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Etna: criticità elevata in area sommitale, moderata negli altri settori

25 gennaio 2014

Il Centro Funzionale Centrale continua l'attività di sorveglianza attraverso i Centri di Competenza

Aggiornamento delle 12.30

Le reti di monitoraggio dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia hanno registrato, alle 7.00 di questa mattina, un forte incremento dell’attività stromboliana al Nuovo Cratere di Sud Est dell’Etna, accompagnato dall’emissione di una significativa quantità di ceneri nell’atmosfera.
La colata lavica, emessa da una bocca situata sul fianco orientale del Nuovo Cratere di Sud Est, continua ad essere alimentata e fluisce lentamente in Valle del Bove.

In considerazione della forte intensità dei venti in quota, un’ulteriore intensificazione dell’attività esplosiva potrebbe provocare la ricaduta di materiale vulcanico, anche di dimensioni significative,  nei settori sud-orientali del vulcano fino alla fascia del medio versante, mentre la ricaduta di materiale più sottile potrebbe interessare la zona pedemontana ed urbana.

In base alle osservazioni visive e strumentali dei fenomeni e ai comunicati dei Centri di Competenza del Dipartimento, il Centro Funzionale Centrale per il Rischio Vulcanico ha emesso un nuovo avviso di criticità elevata per l’area sommitale e moderata nelle aree pedemontana, urbana e del medio versante.

Il Centro Funzionale Centrale per il Rischio Vulcanico del Dipartimento della Protezione Civile continua l’attività di vigilanza attraverso i Centri di Competenza, la Regione e i presidi territoriali, impegnati nel monitoraggio e la sorveglianza.