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Etna: passa a moderata la criticità in area sommitale

11 dicembre 2015

Per le aree del medio versante, pedemontana e urbana la criticità diventa assente

immagine etna di repertorioDal pomeriggio di oggi, 11 dicembre, le reti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia - Osservatorio Etneo comunicano che non si osserva più alcuna emissione di cenere dai crateri sommitali del vulcano e il tremore è in progressiva diminuzione. L’Università di Firenze comunica che anche l’attività infrasonica sta diminuendo.

Sulla base delle informazioni ricevute dai centri di competenza, il Servizio Rischio Vulcanico del Dipartimento della Protezione Civile ha abbassato la criticità per l’area sommitale del vulcano portandola a moderata e per le aree del medio versante, pedemontana e urbana la criticità è assente.

L’attività esplosiva ha preso avvio nell’ottobre scorso al cratere detto “Voragine”, con un’attività debole di tipo stromboliano intra-craterico. Tra il 3 e il 5 dicembre si sono verificati diversi eventi esplosivi di forte intensità, tutti della durata di circa un’ora con attività sostenuta di fontane di lava. La ricaduta delle ceneri, spinte dai venti in direzione nord-est, ha interessato anche la costa calabrese con conseguenze dirette sul sistema dei trasporti stradali e aerei.

Nelle giornate del 6 e 7 dicembre l’attività esplosiva si è concentrata al Nuovo cratere di sud est con colate laviche che si si sono dirette verso la Valle del Bove, mentre nel cratere Voragine non risultava esserci più attività eruttiva. Dalla serata del 7 dicembre l’attività eruttiva al Nuovo Cratere di Sud-Est è diminuita e contemporaneamente è stata registrata una significativa attività sismica che ha interessato il versante settentrionale del vulcano con più di 60 scosse superficiali, con una magnitudo massima pari a 3.8 (evento delle 10:28 dell’8 dicembre). Questo è stato l’unico evento ad essere avvertito dalla popolazione.

L’emissione di cenere ha avuto ripercussioni sulle attività aeroportuali, portando a limitazioni nel traffico aereo il 5, 6 e 7 dicembre. Inoltre, a causa dell’attività vulcanica la Prefettura di Catania, con ordinanza n. 82 del 4 dicembre 2015, ha ordinato l'assoluto divieto di accedere al vulcano Etna sul versante Sud, oltre la quota di 2500 metri, e sul versante nord oltre la quota di 2450.

Il Dipartimento ha seguito l’evolversi della situazione ed è stato in stretto raccordo con i centri di competenza (Ingv e Unifi), Regione Siciliana e Regione Calabria, Prefetture di Catania, Messina e Reggio Calabria.

Inoltre, per avere maggiori informazioni sulla situazione, il Dipartimento ha richiesto l’8 dicembre l’attivazione del servizio europeo Copernicus GIO EMS per l’acquisizione di immagini satellitari ottiche. Queste hanno permesso di ottenere ulteriori dati sulle modifiche morfologiche che hanno interessato l’area craterica, sulle aree urbane maggiormente affette da ricaduta di cenere e sull’area interessata dalla sequenza sismica.
In aggiunta, in considerazione della collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana, è stato richiesto di poter supportare il Dipartimento attraverso la fornitura delle serie storiche delle immagini satellitari che derivano dalla costellazione COSMO-SkyMed e del satellite Sentinel-1.

Immagine di repertorio

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