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"Cities of Volcanoes": comunità scientifica e protezione civile insieme per la pianificazione

3 settembre 2018

Luigi D'Angelo, Direttore operativo per il coordinamento delle emergenze del Dipartimento è intervenuto alla Riunione plenaria che ha seguito la Cerimonia di apertura della decima edizione di "Cities on volcanoes" che si tiene a Napoli

“La sinergia tra comunità scientifica e protezione civile è elemento chiave della pianificazione per il rischio vulcanico. Intendiamo consolidarla non solo nel grande impegno comune dell'aggiornamento della pianificazione di protezione civile ma anche attraverso le esercitazioni”. E' con queste parole che Luigi D'Angelo, Direttore operativo per il coordinamento delle emergenze del Dipartimento della Protezione civile ha concluso il suo intervento alla Riunione plenaria che ha seguito la Cerimonia di apertura della decima edizione di "Cities on volcanoes" che si tiene a Napoli, alla Mostra d'Oltremare a partire da oggi fino a venerdì 7 settembre.

L'evento di quest'anno, che si tiene per la seconda volta a Napoli, promosso dalla IAVCEI (International Association of Volcanology and Chemistry of Earth Interiors) e organizzato dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia in collaborazione con il Dipartimento della Protezione civile, il Parco Nazionale del Vesuvio, la Regione Campania, il Comune di Napoli e l’Università di Napoli Federico II, è centrato proprio sull'analisi e sull'implementazione del rapporto tra comunità scientifica internazionale della vulcanologia e le istituzioni che nei diversi paesi rivestono il ruolo di "decision maker" nella pianificazione e nella risposta all'emergenza rappresentata dalle attività dei vulcani.

Il Dipartimento della Protezione civile, rappresentato prima dal Direttore dell'ufficio Attività Tecnico Scientifiche per la Previsione e Prevenzione dei Rischi Italo Giulivo che ha aperto la mattinata di lavori portando i saluti del Capo Dipartimento e in seguito proprio da Luigi D'Angelo, ha voluto intervenire in un dibattito tanto importante e unico a cui hanno partecipato anche il Professor Franco Barberi e il Professor Mauro Rosi entrambi impegnati nel Dipartimento in passato in ruoli molto importanti.

Il Direttore operativo D'Angelo ha raccontato il modus operandi del sistema italiano, che vede l'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, in particolare l'Osservatorio Vesuviano, il Centro Studi Plinius dell'Università Federico II di Napoli, e diverse altre Università collaborare attivamente come centri di competenza del Dipartimento.

Il ruolo della comunità scientifica è fondamentale per la definizione degli scenari di riferimento della pianificazione di protezione civile. Attraverso il monitoraggio e la valutazione dello stato dei vulcani la comunità scientifica e la Commissione per la previsione e prevenzione dei grandi rischi, settore rischio vulcanico giocano un ruolo strategico in supporto alle scelte operative del sistema.

D'Angelo ha poi sottolineato l'importanza di aspetti decisivi della pianificazione di emergenza di Vesuvio e Campi Flegrei come il processo di aggiornamento dei piani compiuto in stretta collaborazione con tutti i livelli istituzionali interessati, in primis Regione Campania e Comuni delle zone rosse di Vesuvio e Campi Flegrei insieme a tutte le componenti le strutture operative del sistema.

D'Angelo si è inoltre soffermato sulle definizioni di zona rossa e gialla che l'aggiornamento in corso ha ridisegnato. Cenni anche alle modalità di evacuazione delle zone rosse, con la pianificazione di allontanamento e trasferimento verso le regioni gemellate che accoglieranno i cittadini dei diversi comuni impossibilitati a trovare un'autonoma sistemazione.

Nel suo saluto il Direttore dell'Ufficio Attività Tecnico Scientifiche per la Previsione e Prevenzione dei Rischi Italo Giulivo ha voluto lanciare un appello forte alla Comunità scientifica che dimostra tutta la grande disponibilità della Protezione civile italiana ad una collaborazione veramente fattiva " E' necessario - ha detto - che tutti noi ci impegniamo a trarre vantaggio dalle opportunità di collaborazione che ci si presentano. Dobbiamo lavorare insieme allo sviluppo di ricerche e strumenti operativi, al rafforzamento delle procedure di comunicazione, al delineare i livelli di allerta, gli scenari e i piani di emergenza. Un evento come quello di oggi è una grande opportunità di collaborazione".

I lavori del COV10 continueranno alla Mostra d'Oltremare fino a venerdì (e per quanto riguarda i workshop anche fino a sabato 8 settembre) con più di 50 sessioni e 15 workshop alla presenza di scienziati e delegati di decine di paesi da tutti i continenti.