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Comunicare l’emergenza o emergenza comunicazione: giornata di studio #SocialProciv

29 ottobre 2014

A Nuoro il terzo appuntamento del percorso sull’utilizzo dei social in protezione civile 

Incontro su social in emergenza"Prima di giocare bisogna fissare le regole". Questa la metafora utilizzata da Titti Postiglione, Direttore dell'Ufficio Volontariato, formazione e comunicazione del Dipartimento di Protezione Civile. Naturalmente il gioco in questione non è un gioco, ma qualcosa di molto serio: l'utilizzo dei social media nella comunicazione del rischio e d'emergenza in ambito di protezione civile.

L'occasione per parlarne si è presentata a Nuoro, dove Ailun - Associazione per l'istituzione della Libera Università Nuorese, in collaborazione con la Provincia di Nuoro, il quotidiano online indipendente ilgiornaledellaprotezionecivile.it e lo stesso Dipartimento, ha organizzato la giornata di studio "Comunicare l'emergenza o emergenza comunicazione? #SocialProCiv in Sardegna".

"Protezione civile e social media sono due realtà destinate necessariamente, e sempre di più, a incontrarsi", ha chiarito Titti Postiglione. "Ma se si vuole che da questo incontro si produca qualcosa di davvero utile per cittadini e istituzioni non solo è necessario considerare le modalità interattive e inclusive dei social network, ma anche la peculiarità del nostro sistema di protezione civile". Un sistema nel quale la prima autorità di protezione civile è il sindaco di ciascun comune che porta, tra le altre, la responsabilità di informare i propri concittadini. Perché conosce le criticità del proprio territorio, ha la fotografia delle esigenze e specificità della popolazione, gestisce il piano di emergenza. "Quando si afferma che la protezione civile dev'essere presente sui social network, bisogna avere chiaro che la protezione civile è un sistema complesso basato sulle singole realtà territoriali". Quindi, di fatto, la protezione sui social già c'è attraverso le sue diverse componenti e strutture operative. "Il problema è dotarsi del know how, di linee guida, policy e procedure condivise", ha precisato la dirigente Dpc, "e trovare le modalità per sostenere i Sindaci anche in questa attività".

Su queste basi il Dipartimento, nello scorso novembre, ha avviato un percorso di studio e lavoro su social media e comunicazione del rischio e d'emergenza aperto al contributo e all'iniziativa di ogni componente del sistema. Il percorso, caratterizzato dall'hashtag #SocialProCiv, dopo la prima giornata di studio di Roma e l'appuntamento di Lucca della scorsa primavera, è giunto adesso alla terza tappa ed è ormai maturo per il passo successivo. "Abbiamo formato un gruppo di lavoro aperto alle varie realtà di protezione civile locale e al contributo di esperti per la stesura di linee guida, procedure e policy per l'utilizzo dei social media in ambito di protezione civile" ha infatti annunciato Postiglione. "Ma il lavoro che produrremo, proprio per la specificità del sistema italiano, non potrà che avere valore di bench-mark, un punto di riferimento, una good-practice che - questa la nostra idea - possa essere progressivamente adottata da ogni attore di protezione civile".

Alla giornata di studio sono intervenuti anche Renzo Soro, Assessore alla protezione civile della Provincia di Nuoro, Lorenzo Palermo, presidente Ailun, Donatella Spano, Assessore regionale alla difesa dell'ambiente, Mario Graziano Nudda,  Direttore generale della protezione civile Regione Sardegna, Ivana Russu, Assessore alla protezione civile del comune di Olbia, che nel suo intervento ha anche presentato le iniziative "Io Non Rischio" previste nel suo Comune, Maurizio Battelli, esperto di comunicazione e social media che, in un interessante intervento, ha proposto la costituzione di "volontari digitali", Alberto Zamboni, comandante di aviazione civile e istruttore, che ha focalizzato il suo intervento sull'importanza delle procedure e del l'addestramento anche nella comunicazione del rischio e d'emergenza e Luca Calzolari, direttore de ilgiornaledellaprotezionecivile.it, che ha lanciato, tra le altre cose, una riflessione sull'uso dei social media anche come strumento di "propriocezione" del sistema di protezione civile.

L'evento è stato trasmesso in video diretta stradina su ilgiornaledellaprotezionecivile.it e nella sezione Magazine del sito del Dipartimento.