale.

Aggiornamento ore 10.58

EFDRR. Veronica Scotti (portavoce Partnership globali di Swiss RE) la resilienza ai danni finanziari da disastri è importante a tutti i livelli 

“Perché è importante la resilienza finanziaria?”, con questa domanda retorica ha aperto il suo intervento Veronica Scotti, presidente delle Global Partnership di SwissRe. “La resilienza è la capacità di recupero dopo uno shock e questo è importante sia a livello microeconomico sia macroeconomico. Nei Paesi esposti a una maggiore fragilità è dimostrato che occorrono almeno due generazioni per riprendersi dopo una emergenza, e questo problema non riguarda solo i mercati emergenti. Appena un terzo delle perdite Europee sono assicurate. E la distribuzione all’esposizione è molto sbilanciata. Meno del 10% delle famiglie europee è protetto dai terremoti, meno della metà dalle alluvioni. Svizzera, Francia, Norvegia hanno uno sistema di assicurazione obbligatoria; il Regno Unito ha un programma assicurativo annuale in caso di alluvioni. Ma membri più vulnerabili della Comunità sono invece ancora esposti. Bisogna quindi spostarsi da un modello, economicamente insostenibile, di una gestione post-disastri a un modello di gestione pre-disastri attraverso partnership tra governi e settore assicurativo che inverta il passo”.​

Aggiornamento ore 10.50 

EFDRR. Cecilie Daae (Direttore Proezione civile norvegese), ogni paese deve essere resiliente e avere sistema risposta a emergenze  

“Nessun uomo è un’isola: tutti hanno il dovere di cercare soluzioni per la gestione dei rischi, che devono attraversare i confini nazionali, I disastri non rispettano confini di nessun tipo. Quindi ogni Paese deve essere resiliente e avere un proprio efficace sistema di risposta. La condivisione dei dati, la capacità di imparare dalle esperienze precedenti, le partnership pubblico-privato sono tutte strategie fondamentali per la riduzione del rischio. E una finanza sostenibile è uno strumento potente al servizio di queste strategie”.​

Aggiornamento ore 10.45

E' in corso in Auditorium la sessione plenaria "Realizzare il caso economico per la riduzione dei rischi da disastri"

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Al termine delIa Cerimonia di apertura del Forum il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha lasciato l'Auditorium della Confindustria e ha raggiunto la Mostra "Terremoti d'Italia" per visitare l'esibizione e provare la "Stanza sismica"

Aggiornamento delle 10.18

EFDRR. Robiglio (Confindustria) dal Protocollo d'intesa con Protezione civile una serie di interventi per la prevenzione anche nel mondo dell'industria

Il vicepresidente di Confindustria, Carlo Robiglio ha ricordato il Protocollo d’intesa del 2016 tra Confindustria e Dipartimento della Protezione Civile: nell’ottica di iniziative comuni di formazione e sensibilizzazione che mettano insieme imprese, territorio e cittadini, con l’obiettivo di comunità sempre più resilienti. Il programma “gestione emergenze”, nato per il terremoto in nord Italia nel 2012, diventa nazionale nel 2016, per una rete strutturata e pronta a intervenire dove serve e quando serve con la necessaria tempestività.

Aggiornamento ore 10.15

EFDRR. Nazaryan (Ministro situazoni emergenza Armenia), messe in pratica misure per la resilienza con un approccio multilivello

I Paesi del Caucaso e dell’Asia Centrale hanno ribadito il loro impegno per la riduzione del rischio di disastri. Ara Nazaryan, ministro per le Situazioni di Emergenza dell’Armenia, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento dei Governi locali, il valore della cooperazione, l’Importanza della condivisione di buone pratiche e, soprattutto, l’Importanza dell’implementazione del Sendai Framework per raggiungere il “target E” entro il 2020. L’Armenia è un teatro di disastri e, per questo, lo scorso anno ha adottato la propria strategia e messo in pratica misure per implementare la resilienza con un approccio multilivello.

Aggiornamento delle 10.11

EFDRR. Mizutori, i grandi problemi mondiali sono problemi di tutti

«Siamo sulla stessa barca, povertà, urbanizzazione, sfruttamento eccessivo dei territori e ovviamente cambiamenti climatici. Sono questi gli elementi che si intrecciano nel rischio di disastri e di cui dobbiamo tenere conto per la sua riduzione e che dovranno essere oggetto di valutazione e studio da parte dei Governi, delle Istituzioni, del settore privato e di tutti gli stakeholder»

Aggiornamento delle 10.08

EFDRR. Mizutori, solo il 13% delle spese per disastri è impiegato per la prevenzione
«Il 87% delle spese per i disastri va oggi nella ricostruzione, nell’intervento in emergenza, ma appena il 13% è investito nelle misure volte alla prevenzione. Occorre quindi passare da una gestione dei disastri a una gestione del rischio di disastri».

Aggiornamento delle 10.06
EFDRR. Mizutori, fondamentale è lo scambio di dati

«Molti paesi si stanno impegnando, in particolare il “target E”, per accrescere il numero di Paesi dotati di strategie per la riduzione del rischio di disastri sia a livello nazionale sia a livello locale. Fondamentale è lo scambio di dati. I database, disponibili per il 60% dei paesi europei, sono infatti uno strumento utile e fondamentale per affinare le strategie e le politiche di riduzione del rischio».

Aggiornamento delle 10.04
Mami Mitzutori ha quindi portato il suo saluto ai rappresentanti dei 55 Paesi coinvolti in questo importante appuntamento internazionale, che vede tutti partecipi nel comune obiettivo della riduzione del rischio di disastri. I cambiamenti climatici espongono i nostri Paesi a fenomeni sempre più severi: temperature record, settimane di siccità, incendi boschivi. Italia e Germania sono tra i primi 10 Paesi nel mondo a riportare perdite significative da disastri. Non è quindi un caso che sia l’Italia a guidare questa iniziativa e l’accordo di Parigi. L’obiettivo è mettere in atto l’accordo di Sendai.

Aggiornamento delle 10.02
EFDRR. Prende la parola Mami Mizutori, Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio da Disastr
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Iniziando il suo intervento, Mami Mizutori, Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio da Disastri, ha espresso innanzitutto la sua solidarietà all’Italia e il suo cordoglio per le vittime degli eventi di eccezionale maltempo che hanno recentemente investito il Paese.

Aggiornamento delle 10.00
Terminato il discorso del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Aggiornamento delle 9.50
EFDRR. Conte: è indispensabile una forte collaborazione internazionale

«Siamo convinti che sia indispensabile una convergenza internazionale sulle tematiche della prevenzione dei rischi da disastri. La collaborazione ha un ruolo di preminenza nella salvaguiardia delle vite dei cittadini e dell'ambiente. c'è bisogno di uno scambio di buone pratiche e delle procedure di pianificazione. Lavoreremo in questo senso».

Aggiornamento delle 9.45
EFDRR. Conte, grazie alla nostra Protezione civile

«La nostra Protezione civile è nata nel 1982 con l'istituzione del Dipartimento della Protezione civile, implementata poi nel 1992 con la nascita del Servizio nazionale. Gli uomini della protezione civile sono da sempre preziosi per attivare soccorsi, e nel gestire le grandi emergenze. Voglio tributare il mio più sentito e affettuoso ringraziamento , in nome mio e dell'italia intera a tutti loro».

Aggiornamento ore 9.34
EFDRR: Conte, mettiamo a sistema competenze, esperienze e best practice

«Invito tutti i partecipanti a cogliere l'occasione di incontro e di confronto offerta daquesto Forum per mettere a sistema competenza, esperienze e best practice nel comune obiettivo della riduzione del rischio».

Aggiornamento ore 9.30
EFDRR: Conte, coinvolgere i cittadini nel processo di consapevolezza dei rischi

«E' importante coinvolgere i cittadini nel processo di consapevolezza dei rischi, a partire dai più giovani. E proprio a loro sono dedicate le due più recenti iniziative del Governo sul tema: dal progetto di Servizio Civile Universale che coinvolge ragazzi e ragazze europei nelle attività di sensibilizzazione dei cittadini e di divulgazione dei piani comunali di protezione civile, alle iniziative nelle scuole, promosse e ideate in collaborazione con il Dipartimento della Protezione Civile e del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca».

Aggiornamento ore 9.20
EFDRR: Conte: il Piano nazionale di sicurezza per il rischio idrogeologico

«La prevenzione deve essere la cifra caratteristica delle politiche di intervento. A questo proposito abbiamo presentato il Piano nazionale di sicurezza per il rischio idrogeologico, che va esattamente in questa direzione».

Aggiornamento ore 9.15
EFDRR Conte la mitigazione dei rischi passa da un approccio integrato e organico

«L’Italia è un Paese esposto a una vasta gamma di rischi, naturali e antropici. Per questo il Governo ha particolarmente a cuore la prevenzione di questi fenomeni attraverso un approccio sempre più organico e integrato che coinvolgano tutti i livelli di governo, tutti gli enti e le amministrazioni del territorio».

Aggiornamento ore 9.00
EFDRR: Arrivato il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è arrivato al Forum Europeo sulla Riduzione del Rischio accolto dal capo del Dipartimento di Protezione Civile, Angelo Borrelli. Dopo un breve incontro bilaterale tra il presidente del Consiglio e Mami Mizutori, Rappresentante Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio da Disastri, Giuseppe Conte ha iniziato il suo intervento al Forum.

Aggiornamento delle 08:30
EFDRR: Alle 9 la Cerimonia di apertura del Forum Europeo

Dopo una giornata di riunioni tecniche è prevista, oggi, la cerimonia di apertura del Forum europeo sulla riduzione dei rischi da disastri. I partecipanti sono in arrivo, pronti per la registrazione. Ad aprire ufficialmente i lavori, tra gli altri, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e Mami Mizutori, rappresentate speciale dell’ONU per la riduzione del rischio di catastrofi. Modera Agostino Miozzo, direttore generale del Dipartimento della Protezione Civile.