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Intervento di soccorso speleo - subacqueo in Francia

4 ottobre 2010

Il Dipartimento della Protezione civile ha partecipato dal 5 al 7 ottobre 2010 ad un intervento di soccorso internazionale di tipo speleo- subacqueo in Francia, nella zona dell’Ardèche. Per la prima volta, il Meccanismo europeo di protezione civile è attivato per un intervento tecnico di soccorso di tipo speleo subacqueo, al quale l'Italia partecipa pienamente.

Lunedì 4 ottobre 2010 il Governo francese invia una richiesta di assistenza internazionale di tipo speleo-subacqueo attraverso il Mic, il centro operativo del Meccanismo europeo di protezione civile.

Il Meccanismo è lo strumento dell’Unione Europea nato per rispondere tempestivamente ed in maniera efficace alle emergenze che si verificano su un territorio interno o esterno all’Unione, attraverso la condivisione delle risorse di tutti gli Stati membri.

Attivato in tutte le emergenze internazionali per garantire il coordinamento degli aiuti europei (ad es. Haiti, Cile e Pakistan), è la prima volta che viene attivato richiedendo un intervento tecnico di questo tipo, di alto livello specialistico.


L’intervento

La richiesta francese viene inviata a distanza di 24 ore dall’inizio delle operazioni di ricerca e soccorso di un esperto speleologo francese, disperso mentre stava effettuando un’esplorazione nella Dragonnière de Gaud una grotta a mezza costa lungo il fiume Ardèche, nel comune di Labastide de Virac. La grotta ha un’estensione molto vasta, circa 1500 metri ed è per la gran parte sommersa con dislivelli di 80/100 metri.

Scattato l’allarme, viene allestito un presidio del Soccorso speleologico francese (Speleo Secours Francais) e dei Vigili del Fuoco. Dopo varie ricognizioni le squadre ravvisano l’esigenza di squadre operative provenienti dall’esterno. Viene aperto il canale ufficiale del Mic.

Disponibili ad intervenire l’Inghilterra, l’Italia e la Svizzera (sulla base di accordi bilaterali). L'Italia attraverso il Dipartimento della Protezione Civile mette a disposizione un aereo P180, che trasporta uomini e attrezzature del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.

L’intervento è molto complesso: la visibilità è molto limitata e la grotta ha subito crolli. Le difficoltà tecniche dovute alle condizioni ambientali sono analoghe a un intervento di soccorso effettuato a 8 mila metri di altitudine.
La mattina del 6 ottobre si decide di tentare di raggiungere la grotta attraverso un pozzo verticale, realizzato dagli speleologi francesi mentre una nuova immersione è affidata a un esperto italiano, Luigi Casati, con il supporto del team italiano del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, struttura operativa del Sistema nazionale di Protezione civile.
Le immersioni proseguono ma le autorità decidono di sospenderle per l’eccessiva pericolosità.

Terminate le operazioni di ricerca subacquea e cessate le esigenze, il team italiano lascia il campo base il pomeriggio del 7 ottobre per fare rientro nel territorio nazionale. Lunedì 11 viene rinvenuto il corpo senza vita dello speleologo.
Le autorità francesi ringraziano tutti i soccorritori e i Paesi che hanno messo a disposizione le proprie competenze e si sono impegnati senza sosta nelle operazioni di ricerca.