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Volontariato di protezione civile: si aprono gli Stati Generali

13 aprile 2012

Al via i lavori alla presenza del Presidente della Repubblica e del Presidente del Consiglio dei Ministri

intervento di gabrielli“Migliorare la vita di tutti, cominciando dalla propria”. Con queste parole il Dipartimento ha scelto di presentare il volontariato di protezione civile nel video di apertura della prima giornata degli Stati Generali, che si svolgono all’Università degli Studi Roma 3 dal 13 al 15 aprile. Con le stesse parole, dopo un breve saluto del Magnifico Rettore dell’Università di Roma 3 Guido Fabiani, il Capo Dipartimento, Franco Gabrielli ha aperto la tre giorni di lavori alla presenza del Presidente della Repubblica, del Presidente del Consiglio dei Ministri e del Ministro dell'Interno.

In sala i 233 delegati di organizzazioni nazionali, associazioni locali e gruppi comunali e i rappresentanti di tutte le componenti e strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile.

Gli interventi. Franco Gabrielli ha chiarito che questo incontro “non si configura come un incontro sul volontariato o per il volontariato ma come un incontro del volontariato”. In questo contesto le istituzioni sono osservatrici attente e interessate, perché dal confronto e dall’analisi scaturiranno valutazioni e indicazioni utili a proseguire il percorso intrapreso insieme ai volontari nell’ambito del Sistema nazionale. Il Capo Dipartimento ha quindi sottolineato come in questi Stati Generali i delegati si confrontano su temi scelti da loro, seguendo regole stabilite autonomamente, in linea con l’idea che il volontariato di protezione civile “non può e non deve essere messo sotto tutela” di nessuno, né se ne possono “guidare le scelte e governare le decisioni”.

Nel suo intervento, Vasco Errani, Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, ha ribadito il ruolo delle Regioni nell’ambito del Sistema di protezione civile. Un ruolo che, dopo la riforma del Titolo V della Costituzione, è diventato, e deve continuare a essere, strategico nella prevenzione sul territorio. Allo stesso modo è strategico anche il ruolo delle organizzazioni di volontariato che rappresentano “la spina dorsale” di questa attività di protezione civile.

Del resto, la giornata inaugurale degli Stati Generali è stata caratterizzata dal continuo richiamo ai valori che animano i volontari di protezione civile: solidarietà, partecipazione e democrazia. Valori incarnati da quei primi “angeli del fango” che, oggi come allora esistono, ma si sono saputi organizzare per trasformare la solidarietà spontanea e puntuale in una azione costante, armonica e collettiva”, come ha ricordato Simone Andreotti, Presidente della Consulta Nazionale del Volontariato di Protezione civile, nel suo intervento.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti ha ricordato il lavoro dei volontari nelle emergenze passate, e in quelle più recenti, dall’esondazione dell’Arno a Firenze al terremoto dell’Aquila nel 2009 alle alluvioni del 2011. “Scegliere di essere volontari di protezione civile non significa solo rispondere ad un pur nobilissimo afflato solidaristico” ha sottolineato Monti, ma significa “capire dove viviamo e voler operare per viverci nel modo migliore”. Il Presidente del Consiglio si è quindi soffermato sulla rilettura della legge 225/92 - istitutiva del Servizio Nazionale di Protezione Civile - che oggi è stata presentata nel Consiglio dei Ministri, prima di essere sottoposta al confronto in Conferenza Unificata Stato –Regioni - Enti locali e quindi al vaglio del Parlamento.

Della necessità di aggiornare la normativa di protezione civile ha parlato anche il Capo dello Stato, che nel suo saluto si è rivolto ai volontari definendoli un esempio di solidarietà e di impegno civile.