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Civil protection and humanitarian aid facing disasters and crises together

11 novembre 2011

La seconda giornata dei lavori

Un momento della conferenzaSi conclude oggi presso la Biblioteca Nazionale di Roma, la seconda giornata dedicata alla conferenza internazionale Civil protection and humanitarian aid facing disasters and crises together.

Apre i lavori il Direttore Generale Cooperazione allo Sviluppo – MAE, Elisabetta Belloni, che promuove una riflessione sui meccanismi di intervento in caso di emergenza, e che individua i prerequisiti fondamentali per qualsiasi intervento, nello stretto rapporto tra l’efficacia delle operazioni e la loro tempestività. Due punti che, a loro volta, richiedono una stima dei fabbisogni e la pianificazione di meccanismi per la valutazione delle risorse disponibili.

L’intervento del Capo Dipartimento Franco Gabrielli pone invece l’accento sul ruolo della Protezione Civile e il suo assetto nell’ambito del Meccanismo, riconoscendo agli Stati membri il ruolo, su base volontaria, di mobilitatori e gestori delle risorse. Dinamiche che esprimono bene l’intenzione di reciproca solidarietà del Meccanismo, nel rispetto della logica del principio di sussidiarietà.

Introduce il primo tema della giornata "il coordinamento sul campo” il Capo dell’Unità per la Risposta alle Emergenze della Commissione europea (Dg – Echo), Hans Das. L’intervento evidenzia tre tipologie di coordinamento - tra i paesi membri del Meccanismo, con il Paese colpito da un’emergenza e quello con i partners internazionali. Altro punto cruciale della relazione è il cofinanziamento dei trasporti, tema che sarà sviluppato nella prossima legislazione, così come l’aspetto relativo alla valutazione preventiva dei bisogni.
Una cornice evolutiva in cui si inserisce la cooperazione dell’Unione Europea con le Nazioni Unite. In tal senso, un esempio di buone pratiche sono gli interventi realizzati nel caso del disastro di Haiti con la costituzione di team congiunti a Port au Prince.

Rudolph Müller, Il Capo del Dipartimento per la Gestione delle Emergenze, prosegue con una analisi dei processi attivati in caso di emergenze, partendo dalla strutturazione dei cluster, le cooperazioni realizzate sul territorio e a livello internazionale.

Chiude la prima sessione dei lavori la Federazione Internazionale della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa con David lynch, che evidenzia la necessaria crescita di organizzazioni regionali e collaborazioni transfrontaliere, e uno scollamento tra la gestione nazionale e quella internazionale dei disastri.

La seconda sessione dei lavori, invece dedicata alla cooperazione tra i settori civile e militare, è aperta dal rappresentante del Servizio Europeo per l’Azione Esterna - SEAE, Klas Nyman.
Un tema delicato, che getta le basi negli orientamenti di Oslo, i capisaldi legislativi per la gestione dell’intervento militare in un assetto emergenziale. Un quadro normativo che mette in luce l’esigenza di mettere in campo le risorse più adeguate, sempre in maniera sinergica con il contesto socio – economico in cui si opera.

Anche il Capo delle Operazioni – Sezione del Coordinamento Civile-Militare, Alan Butterfield, sottolinea l’influenza esercitata dalle attività militari sull’esito delle operazioni umanitarie, e l’importanza dell’inclusione dei due settori, prima a livello nazionali e poi internazionale.
Lo spazio dedicato alle ONG, ha dato voce in conclusione, al Presidente di VOICE, Wolf-Dieter Eberwein e al ruolo crescente delle Organizzazioni non Governative nell’ambito delle emergenze.

A conclusione di ciascuna sessione dei lavori, si svolge un dibattito con la piena partecipazione del pubblico.