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Il piano per un nuovo Tevere: il Dipartimento trasmette il Decreto di attuazione
17 marzo 2009A partire da gennaio iniziano gli interventi di pulizia e bonifica del fiume
La piena dello scorso dicembre a Roma lascia i suoi segni lungo il corso cittadino del Tevere. Sono rifiuti, frammenti di legname accatastato sotto i ponti, cedimenti di alberi sulle sponde, resti sulle banchine: danni piccoli e grandi disseminati tra Castel Giubileo e la foce. Hanno fatto il giro del mondo le immagini della motonave e dei quattro barconi da trasporto incagliati sotto le volte di ponte Sant'Angelo che ostruiscono il deflusso della corrente. Per le complesse e delicate operazioni di rimozione vengono impiegate le migliori professionalità del Sistema Nazionale della Protezione Civile, coordinate dal Dipartimento.
Viene data così una prima risposta "all'emergenza Tevere" causata dal maltempo. A partire dal mese di gennaio inizia una seconda fase che prevede interventi di pulizia e bonifica del fiume e opere finalizzate alla sicurezza nel tratto metropolitano del Tevere che va da Castel Giubileo alla foce. Il Capo Dipartimento della Protezione Civile d'intesa con il Commissario delegato per la Regione Lazio, il Presidente di Regione Piero Marrazzo, assume il coordinamento delle amministrazioni e dei soggetti competenti per lo svolgimento delle operazioni. Questa attività è prevista dall'Ordinanza 3734 del 16 gennaio 2009, pubblicata in Gazzetta Ufficiale lo scorso 24 gennaio. Nell'ordinanza è anche inserita una azione di generale riordino delle strutture galleggianti, che sono quelle fisse o ancorate alle banchine come i ristoranti e alcuni circoli sportivi, e dei barconi presenti sul fiume.
L'iniziativa partecipata
Il Dipartimento fissa due primi incontri di coordinamento con le Amministrazioni interessate, con l'intento di definire il programma degli interventi. Il programma che si delinea tiene conto degli indirizzi contenuti nel Piano di Bacino del fiume Tevere e delle valutazioni e sopralluoghi condotti dagli Uffici del Dipartimento della protezione civile. Il programma viene condiviso, in una riunione, con le principali associazioni ambientaliste e i circoli sportivi attivi lungo il fiume. Il 17 febbraio sono infatti presenti al Dipartimento circa 35 persone, appartenenti ad organizzazioni interessate alle operazioni. Durante la riunione, oltre a condividere il programma, si raccolgono pareri, esigenze e proposte dei soggetti interessati, anche attraverso una mailing list dedicata.
Il programma degli interventi
Con la trasmissione del Decreto del 5 marzo da parte del Dipartimento ai soggetti competenti il programma entra nella fase operativa.
Le operazioni previste nel Decreto, che attua l'art. 8 dell'Ordinanza 3734, spettano al Comune di Roma, al Commissario delegato della Regione Lazio tramite soggetto attuatore, al Comune di Fiumicino e all'Autorità di Bacino del Fiume Tevere. È compito di questi soggetti predisporre un cronogramma delle attività e provvedere alla progettazione e all'avvio dell'affidamento dei lavori. Si inizierà dalle rive e dalle banchine del tratto cittadino del Tevere che verranno ripulite dalla vegetazione infestante. Si procederà poi con gli interventi nel letto del fiume che prevedono la cura della vegetazione e la rimozione dei tronchi accumulati lungo le colonne dei ponti e dei barconi.
Lungo il fiume ci sono angoli di particolare interesse ecologico, che verranno trattati in modo da rispettare l'ecosistema e i diversi habitat. Gli interventi sulle sponde saranno realizzati a cura del Comune di Roma mentre gli altri prevedono il coinvolgimento della Regione Lazio. Sarà inoltre effettuato, dall'Autorità di Bacino, il censimento delle strutture galleggianti. Una cura particolare sarà dedicata al litorale di Ostia e Fiumicino, con la pulizia della costa dal materiale trasportato dal fiume.Sono previsti inoltre scavi subacquei a Porto Canale e alla darsena di Fiumicino e l'aggiornamento del rilievo del fondo del Tevere: una sorta di mappa dettagliatissima che aiuterà a programmare le attività da compiere sul letto del fiume. Questi interventi saranno curati operativamente dalla Regione Lazio.
Ci sarà a disposizione un piccolo ma potente rimorchiatore fluviale, del Dipartimento della Protezione Civile, che consentirà di affrontare in maniera efficace e tempestiva la eventuale movimentazione delle imbarcazioni durante le piene.





