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Haiti: dall'Italia una cittadella delle istituzioni

24 marzo 2010

Il Capo Dipartimento sull'isola per verificare la fattibilità della proposta con le autorità locali

Haiti, Guido Bertolaso e Bill ClintonUna cittadella delle istituzioni per ospitare i ministeri che hanno avuto la sede distrutta dal terremoto del 12 gennaio: è la proposta che il Capo della Protezione civile italiana Guido Bertolaso ha lanciato nel corso del suo intervento al workshop Rebuilding for Resilience: How Science and Engineering Can Inform Haiti's Reconstruction, organizzato il 22 marzo dall'Università di Miami.

Al termine del Workshop, il Capo della Protezione Civile italiana si è recato ad Haiti per discutere la fattibilità di questa proposta con le Autorità locali e in particolare con il ministro haitiano per gli affari sociali, Yves Cristalin. Il 23 marzo, a Port-au-Prince Guido Bertolaso ha presentato il progetto a Bill Clinton, coordinatore degli aiuti internazionali per Haiti su mandato delle Nazioni Unite, che ha accolto con favore l'iniziativa, sottolineando la necessità di una soluzione tale da garantire alle Istituzioni locali piena capacità operativa anche in situazioni di emergenza.

La struttura provvisoria, costruita con tecnologie antisismiche e in grado anche di resistere agli uragani che spesso colpiscono l'isola caraibica, sarà realizzata dall'Italia secondo il modello di ricostruzione già sperimentato in Abruzzo con le abitazioni antisismiche sostenibili ed ecocompatibili del Progetto C.A.S.E. Al suo interno potranno lavorare oltre 2.500 persone.

Il coordinatore degli aiuti internazionali delle Nazioni Unite per Haiti si è dimostrato molto interessato alla particolarità del progetto per la tipologia e per i tempi rapidi di esecuzione. Guido Bertolaso lo ha invitato all'Aquila a visitare le aree interessate, e Bill Clinton ha annunciato l'intenzione di dare mandato ai suoi funzionari di prendere contatto con i rappresentati della Protezione civile italiana per approfondire la conoscenza del progetto. L'inviato speciale delle Nazioni Unite ha infine ringraziato il nostro Paese, sottolineando l'importanza dell'intervento italiano per la popolazione colpita dal terremoto del 12 gennaio e ha condiviso con il Capo della Protezione Civile italiana la necessità di coordinare tutte le attività emergenziali in corso ad Haiti, con l'individuazione di un unico punto di riferimento per le autorità locali, così da evitare la dispersione di risorse e la duplicazione di interventi.

Il modello italiano. Un approccio integrato nel coordinamento delle diverse componenti inviate sul campo è il punto di forza del modello italiano nella gestione delle emergenze. In questo modello, unico nel panorama internazionale, le risorse umane e tecnologiche militari e civili mettono a disposizione della popolazione il proprio know-how specifiche, con un approccio flessibile modulato in base ai bisogni rilevati sul campo.
La componente militare spende le sue competenze tecniche per scopi esclusivamente civili, in stretto raccordo con le altre realtà del Sistema. L'intervento italiano ad Haiti sfrutta appieno le risorse di questo modello: le singole competenze sono messe a sistema e applicate in ogni tipologia di intervento sotto un unico coordinamento. La missione ad Haiti ha messo in luce il potenziale della collaborazione tra componente civile e militare, anche a bordo della nave Cavour, alla sua prima missione umanitaria all'estero. Dall'esperienza della nave Cavour potrebbe maturare una riflessione tecnica sull'efficacia di questo modello e sulle sue future prospettive di sviluppo.

Anche l'Europa guarda con interesse all'approccio integrato che caratterizza il modello italiano. In particolare, un messaggio di sintesi della rappresentanza italiana a Bruxelles riporta che durante l'ultimo consiglio dei Ministri degli Esteri europei lo scorso 22 marzo, l'Alto Rappresentante Catherine Ashton ha ritenuto opportuno "elogiare con forza di fronte al Consiglio l'approccio integrato seguito dall'Italia nel coordinamento delle diverse strutture inviate ad Haiti." Quanto realizzato dall'Italia e personalmente constatato in occasione della visita del 3 marzo a Port au Prince, rappresenta per la Ashton, come affermato in consiglio "un vero e proprio esempio e prefigura un modello per la futura capacità europea di reazione alle crisi, attraverso un'ordinata combinazione delle componenti di emergenza, protezione civile e militare."
Il consiglio ha ribadito in conclusione dei lavori l'impegno della Ue per la popolazione di Haiti con un piano di lungo termine per la ricostruzione e lo sviluppo che presenterà alla Conferenza Internazionale dei Donatori, il 31 marzo, a New York.

Incontro con il team italiano sulla nave Cavour. Nel corso della riunione con Bill Clinton, Guido Bertolaso ha illustrato anche il lavoro svolto ad Haiti dal Sistema Italia: dall'attività di assistenza sanitaria all'allestimento delle aree di accoglienza, dalla rimozione delle macerie alle verifiche di agibilità sugli edifici. Il Capo della Protezione Civile italiana, infatti, si è recato sull'Isola anche per ringraziare il team italiano al lavoro sull'Isola dal 19 gennaio. Martedì 23 marzo, nel corso della sua visita a bordo della nave Cavour, Guido Bertolaso ha incontrato tutte le componenti di protezione civile impegnate nelle delicate attività di soccorso e assistenza alla popolazione di Haiti. Il Capo della Protezione civile italiana, accompagnato dal capitano di fregata Gianluigi Reversi, ha ringraziato personalmente i volontari, i Vigili del fuoco, le Forze armate, la Marina militare, il Genio militare, i Carabinieri, gli Alpini e la rappresentanza del Dipartimento ad Haiti. Guido Bertolaso si è detto soddisfatto per l'ottimo lavoro di squadra di questo gruppo misto - composto da personale civile e militare - che ha rappresentato un importante punto di riferimento per la comunità haitiana. Il Capo della Protezione civile italiana ha inoltre ringraziato il personale militare della nave Cavour - ad Haiti dai primi giorni di febbraio - che ha offerto un fondamentale sostegno per lo svolgimento delle attività sanitarie, sia attraverso l'ospedale di bordo sia svolgendo attività di trasporto aereo sanitario da e verso l'ospedale da campo della Protezione Civile, e attività ambulatoriale a terra. Prima di rientrare in Italia, Guido Bertolaso ha incontrato anche Padre Richard Frechette - sacerdote e medico responsabile dell'ospedale Saint-Damien - e i rappresentanti delle comunità missionarie, alla presenza dell'ambasciatore italiano Enrico Guicciardi.

Il lavoro della squadra italiana ad Haiti

Attività sanitarie. Il nostro Posto medico avanzato - che dal 27 febbraio ha completato il passaggio di consegne con la struttura ospedaliera dei padri Camillani e con l'Ospedale pediatrico Saint Damien - ha assistito una media di 150 persone al giorno per un totale di 1.241 pazienti, in gran parte bambini. Le Forze Armate giunte ad Haiti con la Nave Cavour, hanno contribuito all'attività di assistenza sanitaria, sia attraverso l'ospedale di bordo sia svolgendo attività di trasporto aereo sanitario da e verso l'ospedale da campo della Protezione Civile, e attività ambulatoriale a terra.

Aree di accoglienza. La squadra italiana ha provveduto anche all'allestimento di nove aree di accoglienza, con la distribuzione e il montaggio di 791 tende destinate ad ospitare oltre 9mila persone.

Rimozione macerie. Il Genio militare, il Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e il personale della Marina militare hanno svolto attività di demolizione degli edifici pericolanti, di rimozione delle macerie - per un totale di circa 13mila metri cubi di materiale sgomberato - e di lavori di muratura in strutture nevralgiche come scuole e ospedali.

Ripresa delle attività scolastiche. Forte anche l'impegno per garantire la ripresa dell'attività scolastica per gli studenti haitiani. Sugli edifici scolastici si è concentrata l'attività di rimozione macerie curata dai Vigili del fuoco e dal Genio militare, mentre su richiesta del Ministero dell'Istruzione di Haiti sono state effettuate oltre 100 valutazioni di agibilità su edifici scolastici, cui si aggiungono numerose verifiche su strutture di Ong e ordini religiosi. Per l'avvio delle attività scolastiche sono state distribuite e allestite 63 tende che ospitano ogni giorno doppi turni di lezione per un totale di oltre 3mila studenti.

Progetti di formazione. Il team italiano ha realizzato anche progetti didattici per oltre 200 ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 16 anni. La formazione, svolta da personale dei Vigili del Fuoco e della Marina, affronta problematiche legate alle attività di primo soccorso e alle norme di comportamento da tenere in caso di disastri, con un approccio non solo teorico: la formazione prevede, infatti, anche attività pratiche da svolgere a bordo della nave Cavour.

Recupero beni culturali. L'Onu ha chiesto alla Protezione Civile italiana di recuperare le opere del Museo di arte haitiana Nader. La nostra squadra - che ha lavorato in collaborazione con le forze militari giapponesi, nepalesi e brasiliane dell'Onu - ha recuperato dipinti e statue lignee di grande valore per la cultura locale. Tra gli altri interventi italiani per i beni culturali: il recupero di arredi sacri della Chiesa Marie Immaculèe nel quartiere di Citè du Soleil.