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La Protezione Civile in Vaticano per l'udienza con Papa Francesco

22 dicembre 2018

"La Protezione Civile italiana non smette mai di ricordarci che la salvaguardia del territorio in cui viviamo non è importante solo durante le grandi emergenze ma soprattutto nelle fasi di previsione e prevenzione" ha ricordato Sua Santità

Borrelli e Papa Francesco «La nostra preghiera e il nostro pensiero vanno a chi ha perso la vita per fenomeni calamitosi sia alle vittime che ai soccorritori impegnati a salvare più vite possibile. La Protezione Civile italiana non smette mai di ricordarci che la salvaguardia del territorio in cui viviamo non è importante solo durante le grandi emergenze ma soprattutto nelle fasi di previsione e prevenzione e poi quando bisogna tornare alle condizioni di normalità. Quindi la missione forse più importante della protezione civile è quella educativa per fare in modo che ciascun cittadino venga formato ad avere comportamenti che riducano i rischi. La Protezione civile inoltre, è organizzata secondo il principio della sussidiarietà, questo è un fattore decisivo: mettersi intorno ad un tavolo per il bene comune e senza egoismi con l’obiettivo della salvaguardia delle vite umane e dell’ambiente». Sono queste solo alcune delle parole con cui Papa Francesco ha accolto il Servizio Nazionale della Protezione civile, nell’udienza speciale terminata intorno alle 12.30.

Un momento di incontro, di testimonianza, di orgoglio. E’ stato tutto questo l’abbraccio tra il Servizio Nazionale della Protezione civile e Papa Francesco. Nella Sala Paolo VI il mondo colorato delle diverse divise di operatori delle componenti e delle strutture operative e dei circa seimila volontari del sistema nazionale impegnati nelle grandi emergenze oltre che in un lavoro quotidiano sempre al fianco della popolazione si è riunito per un saluto al Pontefice. Un abbraccio che si sarebbe dovuto tenere nel 2016 e purtroppo posticipato per via del grande lavoro cominciato il 24 agosto del 2016 pochi minuti dopo il sisma che ha colpito l’Italia centrale.

A salutare il Papa a nome di tutto il Sistema il Capo del Dipartimento Angelo Borrelli con parole accorate: «grazie per averci accolto, quella di oggi è occasione e attesa da tutti noi. Le presento il SNPC che nel nostro paese ha compito di difendere la vita l’ambiente e il territorio»– ha esordito Borrelli.
«Crediamo che quanto siamo stati capaci di fare fino a oggi non sia più sufficiente», ha aggiunto il Capo del Dipartimento. «Senza dimenticare i criteri di efficacia, di efficienza e soprattutto tempestività degli interventi in emergenza, dobbiamo dare più spazio all’idea che il futuro non può essere giocato tra l’indifferenza dei comportamenti individuali e la delega alle Istituzioni. A tutti i livelli, da quello locale a quello delle organizzazioni internazionali di cui siamo parte, dobbiamo impegnarci a partecipare, con proposte realistiche e concrete, al processo, ormai indispensabile, per arrivare a forme di sviluppo inclusive ed ecosostenibili».
Borrelli ha poi concluso con un dono particolare: «in segno di gratitudine, come concreta testimonianza a favore delle popolazioni disagiate, nei cui confronti la Chiesa ha da sempre dimostrato la massima sensibilità, il sistema della protezione civile ha il piacere di farle dono di un ambulatorio medico mobile che potrà essere utilizzato dove Ella meglio riterrà».

Udienza papaleL’incontro con Papa Francesco, vissuto con grande entusiasmo da tutti i presenti è stato preceduto da un momento di ascolto e di condivisione delle attività messe in campo dal sistema nazionale della protezione civile condotto da Valentina Bisti, giornalista del TG1 della RAI.
In particolare si sono succedute sul palco dell’Aula Paolo VI alcune testimonianze di rappresentanti del sistema di protezione civile. Volontari delle grandi organizzazioni impegnati nei territori colpiti dalle grandi emergenze come i terremoti che hanno colpito il centro Italia nel 2016, medici del 118 ininterrottamente al lavoro per aiutare la popolazione colpita dal terremoto fin dalla notte del 24 agosto ad Amatrice e Accumoli, operatori delle forze armate come l’Esercito che hanno collaborato alle operazioni di ricerca dei sopravvissuti e di messa in sicurezza del territorio, operatori della Croce Rossa, in particolare impegnati intorno all’albergo di Rigopiano colpito da una slavina dopo il terremoto del gennaio 2017, Vigili del fuoco, sommersi dagli applausi commossi che nella mattina del 14 agosto senza sosta per giorni hanno scavato sotto le macerie del ponte Morandi a Genova, crollato causando vittime feriti e sfollati, poliziotti, Carabinieri, marinai della Marina Militare e della Capitaneria di Porto, finanzieri della Guardia di Finanza, avieri dell’Aeronautica protagonisti di salvataggi provvidenziali da Ancona a Genova, da Livorno fino in Sicilia e Sardegna, in momenti di grande emergenza compiuti rischiando la propria vita per salvare chi è in difficoltà, operatori del soccorso alpino impegnati nell’emergenza che colpì le gole del Raganello nel Pollino in Calabria.
Molto toccante anche la testimonianza dei Vigili del Fuoco che, insieme ai piloti della flotta di Stato, hanno partecipato alle spedizioni dei Canadair italiani per l’intervento di spegnimento degli incendi l’estate scorsa.

A chiudere la teoria di testimonianze l’intervento di due ricercatori dell’INGV e della Fondazione CIMA, centri di competenza del Dipartimento della Protezione civile al lavoro ogni giorno per studiare a fondo, con i più avanzati strumenti tecnologici, i rischi che interessano il territorio italiano dai terremoti alle alluvioni.

Le testimonianze infine sono state intervallate da due video prodotti dal Dipartimento della Protezione civile, il primo raccontava la nascita e la crescita del Sistema fin dal varo dello stesso Dipartimento nel 1982, con tutte le grandi emergenze che hanno visto impegnato tutte le donne e gli uomini della Protezione civile. Un altro video ha poi raccontato un nuovo sistema di allertamento: “IT-alert”, pensato e realizzato per assicurare l’invio e la ricezione di messaggi su cellulari e smartphones, strumento decisivo per la prevenzione e per la risposta alle diverse emergenze.

L’udienza si è chiusa poi con Papa Francesco che non ha fatto mancare il suo abbraccio ai numerosi rappresentanti del Servizio nazionale, lungo tutta la sala Paolo VI.

Comunicati stampa

  • 22 dicembre 2018 - La Protezione civile incontra Papa Francesco

    “La Protezione Civile, che sempre più spesso viene chiamata a operare anche al di fuori dei confini nazionali, è un sistema organizzato sulla base del principio di sussidiarietà, e per questo rappresenta una peculiarità che potrebbe ispirare altri settori della vita pubblica"