16 anni dal terremoto. La giornata della memoria a San Giuliano di Puglia

La Stampa - prima pagina dedicata al terremoto di San GiulianoOggi a San Giuliano è la Giornata della memoria e tutti, dalla cittadinanza ai volontari impegnati nei soccorsi, dalle istituzioni del territorio al Dipartimento della Protezione Civile, hanno voluto esserci per ricordare le persone che hanno perso la vita e stringersi accanto ai familiari delle vittime.

Il 31 ottobre 2002 una scossa di magnitudo 5.8 investe il Molise e parte della Puglia. Sono le 11.32 quando la terra trema provocando 30 morti, circa 100 feriti e quasi 14.000 senza tetto, con danni anche nella provincia di Foggia.
Il Comune più colpito è San Giuliano di Puglia, poco più di 1.200 abitanti e un solo, drammatico, crollo: la scuola materna, elementare e media “Francesco Jovine”. In una mattina come tante altre, da trascorrere sui banchi di scuola, 27 bambini e una maestra perdono la vita. Tutta la prima elementare – la classe dei nati nel 1996 di San Giuliano – non esiste più.

Dopo la terribile emergenza di San Giuliano - ancora oggi ferita aperta per il nostro Paese - l’azione dello Stato italiano si concentra sulla classificazione del territorio in base all’intensità e alla frequenza dei terremoti del passato e sull’applicazione di speciali norme per le costruzioni nelle zone classificate sismiche.

A marzo del 2003 – ad appena cinque mesi dalla tragedia di San Giuliano – viene emanata una ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri, la 3274, che stabilisce criteri per la riclassificazione dell’intero territorio nazionale in quattro zone di pericolosità decrescente, eliminando di fatto le zone non classificate.

Oggi, al doloroso ricordo si accompagna un auspicio, espresso dal Capo Dipartimento che si riassume in una parola: prevenzione.
“Per il futuro – ha detto Angelo Borrelli presente a San Giuliano - ci auguriamo che questa tragedia ci insegni ad avere cura del nostro territorio, delle nostre case, a migliorare la qualità del nostro costruito, a evitare il ripetersi di situazioni di questo tipo”.

Foto: prima pagina "La Stampa", 1° novembre 2002



(31 ottobre 2018)