News

Hai cercato

Consacrato il nuovo altare della Cattedrale di Noto

13 febbraio 2011

Sono stati presentati al pubblico anche gli affreschi e le vetrate della cupola

La facciata della Cattedrale di NotoUn lungo restauro restituisce alla Cattedrale di Noto gli antichi splendori. Oggi, 13 febbraio, il Vescovo Mons. Antonio Staglianò ha consacrato il nuovo altare della Cattedrale dedicata a San Nicolò alla presenza del Capo Dipartimento della Protezione Civile Franco Gabrielli e delle massime autorità regionali e locali. Alla cerimonia erano presenti anche il Ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo e il Commissario delegato per la ricostruzione Prefetto di Siracusa, Carmela Floreno Vacirca.

La consacrazione dell’Altare maggiore rientra in una più ampia opera di restauro dell’architettura e degli apparati decorativi della Cattedrale. Dopo la ricostruzione delle parti strutturali terminato nel 2007 oggi sono stati presentati al pubblico anche l’ambone e la croce realizzati in bronzo argentato e diaspro siciliano dallo scultore Giuseppe Ducrot. Nell’ambito della cerimonia sono stati illustrati anche gli affreschi della cupola e dei pennacchi eseguiti dal pittore russo Oleg Supereco e le otto nuove vetrate della cupola, opera di Francesco Mori.

La Cattedrale è il monumento simbolo dell’arte barocca della città e del Val di Noto, territorio dichiarato dall’Unesco Patrimonio dell’umanità. Nel 1996 la Chiesa Madre di Noto è andata in parte distrutta per un crollo che ha interessato la navata centrale e quella destra, alcuni piloni e gran parte della cupola. Nel 1999 viene aperto il cantiere per la ricostruzione. Nel 2007 la Cattedrale è stata restituita al culto dei fedeli.

La complessa ricostruzione è stata realizzata coniugando le antiche tecniche costruttive con le più moderne tecnologie sviluppate nel campo dell’ingegneria sismica. Per reintegrare l’opera nel paesaggio urbano della città la ricostruzione è stata fatta in pietra, dopo anni di scavi durante i quali sono state recuperate migliaia di pietre, alcune delle quali reimpiantate nella struttura originaria. Le parti residuate dal crollo sono state mantenute e integrate nella nuova costruzione, ad eccezione dei pilastri della navata sinistra che sono stati demoliti e ricostruiti con la stessa tecnica muraria con cui sono stati rifatti quelli della navata destra.