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Prevenzione del rischio sismico: pubblicato il decreto che ripartisce tra le Regioni i fondi per l'annualità 2011

17 giugno 2012

I fondi finanziano interventi per la mitigazione del rischio sismico sull’intero territorio nazionale

Rilievi tecnici a San Felice sul PanaroE’ stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 138 del 15 giugno 2012 il decreto del Capo Dipartimento del 16 marzo 2012, che ripartisce tra le Regioni i finanziamenti per gli interventi di prevenzione del rischio sismico previsti dall’art.11 della legge 77 del 24 giugno 2009, relativamente all’annualità 2011.

Il Piano nazionale per la prevenzione del rischio sismico, avviato dopo il terremoto in Abruzzo del 6 aprile 2009 prevede, infatti, lo stanziamento di 965 milioni di euro in 7 anni, per realizzare interventi finalizzati alla mitigazione del rischio sismico sull’intero territorio nazionale. L’opcm n. 4007 del 29 febbraio 2012 disciplina i contributi relativi ai fondi per l’annualità 2011, che è di 145.100 milioni di euro. Il Dipartimento ripartisce i contributi tra le Regioni sulla base dell’indice medio di rischio sismico, privilegiando le aree a maggiore pericolosità, per indirizzare l’azione verso le riduzione delle perdite di vite umane. I contributi possono essere utilizzati solo nei comuni nei quali l’accelerazione massima al suolo “ag” sia pari o superiore a 0.125g.

Il decreto del Capo Dipartimento del 16 marzo 2012 ripartisce tra le Regioni i fondi a disposizione per l’annualità 2011 per gli studi di microzonazione sismica (lettera a) e gli interventi strutturali su edifici pubblici strategici o rilevanti, e edifici privati (lettere b+c).

Tabella 1: Ripartizione del Fondo tra le Regioni per l'annualità 2011

Regione n° Comuni* Finanziamento (euro) lettera a) Finanziamento (euro) lettere b) + c)
 Abruzzo  276  720.770,62  9.370.018,11
 Basilicata  117  444.176,02  5.774.288,25
 Calabria  402  1.421.733,51  18.482.535,69
 Campania  426  1.379.946,41  17.939.303,30
 Emilia-Romagna  283  615.801,00  8.005.413,06
 Friuli - Venezia Giulia  202  351.707,76  4.572.200,86
 Lazio  299  615.129,77  7.996.687,00
 Liguria  111  106.428,31  1.383.568,06
 Lombardia  202  114.581,00  1.489.553,02
 Marche  239  461.916,69  6.004.916,99
 Molise  134  509.054,66  6.617.710,62
 Piemonte  141  79.792,40  1.037.301,23
 Puglia  84  443.397,20  5.764.163,54
 Sicilia  282  1.395.750,80  18.144.760,34
 Toscana  247  411.582,52  5.350.572,70
 Umbria  92  473.440,11  6.154.721,42
 Veneto  335  404.913,55  5.263.876,21
 Totale  3.872  € 9.950.122,34  €129.351.590,39


Con un successivo decreto del Capo Dipartimento saranno ripartiti i fondi per altri interventi urgenti e indifferibili per la mitigazione del rischio simico (lettera d), stanziati con l'opcm n. 4007.

Le Regioni individuano la somma da destinare ai contributi per gli interventi sugli edifici privati indicati alla lettera c), da un minimo del 20% fino a un massimo del 40% del finanziamento ad esse assegnato e lo comunicano al Dipartimento della Protezione Civile entro 45 giorni dalla data di pubblicazione di questo decreto in Gazzetta Ufficiale.

Il monitoraggio degli interventi finanziati viene svolto con procedure informatizzate che prevedono alcuni passaggi:
- le Regioni trasmettono alla Commissione tecnica per gli studi di microzonazione sismica gli atti relativi alla realizzazione degli studi di microzonazione sismica ed eventualmente le analisi della Condizione Limite per l'Emergenza;
- i Comuni interessati trasmettono alle Regioni le proposte di priorità di edifici pubblici strategici che ricadono nel loro territorio con l'attestazione dell'assenza di impedimenti e la descrizione delle caratteristiche dell'immobile presenti nelle schede di verifica sismica, in particolare, l'indice di rischio sismico;
- i Comuni interessati trasmettono alle Regioni le proposte di priorità di edifici privati che ricadono nel loro territorio con la descrizione delle caratteristiche previste nel modello di richiesta di contributo (allegato 4 ordinanza del 29 febbraio 2012 n. 4007), con calcolo automatico del punteggio e del contributo massimo concedibile;
- le Regioni trasmettono al Dipartimento i resoconti annuali delle attività secondo i modelli riportati nell'allegato 1 a questo decreto;
- attraverso uno strumento informatico di supporto, gli indici di rischio sismico che derivano dalle verifiche sismiche svolte in base all’opcm n. 3274 del 20 marzo 2003 vengono trasformati in indici di rischio coerenti con quelli che derivano dalle verifiche sismiche svolte ai base alle Norme Tecniche per le Costruzioni emanate con decreto ministeriale del 14 gennaio 2008.